
La battaglia sul fine vita e le ragioni del no all’eutanasia

Bisogna partire dalle parole del deputato di +Europa Riccardo Magi per capire un po’ di cose sull’inizio della discussione alla Camere della legge sul fine vita. Magi ha, da un lato, enfaticamente ricordato «il valore storico di questa giornata» che porta a compimento «la lotta che in questo paese hanno condotto con coraggio Luca Coscioni, Piero Welby, Eluana Englaro e dj Fabo insieme a Marco Cappato e ai loro familiari».
D’altro canto, però, lo stesso Magi ha riconosciuto che il testo che è approdato alla Camera, dal suo punto vista, «rischia di portarci a una storica occasione persa. Vi sono dei nodi importanti che vanno chiariti dal parlamento al fine di garantire veramente a tutti i cittadini dignità e libertà di scelta sul fine vita».
Sventolare la bandierina
Si sa, i radicali vogliono sempre di più. Quindi hanno mal digerito l’introduzione dell’obiezione di coscienza fortemente voluta dal centrodestra e altre limitazioni ai loro intenti. È per questo che parlano di legge “ridimensionata” e che non corrisponde «nemmeno ai paletti posti dalla Corte costituzionale». L’altra verità è che, ancora una volta, la legge è agitata come una bandierina utile a segnalare la propria posizione ideologica, ma di possibilità che abbia un seguito ve ne sono poche.
Già ieri la discussione è stata «rinviata ad altra seduta» ed ora ad occuparsi del suo iter sarà Conferenza dei capigruppo. Davanti a loro i parlamentari hanno un calendario fitto di impegni, non ultimo l’approvazione della legge di Bilancio. E dopo le feste? Dopo le feste c’è l’elezione del capo dello Stato.
Effetto Zan e referendum
Altro timore per radicali & Co. è costituito da quello che gli addetti ai lavori chiamano “effetto Zan”. Cioè che, come è capitato per il ddl sulla omotransfobia, grazie al ricorso al voto segreto – usuale per leggi di questo tipo – il provvedimento venga affossato. Infatti, al di là della dalla grancassa mediatica, il consenso all’interno delle Camere è molto meno granitico di quel che si vuol dare a intendere.
Ma, al di là delle vicende parlamentari e delle tattiche dei partiti, è importante capire bene cosa ci sia in ballo. La battaglia, infatti è solo all’inizio e i radicali hanno già messo le mani avanti: se il ddl sul fine vita sarà bloccato nelle aule parlamentari «saranno gli italiani con il referendum della prossima primavera a consentire il superamento di tutta questa serie di limitazioni previste dall’attuale testo al ribasso».
Eutanasia. Le ragioni del no
Ecco perché va seguito con attenzione ciò che accadrà sempre alla Camera domani alle ore 12.00 con la presentazione del libro Eutanasia. Le ragioni del no (Cantagalli) a cura di Alfredo Mantovano.
Interverranno Isabella Rauti (FdI), Alessandro Pagano (Lega), Fabiola Bologna (Coraggio Italia) e Antonio Palmieri (Fi) per illustrare un volume che, come scritto nel capitolo 1, «con sguardo laico e non confessionale» fa chiarezza sul referendum, la legge e le sentenze (prima fra tutte quella della Corte costituzionale che non ha imposto al parlamento alcuna legge).
Foto Ansa
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