Perché si festeggia la mamma? Hadjadj: «La maternità è il luogo del mistero contro la tecnocrazia dell’utero in affitto»

Di Redazione
26 Maggio 2014
Ieri in Francia si è celebrata la "Festa della mamma", in un clima sociale che tende a stravolgerne la figura. Il filosofo Hadjadj ironizza: «Vogliono imporci la "festa delle madri surrogate" e "dell'utero artificiale"»

Ieri non è stato solo il giorno delle elezioni europee a Parigi. I francesi hanno infatti celebrato la “Festa della mamma” in un clima sociale dove si cerca di sminuire il ruolo della maternità e della donna con l’utero in affitto, quello della famiglia con il matrimonio gay e quello del concepimento con la fecondazione assistita. Secondo il filosofo Fabrice Hadjadj, intervistato per l’occasione dal Le Figaro, questa ricorrenza viene festeggiata in un momento storico in cui in Francia la «commercializzazione tecno-liberale» vorrebbe imporre «nuove “feste” gioiose per il 21esimo secolo: dopo i padri e i nonni, la “festa delle madri surrogate”, la “festa dell’utero artificiale”, la “festa dei papà-senza-mamma-grazie-agli-ingegneri-della-compassione”, eccetera».

PERCHÉ FESTEGGIARE LA MAMMA. Non solo. «Nel frattempo – continua il filosofo – per festeggiare la sua mamma malata, il nostro governo sembra orientarsi verso nuove idee-regalo grazie alla legalizzazione dell’eutanasia». Davanti a tutti questi «stravolgimenti», «perché festeggiare ancora?». Per Hadjadj, «ogni festa è prima di tutto una celebrazione della vita. Una festa per essere tale presuppone che l’esistenza sia giustificata, che la nascita non sia solamente un regalo dei vermi». E non a caso uno «dei comandamenti più antichi dice “Onora il padre e la madre”, precedendo il “Non uccidere”. Viene prima perché significa: “Ama la vita che hai ricevuto”. Se la vita non fosse una cosa buona in sé, perché non distruggerla? Non ha senso dire “non uccidere”, se prima non si onorano i genitori che ci hanno dato la vita».
La maternità, dunque, «è questa situazione originaria dove una persona fa spazio all’altro nel suo proprio corpo, fino alla deformazione, fino a consentire una certa aggressione (nausee, dolori). Questa non è negazione di sé, ma dono della vita. Bisogna quindi festeggiare la maternità non solo perché è la nostra matrice, ma anche perché è modello di generosità, una speranza in atto».

UTERO IN AFFITTO MASCHILISTA. Ma qual è il ruolo della maternità nella Francia di oggi, in cui anche le femministe appoggiano l’ipotesi di legalizzare l’utero in affitto? Per il filosofo è un controsenso, visto che «la maternità è il potere più specifico del femminile: è ciò che fa dipendere l’uomo dalla donna per la possibilità di avere un avvenire. L’utero in affitto, che si potrebbe concepire come un accessorio di liberazione femminile, permette piuttosto di confermare il dominio degli uomini o almeno la logica maschile sulla nascita. Un femminismo che va contro la maternità diventa rapidamente una rivendicazione di uguaglianza che si appiattisce sul livello del maschio, che vuole arrogarselo. [La maternità surrogata] sarebbe la rinuncia della donna al suo potere più singolare e proprio, quello che permette di porre fine al mondo bellicoso dei maschi».

MISTERO DELLA MATERNITÀ. Con la legalizzazione del matrimonio e dell’adozione gay, il governo socialista ha aperto la strada alla possibilità di creare famiglie strutturalmente mancanti della figura del padre o della madre. «L’uomo è un intreccio di carnale e spirituale. Fino ad oggi – ragiona Hadjadj – le generazioni sono sempre discese dall’unione di un uomo e una donna. Non si diventa madri senza un padre. Adesso però si può decidere di uscire dall’umano: si può negare alla carne la sua spiritualità, ridurla a un materiale, accoppiarsi in un laboratorio e fabbricare Ogm a base di homo sapiens sapiens».
Questa possibilità, però, non distruggerà mai «la maternità», che «si rapporta alla gestazione e la gestazione consiste nell’accogliere in sé un processo oscuro, misterioso, che comporta l’apparire di un altro. La tecnica si rapporta invece alla fabbricazione e la fabbricazione consiste nel produrre qualcosa esterno a sé (questa è la sola possibilità maschile), in un processo controllato e trasparente: in vitro. Ecco perché non dirò che il mistero della maternità è minacciato dalle nuove tecnologie ma che la maternità è il luogo stesso del mistero e rappresenta una resistenza radicale, più efficace di mille discorsi, all’impresa tecnocratica. Solo la maternità può garantire che un bambino resti un avvenimento e non il risultato di un programma».

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50 commenti

  1. Nino

    Comunque, volendo riportare il discorso sul tema dell’articolo, la mia constatazione iniziale (vedi sopra a tutto) è che c’è un Senatore della Repubblica che è appena tornato dagli Stati Uniti con un neonato figlio suo o del suo compagno, e non mi sembra si sia levata nessuna voce critica, quindi non mi pare che gli italiani siano rimasto sconvolti da questo evento o ci vedano chissà quali pericoli per se stessi e le loro famiglie.

  2. Giovanni (Cattivo)

    Ho letto uno scandalizzato articolo della Nuova Bussola Quotidiana sul fatto che una corte inglese ha dato torto a due genitori che non volevano che i loro figli, che gli erano stati tolti per maltrattamenti, fossero affidati ad una coppia gay. Insomma secondo i cattotalebani è meglio prendere botte e fare la fame in una coppia etero che vivere una vita dignitosa in una coppia gay.

    1. luca

      io sono per una vita dignitosa. e quindi con un papà e una mamma.

      1. nino

        non è detto che per avere una vita dignitosa bisogna per forza avere un papà e una mamma né che avere un papà e una mamma assicuri ai bambini una vita dignitosa

        1. Toni

          @ Nino
          Posso dirti, senza intenti polemici, che tra tutti i punti di vista espressi in questo sito il tuo mi è il più arduo da capire.
          In un precedente post hai affermato che non sei gay, che sei sposato e, se non ho capito male, hai figli. Comunque hai, come tutti, un padre ed una madre. Noto che difendi quasi a spada tratta matrimoni ed adozioni gay, o forse è corretto dire sei molto tollerante.
          Ti espongo la difficoltà a capire dal mio punto di vista: dalla mia esperienza (con mia moglie ed i miei figli, e con quella fatta da figlio con i miei genitori) ho una visione precisa della differenza tra l’affetto di una madre e di un padre. Non ho dubbi sulla sostanziale differenza tra i due tipi di esperienza e su questo, Bifocale & C. potrà citarmi un esercito di antropologi, mescolate con commissioni di psicologi, incrociarsi con sociologhi ecc, .senza riuscire minimamente a scalfire la mia convinzione. Tu che tipo di esperienza hai come padre e come figlio? Pensi che come figlio potevi fare a meno dell’affetto di tuo padre ed avere una affettività al quadrato di tua madre? Oppure, come padre, rispetto ai tuoi figli, credi che possono fare a meno di te ed avere un affetto al quadrato sul modello di tua moglie?
          Se ho detto nelle premesse qualcosa di sbagliato, o se ti sembro invadente, ometti pure la risposta ma se il quadro che ho intuito è corretto ti prego, se vuoi, di dirmi il tuo punto di vista.

          1. Nino

            Leggo solo ora, e provo a rispondere, premettendo che non sono un esperto, non ho fatto studi umanistici, e se mi dici che ci sono studi che contraddicono la mia opinione (opinione, poi credo che verità assolute in questo campo non ce ne siano): i miei genitori si sono comportato da genitori con me, io mi sono comportato (e mi sto comportando) da genitore con i miei figli. Ho delle serie difficoltà a distinguere cosa è l’amore materno e cosa è l’amore paterno, perchè credo che ognuno di noi sia in grado di dare amore.

            Poi si, io credo che due adulti che si amano e che vogliono condividere seriamente un percorso di vita debbano avere la possibilità di farlo, assumendosi oneri ed onori relativi, anche di fronte alla legge, e quindi sono per estendere l’istituto del matrimonio (inteso come istituto civile, ovviamente) alle persone omosessuali e sono del parere che un bambino possa essere adottato da un singolo (non da una coppia gay perchè ad oggi per lo stato italiano non esistono, se esistessero ovviamente anche a loro) se questo è per il bene del bambino, se questo gli fa migliorare le sue prospettive. Perchè credo che chiunque possa essere un buon genitore (o anche un cattivo genitore).

            Ho di contro dei seri dubbi sulla surrogacy, ma sto allungando troppo la risposta

          2. Toni

            Non ti ho chiesto se eri un esperto (Poi perché devi alienare il tuo giudizio per rimetterti nelle mani di un ipotetico “esperto”?) ma se afferravi la differenza tra tuo padre e tua madre.
            Oppure, se percepivi la differenza che fanno i tuoi figli tra te e tua moglie. Ai bambini lo hai mai chiesto?
            Non è una cosa da poco:
            Perché se non l’hai capito, con questo vuoto, come fai a dire cosa è meglio o peggio per un bambino? Solo perché ti rimetti all’esperto?
            Addirittura proponi l’adozione per un singolo!
            Perché non a questo punto a tre maschi (tre possono fare meglio di uno… o no? Pure quattro…. volendo).?

          3. Nino

            vedi, io provo a rispondere in maniera pacata ma la tua risposta mi sembra, perdonami, provocatoria. Inizio dalla fine: se un singolo può migliorare la qualità della vita di un bambino senza genitori (e mi ripeto, può migliorare la qualità della vita del bambino) perchè no? Io non sto dicendo che a aprità di condizioni è meglio che un bambino venga affidato ad un singolo piuttosto che a una coppia, sto dicendo che andrebbe fatta la scelta migliore “per il bambino”. E parlo di singolo o di coppia perchè oggi queste sono i nuclei familiari che lo stato riconosce. Parlare di 3 maschi (e perchè 3 maschi, anche due uomini e una donna no? 🙂 ) vuol dire buttarla in caciara e non mi piace. D’altronde, un singolo è in grado di crescere uno o più figli, quindi perchè no, se è “la scelta migliore per il bambino”? (tra l’altro ci sono normalmente casi di affido di minori a singoli, e alcuni, pochi, casi di adozione di un minore da parte di un singolo, da quel che ne so)

            Sulla differenza tra padre a madre mi spiace non ti seguo, io ho avuto due genitori che, per mia fortuna, mi hanno amato ed accudito, non capisco cosa intendi per differenza tra padre e madre (ovviamente immagino tu intenda nella relazione con me, poi ovviamente erano diversi).

          4. Toni

            Io non intendo essere provocatorio: solo che trovo che parti da premesse per poi non accettare le conclusioni del tuo ragionamento. Se mi dici che un bambino può crescere bene anche se affidato ad una sola persona, io ti rispondo che è possibile. Ma ti dico anche che è possibile essere una buona persona anche nascendo e crescendo in una baraccopoli di Rio, vivendo in condizioni di penuria ai limiti dell’umano. Cosa vuol dire questo? che dobbiamo affidarci alla fortuna? Questo farebbe diventare giusto l’affido ad una sola persona? Mi sembra assurdo. Poi non bisogna andare lontano: chiedi ad un orfano di padre se desiderava averlo e quanto gli è mancato. Chiedi ad un orfano di madre la stessa cosa.
            Per quanto riguarda la differenza tra padre e madre, trovo che è proprio lì il nocciolo del problema. Io intendo, dato che è la cosa che dici che non capisci, la differenza di affetto, volontà , pensieri, autorità tra tuo padre e tua madre (e per comodità tralascio quella tua e di tua moglie nei confronti dei figli). Ci metto pure l’esperienza di come ti abbracciavano, verso chi correvi per prima quando avevi paura perché ti sentivi più al sicuro. In quale dei due sentivi “le condizioni” che ti facevano “meritare” amore e rispetto, mentre c’era l’altro che l’amore ed il rispetto te lo dava incondizionatamente…….. posso continuare. Possibile che nelle due persone che entrambe ti hanno amato ed accudito tu non percepivi una diverso modo di amare legato al loro essere uomo e donna? Poi era una semplice domanda. Io posso dirti che la risposta mia ce l’ho e non c’è “studio comparato” che possa demolirla.

    2. Cisco

      Bravo Giovanni, ottime letture. Purtroppo non hai capito che il punto e’ che un giudice ha deciso di togliere un figlio maltrattato a una coppia per darlo non a una coppia etero in grado di educarlo secondo la cultura del paese di origine, bensì a una coppia gay del tutto estranea alla sua cultura.

      1. filomena

        Non pensi che sia meglio cambiare cultura che prendere botte da genitori che appartengono alla tua cultura?
        Se devi scegliere tra un violento e un gay cosa fai, ti metti l’armatura e dici che bello avere mamma e papà?

        1. Toni

          Pensi che era difficile trovare una coppia etero non violenta?

          1. filomena

            Il punto è che quando si arriva a togliere dei figli ai genitori lo si fa per motivi gravi e una qualsiasi situazione di serenità famigliare (anche se so che questa parola non ti piace in questo caso) va comunque bene. Poi ognuno la pensa come vuole sulle situazioni più o meno ideali.

          2. Toni

            Sicura? … mah!

          3. Toni

            Quel bambino ha subito una doppia violenza. La seconda è più subdola della prima.

          4. Nino

            Ancora una volta bisognerebbe poter approfondire l’argomento e conoscere le giustificazioni di una simile decisione. Sulla base delle poche informazioni disponibili, possiamo supporre che in questo caso fosse difficile trova una coppia etero non violenta disponibile a prendersi carico del bambino e più adatta alla coppia gay che è stata individuata (ipotizzo, per esempio, che uno dei due gay possa essere un parente e che si sia privilegiato anche il legame parentale). Se io fossi un giudice, e dovessi decidere come ha fatto quel giudice, lo farei solo se fossi veramente convinto, incoscienza, che è la soluzione migliore tra quelle possibili. E credo che così farebbe chiunque. Pensare ogni volta ad un complotto delle lobby gay mi sembra abbastanza paranoico

          5. Toni

            Tu credi che “l’argomento” è stato approfondito? Che non ci hanno dormito la notte con il pensiero del “bene” del bambino? Ti assicuro non ci hanno perduto un minuto perché , per loro, già cercare una coppia etero avrebbe implicato una discriminazione a monte (poi tu, addirittura… supponi che “fosse difficile trova una coppia etero non violenta disponibile”) . Poi non dimenticare che si sono confezionati “studi scientifici” che dimostrano quanto diventano belli i bimbi se crescono con coppie gay. Naturalmente altri studi non esistono e se esistono sono fatti da prezzolati, omofobi, su campioni non rappresentativi, con lettura sbagliata dei dati: Che questi studiosi-omofobi (cialtroni in mala fede) le università dovrebbero licenziarli, se non lo fanno, bisognerebbe tagliargli i fondi, tranne se non chiedono scusa , non una ma tante volte. Ti sembra un quadro esagerato? Non ti accorgi che è cosi? Credi che sia un clima sereno per contraddirli?
            In definitiva credo che sopravvaluti le carogne con cui abbiamo a che fare. Il bene del bambino è l’ultima cosa che pensano, cosa peggio, queste “vittorie” che ottengono saranno il piede di porco per legittimare e profumare altre vergogne. Osserva e noterai che alcune cose già sono in avanzato fase di studio con la pedofilia.

          6. Nino

            tu credi che sia facile trovare una coppia etero che adotti due bambini rom di 2 e 4 anni? Sarò ingenuo, ma io credo nello stato e nelle istituzioni, e quindi parto dal principio (fino a prova contraria) della buona fede.

            E cerco di non usare termini gratuitamente dispregiativi quando dialogo

          7. Toni

            Non credo di avere usato termini dispregiativi nei tuoi confronti.
            Il “piede di porco” è un nobile strumento, ma non in mano a degli scassinatori (li reputo scassinatori? … si!)
            “Carogne” si, in effetti può sembrare dispregiativo, ma credimi non sono un buono e direi di peggio.
            Sui bambini rom, io che non sono buono, credo all’esatto contrario di quello che pensi. E’ stato più facile scaricarli per come hanno fatto. I soggetti più adatti.

        2. Cisco

          @filomena
          Vedo che anche Filomena non capisce: l’alternativa non è tra coppia etero che maltratta e coppia gay che (forse) non maltratterà ; ma tra coppia etero che maltratta e coppia etero che non maltratta e che rispetta la cultura di origine del bambino.

      2. Giovanni

        Cisco qui ti volevo. I ricorrenti non hanno impostato la loro opposizione dal punto di vista del benessere del bambino. Non hanno tentato di dimostrare che due uomini non erano in grado di allevare i loro figli.
        Han dovuto tirare in ballo i diritti culturali e religiosi. Non hanno neppure provato a sostenere che i loro figli erano allevati contro natura ma in un modo consono a “bambini inglesi della classe media”, ma non a bimbi slovacchi rom cattolici. Il giudice ha risposto: “Il fatto è che […] devo giudicare le questioni secondo la legge dell’Inghilterra e con riferimento alle norme di uomini e donne ragionevoli nella società inglese contemporanea. Le opinioni dei genitori, siano esse religiose, culturali, laiche o sociali, hanno diritto al rispetto, ma non possono essere determinanti”. Era il minimo.
        Il punto è che in un tribunale le cose le devi dimostrare, non te la puoi cavare con frasi tipo: “Ma è ovvio che un bambino deve crescere con un papà e una mamma di sesso diverso”,”Signor giudice non ha avuto anche lei una mamma e un papà?”, “Allora già che ci siamo affidiamo i bambini ad una coppia di orangutanghi”. E per voi si fa dura

        1. Cisco

          Giovanni e’ appunto qui che ci volevamo: un giudice si arroga il diritto di sostenere che le opinioni dei genitori non sono determinanti, come se affidare il bambino a un’altra famiglia rom fosse impedito dalla legge inglese (nel qual caso sarebbe razzista, ma non penso sia così).

    3. filomena

      Non avrebbero dovuto nemmeno permettergli di fare ricorso altro che scandalizzarsi perché i figli sono stati dati a due gay….

      1. giovanna

        L’ho già detto più volte: se dovessi sapere che i bambini che negli anni ho avuto in affido, con il loro bisogno totale di avere una mamma e un papà,in fondo l’unica cosa che ci chiedevano, dovessero finire con due uomini o con due donne, ne morirei. A loro questa sorte terribile non capiterà, a meno che non caschi il mondo, ma penso sempre ai miei piccoli quando leggo notizie simili e commenti totalmente indifferenti alla felicità di questi bambini. Ma io dico, magari uno non è mai stato genitore, non è mai stato a contatto con bambini, ma sarà stato figlio, per lui avere un padre e una madre sarà stato minimamente significativo ! E’ una crudeltà che non mi spiego, come non mi spiego tanti orrori che pur sono accaduti nella storia e purtroppo contiuano ad accadere.

        1. Giovanni (Cattivo)

          Se Giovanna dicesse queste cose in tribunalke, il giudice la interromperebbe sbuffando: ” Signora non c’è bisogno che ci ricordi che tutti noi abbiamo avuto mamma e papà, lo sappiamo e sappiamo anche che per alcuni è stato un rapporto positivo e per altri no. In quest’aula valgono solo i fatti, se lei può produrne qualcuno che prova che i signori affidatari non sono in grado di allevare i bambini lo faccia altrimenti stia in silenzio. Non tratti la questione come se fosse evidente, non lo è, ho qui degli studi, che l’avvocato dei signori affidatari mi ha fatto avere, che dicono il contrario. Quindi sia gentile e non mi faccia perdere altro tempo, ho altre sei udienze dopo questa”

          1. domenico b.

            Giovanni cattivo, hai ragione. Valgono I fatti. Pensa se un giudice volesse rifarsi alla storia di Romolo e Remo, allevati da una lupa, magari riuscirebbe a trovare qualche caso di bambino effettivamente allevato da animali, e allora ne sentiremmo davvero delle belle…

          2. Giovanni (Cattivo)

            Ci sono alcuni casi, parecchio dubbi, di bambini che si dice siano stati allevati da animali. Sono rimasti tutta la vita dei minorati, pare che nessuno di loro abbia imparato a parlare.
            Con le famiglie arcobaleno non è successo nulla del genere. Son questi i fatti.

          3. domenico b.

            ci sono le testimonianze, pubblicate anche su Tempi.it, di bambini allevati da persone di sesso uguale, che dichiarano tutta la loro infelicità per non aver avuto un padre e una madre, signor giudice

          4. Giovanni

            Sig Domenico B questa corte sa distinguere tra la testimonianza di un caso personale e uno studio comparato. Di testimonianze ce ne sono per tutti i gusti, anche di chi si è trovato male con il tipo di famiglia che piace a lei, gli studi comparati sono un’altra cosa. Si prende un campione di bambini allevati da coppie gay e un campione di bambini allevati da famiglie etero e si guarda se quelli che verrebbero a lamentarsi su tempi sono significativamente di più in un gruppo rispetto all’altro. Lo hanno fatto, diverse volte, ed han visto che quelli che si crescono bene in una famiglia gay sono una percentuale simile a quelli che crescono bene in una famiglia etero, e lo stesso succede per quelli che crescono male e hanno da lamentarsi.

          5. Paolo2

            Ragazzi, ha ragione Giovanni.
            Io ho l’impressione che giudici e tribunali sempre più ragioneranno in base a ineccepibili (e indiscutibili) “studi comparati” di comodo, benedetti da una comunità scientifica che, in questo campo, tollererà sempre meno la “scientificità” di studi che non avvalorino le tesi di comodo, marginalizzandoli e ridicolizzandoli. Con buona pace del buon senso con cui il riconoscimento di una evidente legge naturale ha guidato lo sviluppo della civiltà umana (non solo cristiana) per millenni.

          6. Nino

            così come ci sono moltissime testimonianze di bambini allevati da persone di sesso diverso che dichiarano tutta la loro infelicità per aver avuto un padre e d una madre 🙂

          7. Nino

            ovviamente la mia era una risposta per Domenico B. 🙂

          8. domenico b.

            Nino bello, ti puoi togliere il sorriso dalla faccia, anche perchè non mi risulta che ci siano bambini che si lamentino per essere stati cresciuti da un padre ed una madre affermando che avrebbero preferito due persone dello stesso sesso. Ci può essere chi ha avuto un’infanzia infelice, ma questo è un altro discorso…
            Solo una mente contorta, confusa, di chi non sa che farsene della propria vita può affermare che due persone di sesso uguale possono crescere un figlio

          9. Nino

            vuol dire che neghi la realtà dei fatti, e parlo di fatti. Tu credi che uno preferisca una infanzia infelice con due genitori etero che una felice con due genitori omosessuali? Certo, se parti dalla Verità che due persone di sesso uguale non possono crescer un figlio … a me non risulta, ma è solo la mia verità!

          10. Giovanni

            Tipica logica circolare: un bambino non può essere felice se cresce con due gay perchè due gay non possono crescere felicemente un bambino. E perchè non possono? Perchè un bambino non può essere felice con loro. Ovvio, no?

        2. Toni

          Ciao Giovanna, sono contento che sei tornata.

          i “fatti” non sono oggettivi, sono interpretabili. Se il giudice è abituato in un habitat di sporcaccioni trova naturale e salutare affidare un bambino a dei sporcaccioni. In questa ipotesi infatti, per il giudice, lo standard di riferimento sarebbe la sporcizia che condivide con i simili …. che ovviamente costituisce per lui l’ottimo per l’educazione di un bambino.
          In Russia gli stessi fatti sarebbero stati giudicati in maniera diversa, ma in questo caso gli sporcaccioni avrebbero gridato alla discriminazione.

          1. Giovanni (Cattivo)

            Se è per questo in Uganda o in Iran agli “sporcaccioni”i avrebbero fatto la pelle.
            Ma siete ridotti così male da dover avere punti di riferimento come questi?

          2. Toni

            Dov’è il mio post di risposta al difensore degli sporcaccioni?

          3. giovanna

            Caro Toni, certo che se uno si deve fare scudo di studi taroccati, chiunque abbia dei bambini sa che sono taroccati, per affermare che per un bambino è lo stesso crescere con un papà e una mamma e con due barbuti , siamo messi male male. Verranno studi, sono già venuti, a sdoganare la pedofilia e ci sarà gente che li accetta/accetterà a cuor leggero, anche in quel caso non si parla di flgli propri ! Sono le stesse persone che affermano che per un bambino è un bene essere ucciso nel ventre materno , piuttosto che vivere in condizioni difficili. Le stesse persone che affermano che la separazione dei genitori è per i figli una passeggiata di salute. Le stesse persone che di fronte ai dati drammatici di disagio sociale conseguenti al tracollo della famiglia e della solidarietà, hanno proposte come l’eutanasia degli anziani e dei malati, l’allargamento dell’aborto, la distribuzione massiccia di preservativi, il concedere diritti assurdi a chiunque li pretenda….gente che non vuole bene a nessuno, neanche a se stessa.
            Il mio dubbio è se serva a qualcosa discuterne qui: da una parte lasciare senza risposta le amenità che dicono mi sembra un cedimento, dall’altra ne constato la perfetta inutilità.
            Un nuovo inizio, ma come ? Ci paragoniamo con i primi cristiani, che in primis non hanno fatto opposizione al potere dell’epoca, ma hanno annunciato Gesù, hanno fatto il cristianesimo. Ma sono stati martiri ! Sono pronta ad essere martire ? Sarei pronta a dare una testimonianza grandissima e sovrumana come quella di Meriam?

          4. Giovanni

            Il mondo di Giovanna è come Rio Bo di Palazzaschi :” Tre casettine dai tetti aguzzi, un verde praticello, un esiguo ruscello, un vigile cipresso…” semplice, comprensibile, senza sbavature. O meglio, lo sarebbe se non ci fossero quelle persone terribili che vogliono dare diritti assurdi a chiunque li pretenda. Cattivi! Complicatori! Era tutto così lineare senza di voi!

            Per lei la discussione è inutile, cosa serve discutere se è tutto così chiaro? Copernico non si deve fare scudo dei suoi calcoli taroccati è EVIDENTE che il sole gira intorno alla terra, non lo vediamo forse tutti i giorni? E Cavalli Sforza perchè ci propina i suoi studi taroccati sulle razze? E’ EVIDENTE che i neri sono inferiori ai bianchi, lo sa chiunque ne conosca uno! Le donne poi con queste storie della parità! E’ EVIDENTE che sono inferiori agli uomini, si vede in tutte le famiglie, no? (NB Giovanna probabilmente non la pensa così, ma solo perchè il sistema copernicano e l’uguaglianza razziale e fra uomini e donne è da tempo diventata pensiero comune anche nel più piccolo Rio Bo, ma il meccanismo mentale è lo stesso)

            PS Messagio per Nino, Bifo e Filomena. Oh raga andiamoci pianio con questa, l’abbiamo così terrorizzata che pensa nientepopodimenochè al martirio!

          5. Toni

            @Giovanna

            Non credo che sia inutile quello che fai tu assieme a Giannino Spoppani, ad Alvaro, ad Aurelio, Francesco, Cisco Raider e tanti altri. E’ utile come ogni testimonianza che si riesce a dare. Poi, chi meglio e chi peggio, cerca di cambiare le cose che può cambiare e sopportare quello che non può (cito, male, una preghiera di S. Teresa Ávila). Questi sono tempi oscuri e non ci è consentito rassegnarci. Ogni cristiano sa che nella vita ci sono prove dure, ma sappiamo pure che Cristo ci da la forza di affrontarle.

            PS – Non farci caso agli zozzi con i loro miasmi.

  3. Nino

    Intanto ora abbiamo un senatore della repubblica neo papà gay …

    1. giovanna

      Bè, quel signore ultra-cinquantenne ha comprato a suon di dollaroni ( signora mia, in Italia comprare bambini non è permesso ancora, se non sei ricco niente viaggio in America , è una vera ingiustizia, ma io i soldi ce li ho ! ) un figlio dalla mamma, pardon, ha affittato un utero, pardon, ha pagato per una “gestazione per altri “…puoi dirla come ti pare, ma quel bambino è più povero di un bambino africano, che almeno la mamma ce l’ha.
      E in questa follia trascinano altra gente, vogliono trascinare altra gente.
      Se qualcuno di voi è curioso, si vada a leggere sul forum supplemento singolo del corriere della sera la vicenda del padre separato che vuole affittare una donna all’estero per avere un bambino che la mamma non gli potrà portare via, come successo con la ex-moglie.Una conferma del fatto che le tecniche moderne riducono e/o annullano la figura della donna, nello stupore un pò assurdo di tante commentatrici di quel forum che non si aspettavano questa deriva .

      1. beppe

        giovanna, l’unico articolo che ho letto riferito al senatore PD concludeva immancabilmente con ” comunque auguri al bambino”. sarebbe ora di smetterla: il figlio anche di due ragazzini incoscienti trova un uomo una donna che vengono COSTRETTI da quell’evento a maturare rapidamente e a DIVENTARE padre e madre nonostante la giovane età. due gay che DECIDONO DI DARE INIZIO ARTIFICIALMENTE a una nuova creatura si prendono il potere di imprigionare un bambino nel loro mondo malato e morboso privandolo oltrettutto del bene di una madre. questo è solo violenza che viene poi camuffata con espressioni false e ipocrite sui giornali patinati tanto cari alle femministe.

    2. beppe

      nino, non si capisce se sei contento oppure ti vergogni.

      1. Nino

        nè l’uno nè l’altro, constatavo. Io su quelle che viene chiamata “surrogacy” ho dei seri dubbi, perchè è plausibile che nell’utero si stabilisca un legame tra mamma e bambino, legame che viene troncato volontariamente alla nascita. Ma fare un figlio in generale è un atto egoistico, o irresponsabile (egoistico se si sceglie di farlo, irresponsabile se capita) , quindi non mi sento di giudicare questo atto egoistico più egoistico di altri. Fermo restando che quella coppia ha fatto tutto in maniera legale.

        1. Nino, non riesco ad immaginare quanto grande possa essere la gioia dei tuoi genitori, se fai leggere a loro il tuo post!

          1. Nino

            Perchè dici così? non ritieni che fare un figlio sia un atto egoistico? Il mio non è un giudizio negativo, l’egoismo non è necessariamente negativo.

        2. luca

          “ha fatto tutto in maniera legale” esattamente come era legale il massacro degli ebrei bei lager nazisti…
          morale della favola c’è in italia un altro bambino cui è stato tolto il diritto di avere una mamma non dalla natura (morte della stessa o altro) ma dalla cupidigia dell’uomo, che lo ha comprato da una donna povera e adesso lo sbandiera per portar avanti i suoi progetti ideologici.

          1. Nino

            non mi risulta che la madre sia povera, ma capisco i tuoi dubbi.

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