
Festa (Giornale): «Generali, Geronzi teneva un equilibrio. C’è un’idea diversa dalla sua?» – Rassegna stampa/3
Lodovico Festa, editorialista de il Giornale, commenta a Tempi le dimissioni da presidente di Assicurazioni Generali di Cesare Geronzi.
Ieri Cesare Geronzi ha rassegnato le sue dimissioni da presidente di Assicurazioni Generali e ha colto tutti di sorpresa. Che cosa è successo?
Si è dimesso perché la maggioranza del Cda e soprattutto l’azionista di maggioranza, cioè Mediobanca, ha criticato la presidenza. Questa è una svolta improvvisa perché non si era colta la decisione dentro Mediobanca, azionista di maggioranza.
Perché è stata presa questa decisione?
Difficile dirlo, c’è un assestamento dentro gli equilibri della finanza nazionale e c’è una forte ostilità verso le forze che gravitano attorno a Vincent Bollorè, di Mediobanca e vicepresidente di Generali, anche perché uno dei partner dell’azionista francese, Ben Ammar, è rimasto indebolito dalle rivolte in Tunisia. Quindi, un fronte che aveva stabilizzato Mediobanca si è indebolito e altri si sono messi in movimento.
Chi è in lizza per la successione?
La tendenza mi sembra quella che porterà a scegliere un presidente debole, Gabriele Galateri, che consenta alla compagnia di arrivare senza gravi scosse all’assemblea dove i soci poi faranno le loro scelte.
Qual è lo scenario che si apre dopo le dimissioni di Geronzi?
Ci sono molti interrogativi. Si aprono nuovi equilibri dentro la finanza italiana. Geronzi-Bazoli era un asse di stabilizzazione, adesso è stato superato e non si sa quale sarà il nuovo. Forse Fabrizio Palenzona sarà il nuovo punto di riferimento, non so, ci sono molte incertezze.
Come giudica l’operato di Geronzi?
Sono stati gli anni di un uomo che aveva una visione del sistema e un’idea di equilibrio, che forse non era il migliore, ma che era un equilibrio. C’è molta competizione tra Banca Intesa, Unicredit e Generali e ci deve essere una visione di sistema e di establishment su come tenere insieme una società. Lui ha tenuto un equilibrio, facendo sponda con Bazoli e l’ha fatto in modo aperto. Ora bisogna vedere se ce un’idea alternativa alla sua. Se non si trova è sicuro che ci saranno forti scossoni in una situazione economica di crisi che già non è facile.
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