Femminicidio, omofobia, sessismo e altri psicoreati spiegati da uno psicocriminale bisognoso di rieducazione

Di Antonio Gurrado
04 Novembre 2013
Maschio, in salute, bianco ed eterosessuale, sono l’archetipo del mascalzone, nella rutilante era in cui ogni opinione politicamente scorretta dev'essere punita

L’altra sera ero a teatro e nel fitto buio della sala mi sono messo a pensare a una scoperta. Da qualche parte avevo letto – purtroppo la mia insipienza scientifica mi impedisce di riferirne tutte le implicazioni tecniche – che è allo studio un meccanismo il quale, ficcato sulla calotta cranica di una persona A, è in grado di far muovere la persona B, in testa alla quale è ficcato un meccanismo simile, solo e soltanto secondo gli esatti pensieri della persona A. Insomma, A pensa di muovere un braccio e B lo muove; A ha prurito e B si gratta il ginocchio; A vuole prendersi a ceffoni e B porge l’altra guancia.

Dice: ti annoi davvero tanto a teatro, se ti metti a pensare a cotali soperchierie. Rispondo: non è vero, il teatro mi piace molto e ho anche l’abbonamento in platea, solo che nell’abbonamento era compresa la nuova commedia di Cristina Comencini. Si intitola La Scena e vi ricopio parte della dichiarazione della regista a Repubblica: «Sono secoli che gli uomini corrono dietro alle ragazze giovani. Per le donne questo è stato spesso una fonte di dolore. Così ho voluto sparigliare le carte: ho scritto, sì, la storia di due signore in età che incontrano un ventenne ma per raccontare che è possibile un dialogo tra generi e tra generazioni in modo aperto. E l’ho voluto dire con una commedia che fa, spero, morire dal ridere».

Mentre morivo dal ridere mi era venuto in mente il seguito dell’intervista alla Comencini: «Se le donne hanno fatto cambiamenti enormi, sarebbe ora che anche gli uomini si decidano a entrare in quel processo. Recuperare il maschile nella battaglia per l’affermazione del ruolo delle donne è stata anche una delle battaglie di Snoq».

La giornalista di Repubblica non ha verbalizzato uno starnuto abortito della Comencini né costei ha un amico immaginario che viene da Ork come il mitico Mork: Snoq è la sigla di Se Non Ora Quando, movimento femminista che sul proprio sito si definisce «una pagina importante dell’attività politica e della vita culturale di questo paese». Attorno a me la platea rideva beata al farraginoso dipanarsi della trama e allora mi sono domandato se tutti gli abbonati non indossassero un marchingegno invisibile sulla calotta cranica, che li portasse a comportarsi come voleva la regista, anzi a comportarsi come la regista ritiene che debba fare la gente civile. In particolare, mi sono chiesto, se anch’io avessi in testa quest’invisibile marchingegno, non è che si accorgono che la penso diversamente? Non è che s’insospettiscono e deducono che non ritengo Snoq una pagina importante di niente, che non voglio farmi recuperare nella battaglia per l’affermazione di alcunché e soprattutto che mi piace, da secoli, correre dietro alle ragazze giovani?

Maschio, in salute, bianco ed eterosessuale, sono in effetti l’archetipo del dissenziente e su di me possono facilmente appuntarsi i sospetti. Meglio rannicchiarmi nella mia poltrona e applaudire senza farmi notare, altrimenti se ne accorgono e finisce come in Minority Report, dove è possibile prevedere gli omicidi e arrestare gli assassini prima che uccidano qualcuno. Costoro protestano che non si può arrestare una persona per un crimine che non ha commesso; ma se non fosse stata arrestata l’avrebbe commesso, replica adamantina la polizia. Oppure finisce come in un recente articolo di Emma Fattorini sull’Unità: il femminicidio, spiega, non è solo un fenomeno da punire e non è nemmeno possibile prevenirlo con corsi di formazione o sensibilizzazione. Macché, «la violenza alle donne si annida nella crisi ormai avanzatissima dell’identità maschile»: quindi le iscritte a Snoq si accorgono che non applaudo la Comencini, deducono che corro dietro alle ragazze giovani perché la mia identità maschile è in crisi e ne consegue che sono predisposto alla violenza alle donne. Finisce che arriva Tom Cruise e mi arresta per non aver ancora commesso il fatto.

barilla-scuseDa Barilla alla ministra inglese
Vedete quante cose penso a teatro? Il guaio è che ormai è necessario pensarci due o tre volte perché ci siamo tuffati in modo irredimibile nella rutilante era dello psicoreato. Si sta diffondendo un senso di giustizia massimalista e ottusa che si preoccupa meno di ciò che le persone fanno e più di quello che pensano o potrebbero essere portate a pensare. Il caso eclatante è stato la spedizione punitiva contro Guido Barilla, il quale ha dichiarato di presentare negli spot un modello di famiglia tradizionale, maschietto e femminuccia con figli, perché tale è il principale target della sua produzione. Da ciò si è dedotto che Barilla odia i gay, che fiancheggia quelli che Dario Fo ha definito “briganti”; e contro di lui sono insorte l’improvvisa omofilia di concorrenti sciacalli e l’inevitabile indignazione del popolo del web di ogni latitudine, degnamente ipostatizzata dall’Angry Grandpa: un vecchietto barbuto col pigiama a righe che distrugge confezioni di pasta e cammina sopra gli spaghetti spezzati urlando per 4’23” frasi sconnesse contro “Baralla”. L’imprenditore ha poi replicato mettendosi alla gogna sui giornali, seduto compunto con un “Mi scuso” su fondo blu, e con un video di 40 secondi in cui dichiara mestamente di avere capito «che sul dibattito riguardante l’evoluzione della famiglia ho molto da imparare».

Non sono purtroppo disponibili video sulla somministrazione all’imprenditore da rieducare dell’olio di ricino, che quanto meno è un classico prodotto nostrano, mentre questa tempesta di manganellate politicamente corrette è d’importazione. Arriva ad esempio dall’Inghilterra, dove si discute se sia discriminazione sessuale offrire un posto a sedere a una donna incinta. È avvenuto alla parlamentare liberaldemocratica Jo Swinson, che la scorsa settimana è arrivata in ritardo alla Camera dei Comuni e – poiché in Inghilterra le poltrone sono molto meno che in Italia, e non bastano per tutti i deretani – è dovuta restare in piedi per mezz’ora nonostante che fosse al settimo mese di gravidanza. È seguito un dibattito. Qualcuno ha protestato che bisognava avere la sensibilità di farla accomodare; ma con un colpo di genio un collaboratore della parlamentare ha dichiarato che offrirle una sedia sarebbe stato non solo offensivo ma anche una macroscopica discriminazione sessuale. La Swinson detiene infatti il ruolo chiave di ministro delle Pari opportunità. Il suo principale compito è far sì che le donne ricevano ovunque lo stesso identico trattamento degli uomini, quindi quale miglior occasione per far notare una disparità? Nessuno infatti si sognerebbe di offrire una sedia a un uomo incinto. Gli inglesi sono piuttosto villani, tanto che di recente il sindaco di Londra Boris Johnson ha dovuto avviare una campagna capillare per ripristinare la civiltà sui mezzi di trasporto cittadino e David Cameron è dovuto intervenire nell’affaire Swinson ricordando che far sedere una donna incinta non è sessista, è solo «un comportamento decente». Tempo al tempo e verranno rieducati anche loro due.

Non vanno meglio le cose in Francia, dove chi pensa che i bambini nascano da un maschio e una femmina è ormai confinato in una ridotta vandeana. Meglio occuparsi di una nuova tendenza che presto verrà inseguita dalla Boldrini o dalla Kyenge di turno: la pauperofobia. In questi giorni il Difensore dei Diritti Dominique Baudis ha patrocinato la promozione di un’aggiunta all’articolo 225 del codice penale, che vieta la discriminazione: non si potrà usare disparità di trattamento fra un ricco e un povero. Non è ancora chiaro come: se ad esempio entro in una concessionaria e voglio una Ferrari, il fatto che non abbia soldi mi rende discriminato in quanto anziché a me la danno a uno che può pagarla? O vale solo per la spesa al supermercato? In compenso è chiaro che in Francia esiste un Difensore dei Diritti di apposita nomina presidenziale.

La pauperofobia fa il paio con l’ageism, il reato inglese che in italiano potrebbe essere reso con “discriminazione generazionale” oppure “vecchismo”. Nel 2011 era capitato che una presentatrice cinquantatreenne della Bbc fosse sostituita da un’altra presentatrice più giovane: ha fatto causa e l’ha vinta immancabilmente. Anche qui non è chiaro il criterio: a che età si diventa abbastanza vecchi da poter sentirsi discriminati? E la discriminazione vale anche nel caso di una giovane presentatrice che volesse scalzare chi è in tv da decenni? E, visto che in questo caso la sostituta aveva 41 anni, quando si smette di essere tanto giovani da dover temere l’incriminazione?

I Redskins e l’intervento di Obama
Nulla pareggia però la querelle sul nome di una squadra di football americano, i Washington Redskins ovvero i Pellerossa. Per ottant’anni hanno giocato tranquilli ma ora infuria la battaglia sul loro nome, che viene ritenuto offensivo nei confronti dei nativi americani. Bisogna cambiarlo. Si tratta di un tema ottocentesco che negli Stati Uniti è di grande attualità, anche con esiti paradossali: se andate a Santa Fe, nel Nuovo Messico, al centro della città trovate un obelisco la cui targa è dedicata «agli eroi che sono caduti in varie battaglie contro i…». Contro non si sa chi, perché la parola è stata cancellata; ma lì vicino un’altra targa spiega che l’obelisco è frutto di un errore di valutazione, e che l’evoluzione dello spirito americano e il terrore di offendere chicchessia hanno portato a cancellare la parola “selvaggi”, la quale così riemerge trionfante nella targa politicamente corretta che si scusa per quella antecedente.

Nel caso dei Redskins è intervenuto anche Obama, con la grazia di un drone, dicendo che se fosse presidente di una squadra dal nome offensivo provvederebbe a cambiarlo. Purtroppo Obama non è presidente e quindi il nome per ora resta lì anche se i giornalisti di varie testate benpensanti hanno benpensato di non usare più, per convenzione, il termine incriminato nei loro articoli (mossa che ricorda il referendum per l’abolizione della Juventus organizzato per un vecchio pesce d’aprile). Gli intellettuali, come Charles Krauthammer sul Washington Post, hanno asserito che il trattenersi dall’usare un termine razzista non deve dipendere dal timore di offendere né dalla pressione di una minoranza ma deve rientrare in un vasto programma di miglioramento di sé stessi – ciò che nel caso di Barilla potremmo chiamare autorieducazione.

Krauthammer ha studiato alla McGill, a Oxford e a Harvard; se oggi fosse invece uno studente dell’Università del Colorado a Boulder gli sarebbe stato espressamente proibito dal rettore di presentarsi alle feste in maschera vestito da pellerossa. O da cowboy. E nemmeno da geisha. Già che c’era, il rettore ha proibito anche tutti i vestiti che richiamino il crimine, la povertà o la professione sessuale; e, per sicurezza, ha bandito anche il sombrero. Bisogna dedurne che sforzarmi di non indossare un sombrero mi renderebbe una persona migliore?

Torniamo in Italia, a Lodi. Nella Bassa viene prodotto il calendario benefico Artemis per il quale posano nude le bellezze locali, in pose neanche tanto provocatorie, per il centro storico della bella cittadina. La presentazione del calendario è il 24 novembre ed ecco che contro il fotografo Claudio Gusmaroli è insorta la sezione locale di Snoq, dichiarando che si tratta di un’inaccettabile provocazione in quanto il 24 è proprio la vigilia della giornata mondiale contro la violenza alle donne: è noto infatti che, se vedessi una bella ragazza nuda in giro per Lodi, il primo istinto che mi verrebbe sarebbe di squartarla, non di chiederle il numero di telefono. E io che, ingenuo, pensavo che il 24 novembre fosse solo Cristo Re.

Mentre rimugino tutto questo mi accorgo che la commedia della Comencini è finita, con le sue battutine forzate sugli uomini che hanno paura del corpo delle donne, sui burqa, lo stalking e il femminicidio. Gli abbonati attorno a me applaudono entusiasti pur essendo abituati a molto di meglio e penso che allora ce lo meritiamo, il meccanismo sulla calotta cranica, ce lo meritiamo, lo psicoreato.

@AntonioGurrado

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31 commenti

  1. Bifocale

    La dittatura genderista avanza giorno dopo giorno.

  2. Remoq

    Riequilibrio, VER-GO-GNA-TI!!!

  3. Remo

    Tu dovresti solo vergognarti, Riequilibrio, credimi.

    1. riequilibrio

      interessante, remo.
      voi appestate il mondo, e devo vergognarmi io.
      ottimo argomento.

  4. Orazio Pecci

    Sarò demodé ma la cosa che più mi agghiaccia è come la Signora Comencini sappia fare strame della consecutio temporum. Un sacchetto di crusca a chi indovina come ho fatto a capirlo.

    1. laura

      Questa legge sull’omofobia, che a parere degli ingenui dovrebbe creare tolleranza, ma che nelle prospettive degli ideatori ha ben altre valenze, finirà per creare odio profondo.
      E con conseguenze che la storia ci ha già mostrato ampiamente: quando si pretende di regolamentare la vita degli altri, controllando anche i valori personali e le espressioni di pensiero, per un po’ si riesce ad esercitare la repressione sul dissenso, ma poi improvvisamente arrivano certe spintonate dalla base da ritrovarsi a ruzzoloni con le gambe spaccate, se non con tutto il resto.
      Occhio !

      1. riequilibrio

        “quando si pretende di regolamentare la vita degli altri, controllando anche i valori personali e le espressioni di pensiero”

        questa è bella.
        non è ciò che fa da sempre la religione, qualunque religione?

        1. Paix

          Se è così, Riequilibrio, tale atteggiamento dovrebbe farvi ripulsa, a voialtri a-religiosi. Ma si sa: non c’è gente più intollerante dei predicatori di tolleranza.

          1. riequilibrio

            almeno io razzolo per come predico

        2. Antony

          Perchè? tu in quale sciagurata religione sei finito?

  5. Paolo

    “Maschio, in salute, bianco ed eterosessuale” tutti elementi che di per sè non hanno alcun problema verso omosessuali, donne, eccc
    Direi che non è corretto nascondersi dietro un dito ed avere la pretesa di parlare a nome dei “maschi, bianchi ed eterosessuali”…definiamo le cose per quello che sono per cortesia.
    Chi si oppone al doveroso riconoscimento dei diritti delle perosne omosessuali (famiglia, tutela, ecc) non lo fa in ragione del proprio sesso biologico, del proprio orientamento o del proprio stato di salute.
    Lo fa unicamente per ideologia religiosa.

    Infine se per alcuni il 24 novembre è “Cristo Re” (??) per altri può essere benissimo “La vigilia della giornata mondiale contro la violenza alle donne” (ricorrenza che dovrebbe valere per tutti, mentre la prima al massimo può valere solo per chi aderisce alla confessione religiosa in oggetto)

    1. mike

      scusa ma una curiosità devi togliermela. è una domanda che desidero fare da tempo a qualcuno e ora colgo l’occasione. in parole povere mi piacerebbe sapere cosa ci guadagna la chiesa ad andare contro gli omosessuali. cioè ad esempio la chiesa dicendo che il matrimonio è tra uomo e donna si attira delle critiche. in più da gente che si dice sono una minoranza. di solito chi fa così pare essere sprovveduto. infatti chi perderebbe tempo ad andare contro una minoranza, e per di più (come dite voi, omosex o no) dicendo cose che non stanno in piedi? appunto chi è sprovveduto. ma io non credo che la chiesa sia sprovveduta. ora, vi arrabbiate tanto perché la chiesa non riconosce i diritti agli omosessuali. solo che a parte che su cosa siano fondati nessuno lo dice, ma poi cosa cavolo ci guadagna la chiesa ad andare contro i diritti degli omosessuali (nel caso per me ipotetico, salvo che qualcuno sappia dimostrare il contrario, che siano legittimi)?
      il discorso di aldo sul vulnus non so se si riferisse al calo demografico, però anche quello è. piaccia o meno. tanto per fare figli occorrono un uomo e una donna. per cui se non si capisce cosa si voglia ottenere andando contro l’omosessualità si capisce benissimo cosa si voglia ottenere favorendola, ossia un calo demografico. cioè quello di sicuro. boh a me pare evidente.

      1. Paolo

        Vede sig. mike la risposta è molto semplice…cosa riconosce la chiesa in base di diritti non importa a nessuno e neanche deve essere il parametro su cui uno Stato Laico e civile basa la sua legislazione in merito.
        Argomentazioni su ipotetici cali demografici non stanno in piedi per i seguenti motivi: 1) Le famiglie oformate da due persone dello stesso sesso già esistono e già è scientificamente palese che crescono prole bene quanto le famiglie formate da due persone di sesso differente, 2) non è che avendo la pretesa di negare diritti alle famiglie omoparentali vengono si spronano gli etero a fare più figli (o ha trovato studi scientifici che dimostrano come il matrimonio di due persone dello stesso sesso incida sulla vita sessuale degli eterosessuali????) 3) su cosa siano fondati i diritti degli omosessuali è presto detto…sugli stessi principi su cui sono basati quelli degli eterosessuali.
        Mi dica invece lei su quali basi sono fondati gli ipotetici “diritti” di un’ideologia religiosa di negare diritti ed arrecare danno a persone in base alla loro natura??

    2. Alessandro

      @Mike: leggo l’intervento di Paolo qui sopra e vedo che putroppo hai ragione a pensare che “proprio 4 gatti non sono”: anche qui è intervenuta prontamente una loro sentinella.

      L’oscurantista Alessandro, maschio bianco ed eterosessuale (MBE, visto che a loro piacciono le sigle) fa presente alla suddetta sentinella che Cristo Re – senza virgolette e punti di domanda – è venuto per la salvezza di tutti, anche la sua. Mentre queste “giornate mondiali”, che ricorrono con frequenza quasi quotidiana, non sanno proprio di niente. Come il pane senza sale.

      1. mike

        in effetti non servono a nulla certe giornate… come certe leggi. le donne sono ancora uccise anche se c’è la legge sul femminicidio. e se fanno la legge anti-omofobia ci sarà sempre qualcuno (qualcuno, non tanti come si vuole far credere) che, dopo in modo più subdolo, insulterà gli omosessuali.
        mi permetto una considerazione: hanno usato il termine omo-fobia per mettere in risalto che la gente avrebbe paura degli omosessuali. non odio ma paura. e si sa che nella mentalità comune la paura è associata a qualcosa di irrazionale. il messaggio che vogliono far passare è che è assurdo aver paura degli omosessuali dato che la loro ccondizione è assolutamente come l’eterosessualità. se avessero usato il termine omo-odio (non conosco il termine greco) sarebbe stato diverso. “odio” è associato, comunemente, a qualcosa di razionale ossia si pensa che se odi qualcosa/qualcuno una valida ragione c’è. in tal caso la gente sentendo la parola omo-odio si sarebbe interrogata più seriamente (anche quanti hanno, pur da etero, accettato di avallare i diritti omosessuali). ma questo è proprio ciò che vogliono evitare. per cui si usa la parola omo-fobia.

        1. cornacchia

          Credo che nessuno abbia capito la Tua opinione sugli insulti ai gay e sui loro diritti umani.

          1. mike

            ma io non parlavo, se il commento cui ti riferisci è quello sopra, di insulti ai gay né dei loro diritti umani. parlavo d’altro.

          2. mike

            poi se proprio vuoi saperlo mi danno fastidio coloro che insultano i gay, e le lesbiche. però nel difendere gli omosessuali io mi fermo qui (ammetto che delle volte gli omosessuali mi danno molto fastidio col loro modo di comportarsi, e vale più che altro per quelli famosi tipo Luxuria con Bagnasco). perlomeno finchè qualcuno non mi dimostrerà che la condizione omosessuale è paragonabile/assimilabile a quella eterosessuale. abbi pazienza che devo fa?

          3. cornacchia

            Il discorso è che non ha senso giudicare negativamente una persona perché ha una condizione negativa, la quale dovrebbe essere solamente motivo di supporto.
            Un cieco non è normale. Perché non lo discriminiamo?

          4. mike

            la medicina se non erro ha trovato dei rimedi per la cecità anche se non per tutti i tipi. ed è pacifico (l’evidenza dice che una persona deve poterci vedere) che la cecità non sia normale e che, se possibile, si trovino dei rimedi.

          5. cornacchia

            La cura è un DIRITTO del malato, non certo un dovere verso la società.
            In ogni caso, la libertà prevale sulla salute e, quindi, una persona può preferire il comportamento anomalo rispetto a quello sano.
            Torno a ripetere: perché tra tutti gli anomali, gli unici a dover essere discriminati sono gli omosessuali, che probabilmente sono normali.

      2. Antony

        Al di là di tutto io penso che il genere umano ( o parte di esso) certe sciagure o catastrovi naturali, se li vada a cercare meritandosele. Chi mai fermerà questa ondata di marciume se non Dio stesso? e come lo farà????

        1. mike

          “come” sta scritto nel nuovo testamento, antony. e non so se cose come san giuda sono a tema (vedi Lc 21,25-26). visto che ha colpito certi paesi (mancando solo la spagna) il sospetto mi viene.

        2. mike

          oggi ho letto su Yahoo dei 3 soli visti in Norvegia. tempo fa, mesi fa, la grande macchia sul sole. un po’ prima la luna di colore rossastro/rosa. ad agosto i monsoni hanno fatto un macello in india, e lì negli ultimi anni succede spesso (anche al pakistan). in cile una nevicata addirittura abbondante nel deserto di Atacama noto per essere la zona più arida della terra (assieme al taklimacan cinese). le possibilità sono 2: o sono casualità o qualcuno da lassù ci sta avvertendo prima che sia tardi.

          1. mike

            per completezza va ricordata l’ondata di maltempo di fine luglio di quest’anno su francia olanda belgio olanda e germania. anche quella volta parecchi danni, e all’incirca negli stessi paesi.

      3. Bifocale

        Quoto in pieno Alessandro. Gli omofascisti ci stanno perseguitando quotidianamente.

      4. Gmtubini

        Il pane sciocco io lo mangio tutti i giorni e non si può certo dire che non sappia di nulla!
        Di sicuro sa più di tutte le giornate mondiali messe insieme.

  6. Aldo

    E’ triste dover constatare come la dittatura omofascista avanzi a grandi passi giorno dopo giorno. E diffonda idee contrarie alla legge morale naturale e tali da costituire un vulnus alla civltà.

    1. Paolo

      ehehheheheh vulnus ehehehehehehheeheh

      1. Aldo

        Tutto bene, Paolo, hai bisogno di un’aspirina?

  7. mike

    viene da chiedersi dove sono i cittadini. di questo passo, anche vincesse qualcuno che azzerasse tutto, la gente specie i giovani (specie i bambini) avrebbe già subito una forte pressione psicologica. viene da pensare che sotto sotto molti adulti siano d’accordo, e chi non lo è ha paura perché sa che chi è favorevole a certe cose proprio 4 gatti non sono. per cui non si muove una foglia. se così fosse c’è poco da fare. vediamo un po’…

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