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Fede e politica / 2. Il diritto (e dovere) della Chiesa alla presenza pubblica

Di Massimo Camisasca
11 Dicembre 2022
Così per i cristiani le finalità ecclesiali (annunciare il Regno di Dio a tutti gli uomini) si intrecciano con quelle politiche (promuovere il bene comune)
Cristo nella sinagoga di Nazareth
Cristo nella sinagoga di Nazareth, 1350 circa, affresco nel monastero Visoki Decani, Kosovo

Pubblichiamo di seguito il secondo di due contributi su fede e politica basati su appunti da un dialogo di monsignor Massimo Camisasca, all’epoca vescovo di Reggio Emilia, con amici interessati a questo tema. La prima parte, intitolata “La carica rivoluzionaria della venuta di Cristo”, è uscita su tempi.it il 27 novembre scorso. 
* * *
II PARTE
1. Il bene comune
Per definire la dimensione del bene comune possiamo rivolgerci alla Dottrina sociale della Chiesa, che lo declina tra i “princìpi permanenti” dell’insegnamento sociale cattolico accanto alla dignità della persona umana, alla solidarietà e alla sussidiarietà[1]. Ciascuno di questi princìpi non può essere pienamente compreso senza riferimento agli altri.
In particolare, la dignità della persona e la sua promozione, resta il punto di partenza e il “faro” per qualsiasi altro contenuto o principio. Una dignità che si nutre dell’armonica integrazione di tutte le caratteristiche costitutive dell’essere umano: fatto a immagine e somig...

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