
Fazzini: «Meno male che Cristo c’è, il libro scommessa di padre Piero Gheddo»
“Meno male che Cristo c’è” non è la parodia di un noto slogan politico ma il titolo del nuovo libro di Piero Gheddo, figura storica dei missionari del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere). Edito da Lindau il libro dal sottotitolo “Vangelo, sviluppo e felicità dell’uomo” tratta argomenti attualissimi e traccia un percorso basato sull’importanza dell’esperienza cristiana nella critica alle teorie economiche. «Il libro nasce come una sorta scommessa per Padre Gheddo, che desiderava racchiudere i suoi interventi in un volume per un’editrice laica, riassumendo in un sguardo d’insieme anni di riflessioni e giudizi, dettati dalle esperienze missionarie». Chi parla a Radio Tempi è il curatore del libro, Gerolamo Fazzini, attuale direttore editoriale di Mondo e Missione, rivista del PIME, e responsabile del sito Missionline.org. «Il libro tiene conto sia della dimensione politico economica che della dimensione esistenziale, cioè il senso della felicità dell’uomo. Un approccio originale, che lascia ampio spazio alla rilettura della Dottrina sociale della Chiesa sulle teorie economiche, dalla “Populorum Progressio”, enciclica di Paolo VI fino alla “Caritas in Veritate” di Benedetto XVI, a confronto con l’esperienza missionaria».
In questi ultimi tempi c’è un attenzione particolare sull’enciclica di Papa Ratzinger da parte degli economisti e il libro ne motiva le ragioni
L’idea di fondo è vedere nel concreto come l’intuizione della Chiesa sullo sviluppo si concretizzi. Tutte le volte che lo sviluppo non tiene conto della totalità delle dimensioni dell’uomo ma lo considera alla stregua di un animale da consumo o un ingranaggio di una macchina, allora non è veramente umano e alla lunga l’onda di questo squilibrio si riverbera nella parte ricca del pianeta.
E’ un modo di replicare a quanti affermano che la Chiesa dovrebbe preoccuparsi solo delle anime?
Padre Gheddo illustra situazioni nelle quali, come diceva il Beato Vismara, il Vangelo è rivoluzionario, genera un cambiamento concreto perché libera il meglio delle persone, laddove è effettivamente tradotto nella sua integrità. Nel libro Gheddo racconta, passando da un continente all’altro, come il Vangelo vissuto e concretizzato nella realtà, grazie ai missionari, diventi un elemento di sviluppo. Non tocca alla Chiesa proporre ricette socio economiche, non è questo il suo “mestiere. La sua missione nel mondo è insegnare, annunciare e testimoniare Cristo, però è chiaro che questo ha un effetto nella Storia e non soltanto nel nascondimento delle coscienze.
Un libro che tratta l’attualità, come nell’intervista finale che lei realizza con l’autore
E’ una novità per Padre Gheddo, rispetto alla sua precedente produzione editoriale, far emergere la contraddizione dell’Occidente, che nasce e fiorisce grazie al Cristianesimo, ma che nel momento in cui se ne dimentica deve affrontare problematiche di forte inaridimento spirituale e culturale, come quelle che abbiamo sotto gli occhi. Oltre alla crisi economica c’è l’allontanamento graduale e lo svaporare della fede, che tocca le attività economiche e politiche. Forse, nella necessità di un risveglio di una coscienza religiosa, i paesi del sud del mondo ci possono essere d’esempio.
Il libro esce quasi in contemporanea con il secondo viaggio del Papa in terra africana. Il Santo Padre, nell’annunciare questa visita in Benin, ha affermato che: «l’Africa è il polmone spirituale per un’umanità in crisi di speranza e di fede»
L’Africa è una di quelle aree del mondo dove non si concepisce l’ateismo, dove l’uomo è aperto al mistero fin dal suo nascere. Benedetto XVI, come pure accadde con Giovanni Paolo II, invita l’Occidente a guardare all’Africa per il senso di dipendenza che l’uomo africano ha dal Mistero, da quello che è altro da sé, da Dio. L’Occidente ha perso questa dimensione ed emargina Dio dalla scena pubblica. Il Papa denuncia questa realtà e Padre Gheddo, nel libro, fa tantissimi esempi di valori positivi della cultura africana che nascono proprio da questa dimensione “naturaliter – religiosa”. Certamente questi valori vanno depurati dalle credenze e dagli aspetti delle religioni locali che vanno in collisione col Vangelo, ma la dimensione fondamentale è questa apertura al Mistero totale.
Ascolta l’intervista integrale
[podcast pid=89/]
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!