Farina: Rizzo e Stella seminano, noi diavoli mietiamo

Di Renato Farina
02 Novembre 2011
Il corriere.it ha parlato della visita dei deputati ad Auschwitz. In due ore, ventuno commenti. I più dicevano: speriamo li tengano lì. Ringraziamo gli autori della Casta. Anticipiamo la rubrica di Renato Farina "Il Diavolo della Tasmania", in uscita sul numero di Tempi 44/2011 da domani in edicola

Anticipiamo la rubrica di Renato Farina “Il Diavolo della Tasmania”, in uscita sul numero di Tempi 44/2011 da domani in edicola.

Qui parlo di due viaggi, per così dire, “diversamente importanti”. Uno è di certo decisivo: quello del Papa ad Assisi con i rappresentanti delle molte religioni. L’altro, più modestamente, riguarda cento deputati, tra cui il mio Avatar, ad Auschwitz-Birkenau. Io che vengo dalla Tasmania, ma anche da molto più giù, so che cosa sono i viaggi. Ma osservare queste due trasferte può essere molto istruttivo per me e per i miei colleghi a caccia di anime e animelle.

1) C’ero la prima volta di Assisi, nell’ottobre del 1986, quando comandava quell’altro Papa, mio amato nemico. Il futuro Beato stava con quell’albanese, pure lei Beata, Madre Teresa. Il lavoro della nostra congrega diabolica fu di due tipi. Il primo più semplice. Espandere l’idea che tutte le religioni sono uguali. L’Onu delle religioni = Assisi. Fantastico. Mi venne anche una bella rima, purtroppo di scarso successo: “Budda e Gesù vi tirano su”. Ancora: “Gesù o Manitù, mi piaci tu”. Insomma: la religione come una caramella mille frutti. La cosa è utile alla causa infernale. Perché se passa questa idea, nessuno cerca più Dio. Io lo so invece chi è Gesù: è unico, unitissimo. Gli altri noi di laggiù li sopportiamo, sono brave persone, alcune eccellenti; qualcuna è un’invenzione un po’ strampalata ma in fondo innocua come le divinità a dieci o otto braccia, mi sbaglio sempre a contarle, ma tanto io non sono delegato per l’India. La cosa ha funzionato abbastanza, devo dire. Specie in tivù e sui giornaloni, ma anche in tante diocesi e parrocchie. La seconda opera fu opposta, e devo dire ci diede soddisfazioni pure essa. Si trattava di pitturare il Papa polacco come un socio di Satanasso, impegnato a dissacrare gli altari concedendo a degli stregoni di versarci sopra pozioni e posarci idoli. Non è che avessero del tutto torto. Ma il nostro colpo gobbo, su consiglio di Belzebù, fu di convincere costoro a impiccare il Papa a questa accusa. Ecco, stritolare Assisi in questa doppia morsa: convincendo tutti che l’annuncio del Vangelo ormai coincide con quello delle mille religioni, con il Papa complice. Noi qui riproviamo con il vecchio gioco. Ma siamo stanchi. Invece Benedetto XVI ci pare giovane come un bambino. Cristo è unico, è lui il nome della pace. Lo disse Wojtyla, e allora (di nascosto da Belzebù) respirai. Lo ripete Ratzinger, e capisco che ho speranza di non dover andare in pensione: ho da lottare parecchio. Meno male che Cristo è unico, altrimenti mi troverei all’Inferno per aver combattuto una caramella succhiata da cento boccucce, una religione multiproprietà.

2) Auschwitz. Walter Veltroni insieme con altri deputati del Pd ha lanciato questa proposta a tutti. Pellegrinaggio nel punto più fosco del mondo, dove furono assassinati ebrei, zingari, cattolici polacchi. Il mio socio alla Camera, ha aderito. Lui c’è sempre, per la mia disperazione, e con lui l’olimpionica compagna di banco, Manu Di Centa (i soli del Pdl). Il Corriere della Sera ha dedicato un articolo molto positivo alla faccenda, scrivendo che ciascuno ha pagato la sua quota, che si fa di sabato e domenica. E come commentano i lettori di corriere.it? Uno pensa: diranno che finalmente la politica guarda la realtà, impara dal dolore immenso, dal male atroce per battersi il petto a nome dell’umanità. Abbiamo seminato molto bene noi satanassi. È il coro perfetto e autobiografico dell’anti-politica. In due ore sono apparsi ventuno commenti. Poi il Corriere ha bloccato per vergogna la litania. La più parte diceva: paghiamo noi, vergogna. Altri: speriamo li tengano ad Auschwitz. Qui mi tocca ringraziare Stella e Rizzo, autori della Casta: loro hanno seminato, noi diavoli mietiamo. 

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