Il disastroso fallimento del movimento che voleva tagliare i fondi alla polizia

Di Massimiliano Herber
27 Dicembre 2021
Sull'onda delle proteste di Black Lives Matter un anno fa è cresciuta la protesta, coccolata dai media, per depotenziare le forze dell'ordine. Oggi l'America si accorge dell'errore
Proteste a Los Angeles contro la polizia, nel luglio 2020 (foto Ansa)

Indietro tutta. London Breed, sindaco afroamericana di San Francisco, ha proclamato lo stato d’emergenza per contrastare la criminalità. Se la sua richiesta verrà ratificata per 90 giorni la polizia riceverà più soldi e avrà poteri speciali per riportare l’ordine nei quartieri dove dilagano spaccio, rapine e furti.

Gli omicidi aumentano, la polizia serve

Guardo alla sindaca eletta come campionessa liberal nella città che incarna gli ideali di tolleranza e progressismo e penso al reverendo Todd Johnson, pastore battista nero, incontrato l’anno scorso a Filadelfia, in piena campagna elettorale. Contro lo slogan Defund the Police (“Togliete i fondi alla polizia”) scandito anche per le strade di Philly, con la sua voce baritonale mi apostrofava, «Cosa pensi diverrebbe il nostro quartiere se togliete i fondi alla polizia? I poliziotti difendono dai delinquenti la maggioranza della gente onesta che lavora duro». Un anno dopo tutti si sono resi conto che aveva ragione.

E aveva ragione a preoccuparsi anche Dan Samuels, rappresentante di quartiere a nord di Minneapolis. L’avevo incontrato a marzo alla vigilia del processo all’agente che aveva ucciso George Floyd e lui, anch’esso afroamericano, mi diceva, «Sfortunatamente abbiamo bisogno di agenti, molti agenti visto il funzionamento della nostra società, ma ne abbiamo bisogno». Eravamo in un grande posteggio semideserto di un’area commerciale di periferia, classico non luogo americano, e guardandosi in giro Dan ripeteva, quasi sconsolato, «Abbiamo bisogno di poliziotti. Come cura temporanea, ne abbiamo bisogno tanti e con un comportamento corretto ed umano». I dati sulla criminalità non facevano ancora notizia. Ora sappiamo che nel 2020 l’aumento degli omicidi è stato da record (+30 per cento) e che il 2021 conferma la tragica tendenza. Minneapolis non faceva eccezione. Almeno sedici città, quest’anno, hanno superato il loro triste primato.

La sicurezza è l’arma per vincere le elezioni

Per questo, un anno dopo che il motto Defund the police ha iniziato a circolare per le città d’America e sulle prima pagine dei giornali di tutto il mondo, la sicurezza è diventata l’arma per vincere le elezioni. L’aveva dimostrato lo stesso Joe Biden nel 2020, attento a non cadere nel tranello demagogico, che mai aveva appoggiato e condiviso il movimento per togliere fondi alle forze di polizia. L’ha dimostrato l’agenda del sindaco eletto di New York, l’ex poliziotto Eric Adams; l’hanno confermato altri appuntamenti elettorali come a Buffalo o ancora Minneapolis, dove a novembre il 56 per cento dei cittadini ha bocciato la proposta di togliere i fondi alle forze dell’ordine per destinarli ad altri servizi civili.

Il fil rouge di questa presa di coscienza è il fatto che le sorprese elettorali siano avvenute in città tradizionalmente democratiche e il segnale che giunge dalle capitali liberal sulle coste, New York e San Francisco, è l’ennesimo campanello d’allarme per il Partito Democratico.

“Defund the police” è diventato uno slogan ideologico

Destino di una proposta troppo presto ridotta a slogan, a un approccio ideologico inadeguato per affrontare una realtà complessa come la criminalità e la sicurezza. Per capire quanto sia diffuso e pericoloso non c’è bisogno di contrapporre due americhe. Non è necessario uscire dalla Beltway, dalla bolla della capitale politica. L’anno scorso la sindaca di Washington DC tagliò il budget della polizia di 15 milioni di dollari. Come altre città anche qui la criminalità è esplosa, raggiungendo livelli che non si vedevano dal 2003. Colleghi che abitano nelle zone più cool di DC mi raccontano con raccapriccio di sparatorie a ogni ora del giorno.

Black Lives Matter Plaza, lo slargo dietro alla Casa Bianca dove, dall’omicidio di George Floyd, per tutto il 2020 si è manifestato e scandito il famoso slogan per ridurre i finanziamenti alla polizia oggi è semideserto, non è più pedonabile. Per tutta la primavera e l’estate si è lavorato per reintrodurre parzialmente il traffico, posando spartitraffico e tracciando vie ciclabili. Così anche il gigantesco graffiti sull’asfalto, emblema della ruggente estate 2020, è diventato meno leggibile. L’anno prossimo si vota per il nuovo sindaco. Chissà se l’insegnamento del resto del paese farà scuola anche qui.

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