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«Il presente è immerso in una crisi esistenziale collettiva», parole, spartito e musica dell’onorevole Alessandro Zan, che nel 2024 ha dato alle stampe il suo parto letterario E noi splendiamo, invece. L’Italia che esiste e che resiste (Sperling & Kupfer), altro, ennesimo, inesorabile tassello della lunga lista di dimenticabili libri partoriti da politici altrettanto, mi si perdoni, dimenticabili.
La nebulosa frase estrapolata, un po’ Deleuze a cena a casa di Guattari, un po’ Recalcati che finisce di ideare giochi di prestigio a beneficio di casalinghe che leggono solo libri di Recalcati, è un po’ summa perfezionata e manifesto involontario del perché la sinistra, nonostante percorra sovente la via massimalista del bene, della bontà, dei diritti e soprattutto della luce, il risplendere d’arcobaleno che poi non si capisce mai perché i diritti dovrebbero essere simboleggiati dall’arcobaleno ai cui piedi come noto alberga la pentola d’oro custodita gelosamente dagli gnomi, si sia orma...
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