Think different. Esistono anche omosessuali che non s’accodano al pensiero unico gay

Di Luca Marcolivio
17 Luglio 2013
Da Zeffirelli a Everett, sui gay pride, sul matrimonio e sull'adozione, le voci fuori dal coro della retorica dell'orgoglio omosessuale

Di Luca Marcolivio, tratto da Zenit.org – Mentre in Italia ferve il dibattito sul progetto di legge contro l’omofobia e la transfobia, anche tra le persone omosessuali le visioni sono tutt’altro che concordanti. Non tutti gli omosessuali esigono l’acquisizione del diritto al matrimonio e all’adozione e non tutti pretendono di sbandierare pubblicamente il loro orientamento sessuale.
Anzi, sembrerebbe davvero che l’ideologia omosessualista sia portata avanti da una minoranza di persone omosessuali. Né è la prova anche il fatto che, in Francia numerosi gay si siano schierati a favore della Manif pour tous, il movimento che si oppone alla legge Taubira.

OMOVOX. Tra questi ultimi, spicca l’associazione Homovox, la cui portavoce Nathalie de Williencourt, ha ricordato una elementare verità: «La coppia omosessuale è diversa da quella eterosessuale. Ed è diversa per un semplice dettaglio: non può dare origine alla vita, per cui ha bisogno di una forma di unione specifica che non sia il matrimonio. Ha bisogno di un’altra cosa perché la realtà delle coppie omosessuali è diversa da quella delle coppie eterosessuali» (cfr tempi.it, 11 gennaio 2013).
Far crescere un bambino da un uomo e da una donna, secondo de Williencourt, significa offrirgli «il quadro più naturale e che più infonde sicurezza per crescere e diventare grandi».

EVERETT. Anche nel jet-set e nel mondo intellettuale, sono molti gli omosessuali dichiarati che non condividono le rivendicazioni e i cambiamenti legislativi di questi ultimi anni.
In ambito cinematografico è emerso il caso dell’attore Rupert Everett che, pur dichiarando che il proprio outing ne aveva compromesso la carriera hollywoodiana, circa un anno fa ha ammesso che «non c’è nulla di peggio che essere cresciuto da due papà gay», attirandosi una sciame di critiche da parte degli attivisti omosessuali.
In un’intervista al Sunday Times dello scorso settembre, Everett aveva spiegato che la sua opinione era strettamente personale, di non parlare «a nome di della comunità gay» e di non far parte di alcuna “comunità”, in quanto «l’unica comunità cui appartengo è l’umanità», aveva aggiunto l’attore inglese.

ZEFFIRELLI. In Italia è piuttosto nota la posizione di Franco Zeffirelli. Il regista di Gesù di Nazareth, omosessuale dichiarato, non ha mai nascosto la sua avversione per i gay pride. «Mai piaciuto mettere in piazza le mie cose segrete. Il movimento gay mi ha sempre fatto schifo», dichiarò alcuni anni fa (cfr. Il Giornale, 7 giugno 2009).
Nella stessa intervista Zeffirelli aggiunse: «Non vorrei un mondo omosessuale. La donna ha una funzione importante. Ama più di chiunque».

ANDREW PIERCE. Meno conosciute al grande pubblico, almeno in Italia, sono le testimonianze del giornalista inglese Andrew Pierce e del filosofo irlandese Richard Waghorne.
In un suo editoriale, pubblicato tre anni fa sul Daily Mail, Pierce, da omosessuale dichiarato, prese le difese di papa Benedetto XVI e della Chiesa Cattolica in genere, in particolare riguardo alla legge britannica che costringe le agenzie d’azione – anche quelle cattoliche – ad affidare i bambini alle coppie gay, andando così contro la propria coscienza e i propri principi.
«Credo che la decisione del Governo di forzare la Chiesa ad adeguarsi alla nuova normativa egualitaria, possa danneggiare i membri più vulnerabili della nostra società, ovvero coloro che i ministri hanno il dovere di proteggere», scrisse Pierce in quell’occasione, con riferimento ai bambini destinati all’adozione.
Nello stesso editoriale, Pierce ricordava di essere stato abbandonato dalla madre naturale alla nascita, e di essere stato cresciuto in un istituto di suore, prima di essere stato dato in adozione ad una famiglia ferventemente cattolica, verso la quale esprimeva la sua gratitudine per l’amore ricevuto, anche dopo aver loro dichiarato di essere omosessuale.
Pierce precisava di non essere contrario all’adozione da parte di coppie omosessuali, aggiungendo, però che tali coppie non dovrebbero avere ‘corsie preferenziali’ rispetto alle coppie eterosessuali.

WAGHORNE. Del tutto contrario a matrimonio e adozione da parte dei gay, è invece Richard Waghorne. Due anni fa, sul suo blog, Waghorne scrisse: «Spesso il messaggio, implicito o esplicito, è quello secondo cui essere contro il matrimonio gay, significhi essere in qualche modo anti-gay».
Molti dei paladini della causa gay, spiega Waghorne, tendono a confondere il «dissenso» con il «pregiudizio».
«Il matrimonio è di vitale importanza, trattandosi di un contesto in cui i bambini possono essere cresciuti da un uomo e da una donna – scrive ancora Waghorne -. È ovvio che non tutti i matrimoni generano necessariamente dei figli. E inoltre già vi sono coppie dello stesso sesso che hanno adottato bambini. Ma la realtà è che i matrimoni tendono verso l’educazione dei figli, mentre non si può dire lo stesso per i legami tra omosessuali».
Waghorne afferma anche di non sentirsi «discriminato per non poter sposare qualcuno del mio stesso sesso», concludendo che «gli interessi dei bambini devono essere prioritari» rispetto a quelli degli adulti.

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25 commenti

  1. Cisco

    Caro Hesse, direi che è inutile, gli omosessualisti proprio non ci arrivano: vorrebbero far passare l’idea che, siccome non tutti i matrimoni generano figli, allora le coppie che possono generare sono uguali a quelle che non possono generare. In effetti si tratta di giudizi ridicoli e ultra confessionali.

    1. H.Hesse

      Caro Cisco, il punto è che a molti di questi beoti sfugge completamente o quasi il significato degli slogan che scrivono e quando ne azzardano qualche rielaborazione personale mettendo alla frusta i loro tre neuroni vanno incontro a figure di cacca galattiche: come si fa a sostenere che un figlio in un rapporto di coppia è un fatto di secondaria importanza e poi pretendere che queste deliranti affermazioni possano far cambiare idea a chi è contrario al matrimonio gay?
      Chiunque abbia avuto la benedizione di un figlio (o due, o tre, o venti, fa lo stesso) sa perfettamente che tale esperienza la si può definire in tutti i modi meno che “solo un aspetto neanche principale”!
      Ciascun figlio è uno tzunami d’amore!
      Chi può dire che un figlio, con le gioie e le preoccupazioni che esso comporterà per tutta la vita, siano fatti secondari?
      La risposta non può essere che una: colui che pensa esclusivamente al proprio “particulare”!
      Insomma Cisco, questi avrebbero voluto dire che l’evento riproduttivo è “accidentale”, ovvero che non a tutte le coppie è dato di avere figli (anche se noi cristiani sappiamo che tali coppie estrinsecano la loro fecondità in tanti altri modi) e invece hanno scritto, insistendoci pure, che tale evento è “secondario” ovvero di relativa importanza…
      E pretendono anche l’adozione!
      Una zappata sui piedi epica!

  2. alberto

    il punto è: quale vita per un gay cattolico che rinunci al sesso e pure alla compagnia di un’altra persona che lo ami castamente….questa domanda la faceva lo scrittore carlo coccioli nel 1952 nel suo “fabrizio lupo” e nessuno vi ha dato risposta, nella chiesa…dunque il gay è quella persona che non deve…non ha nessuna strada tracciata. La fiducia in Dio è l’unica strada, ma alla maniera di Giobbe…semtendosi schivati da Dio, guardati di sottecchi…il problema è: ma le persone omosessuali caste hanno il diritto ad essere considerate oggetto di interesse e di missione da parte della Chiesa? Se la risposta è che devono rimanere ai margini, che devono essere portatori di un messaggio preconfezionato, senza interrogare la loro propria vita, le proprie pulsioni, la propria capacità di amore grandissima, per poi riversare tutto questo nell’amore di Dio…beh allora vuol dire che si vuole mantenere nell’ombra una persona ed annichilirla, ridurla al silenzio e ad una situazione di grave pericolo per la sua salvezza. E’ ovvio poi che le persone marginalizzate possano solidarizzare con persecutore: leggetevi il bellissimo: “Il ritorno dei girondini” sulla gestione della deportazione antiebraica in Olanda, per capire che ci sono mille sfumature di collaborazione coll’oppressore, in base alla forza d’animo e al persistere delle discriminazioni…quanto alla chiesa: o il suo messaggio è light su tutti i temi della morale cattolica: economia, oppressione poveri, sessualità, sacro…oppure è strong: l’ultimo Papa strong è stato Pio X, col suo fido Rafael merry del Val…ma fare di sessualità (soprattutto omosessualità, giacché non rammento insistenze su adulterio simili a quelle sull’omosessualità…eppure l’adulterio distrugge la famiglia bell’e fatta), procreazione i soli valori non negoziabili, vuol dire che si è già negoziato su valori un tempo ritenuti anch’essi non negoziabili…delimitare ciò che è non negoziabile vuol dire avere già negoziato ampiamente su altro…e quindi avere de facto approvato con l’azione che si possa negoziare e dunque anche i “non negoziabili” sono negoziabili…

    1. giovanna

      Caro Alberto, mi rivolgo a te di nuovo, anche se come sempre , dopo aver lanciato il sasso, nasconderai la mano, evidentemente ti piace molto parlare da solo, cerchi uno sfogo, non un confronto.
      Comunque, sicuramente non ti sarà sfuggita la testimonianza di Phillipe Arino, l’omosessuale francese che ha scelto la castità in obbedienza alla strada tracciata dalla Chiesa e dichiara di essere molto più felice ora, si sente amato,addirittura esaltato nel suo essere.
      Praticamente il contrario di quello che pretendi tu, che si vede benissimo , però , che non sei contento, perchè quando vogliamo piegare la realtà alle nostre pretese non siamo contenti, ridursi poi a fare la classifica dei peccati è veramente deprimente, autentico moralismo, lontanissimo dalla proposta di bene della Chiesa.

  3. Cisco

    Gli omosessualisti non hanno argomenti. Come sempre se la prendono con generiche “credenze religiose”, come se l’unica religione ammessa fosse la loro. Per rendersi conto che da due maschietti o due femminucce non nascono i bebe’ bastano buon senso e un manuale di biologia, non fantomatiche “credenze religiose”. Anche molti comunisti atei l’hanno capito, siete patetici a voler continuare a rendere orfani di padre o di madre i bambini.

    1. Paolo

      Ehhh sig. cisco come al solito vedo che ha poche idee ma alquanto confuse.
      Chi doverosamente sostiene la causa dei diritti alle famiglie omoparentali e della tutela e didifesa della natura delle persone omosessuali non lo fa in ragione di ideologie confessionali ma dell’evidenza dei fatti “scientifica” e del semplice buon senso.
      I dogmi e amenità varie glieli lasciamo in toto non si preoccupi.
      Stesso vale per “l’argomentazione” dei bebè come dice lei. In primis poiché l’atto riproduttivo è solo un aspetto (e neanche il principale) dell’affettività e sessualità tra due persone (e questo anche per gli etero). In secondo luogo perché le famiglie omoparentali di figli ne vanno e li crescono egregiamente, si informi.

      1. H.Hesse

        Paolo, te lo dico seriamente per il tuo bene:
        io spero che ti diano un tot per ogni “ideologia confessionale” che scrivi, perché altrimenti è evidente che tu hai dei problemi seri.
        Ti rendi conto, vero, che se uno raccoglie i tuoi commenti in stile “fotocopiatrice impazzita” e li porta davanti a un giudice tu, novantanove su cento, vieni fatto interdire perdendo la capacità di intendere e di volere e vieni affidato a un tutore?
        Dire che avere dei figli, amarli, crescerli ed educarli è un aspetto secondario “dell’affettività e sessualità tra due persone” una idiozia vera e propria, te ne rendi conto?
        Chi può dire come figlio di essere stato un fatto secondario nella vita di coppia dei propri genitori?!
        Te lo dico io: un poveretto.

        1. Bifocale

          Hesse, guardi che la filiazione non è mica obbligatoria! Non è che due persone si innamorano e si impegnano a costruire un progetto di vita insieme obbligatoriamente finalizzato allo sfornare nuove persone (tra l’altro siamo oltre 7 miliardi ormai, non è che ci sia tutta questa necessità alla copula riproduttiva eh?). Peraltro anche per quanto riguarda il matrimonio in nessuno Stato in nessuna parte del mondo esso è collegato al fatto di avere o meno dei figli. Vi sono milioni di coppie sposate al mondo che non hanno figli. Ebbene sono “coniugi” a tutti gli effetti ed hanno pieno accesso ai diritti e doveri che dal matrimonio derivano. Dunque, anche su queste basi, non vedo assolutamente nessun motivo ragionevole e che non sia basato su ignoranza e vecchi pregiudizi per opporsi all’uguaglianza matrimoniale.

          1. H.Hesse

            Dove ho scritto che la filiazione è obbligatoria?
            Nei tuoi sogni etilici?
            Io ho scritto che “Dire che avere dei figli, amarli, crescerli ed educarli è un aspetto secondario ‘dell’affettività e sessualità tra due persone’ una idiozia vera e propria”
            Per tradurre questo concetto in qualcosa che, da uomo del mondo, tu possa capire, è come dire che vincere cinquanta milioni al superenalotto è un fatto secondario.
            Sei d’accordo o forse hai qualcosa da ridire anche su questa ovvietà?!
            Eh, sì, lo so che per voi omosessuali la faccenda è un po’ differente: per voi i figli sono poco più che suppellettili da mostrare quando arrivano gli ospiti a cena!
            Ciò perché che voi siete dei tali campioni di egoismo e narcisismo (tanto è vero che per innamorarvi vi serve un altro il più possibile uguale a voi!)!
            Per questo noi cattivoni siamo così contrari che voi, che non siete capaci di pensare ad altro che non sia il vostro porco immondo comodo, possiate “sposarvi” e adottare dei figli che fareste certo diventare dei poveretti come lo siete voi.
            Insomma, caro bifocale, con questa tua uscita, in cui si vuol ribadire che per voi la “filiazione” non è così importante, hai solo confermato che chi non vi vuol far sposare ha un sacco e una sporta di ragioni!
            Ciao caro.

          2. Bifocale

            Hesse, le potrei fare la stessa critica. Paolo non ha mai sostenuto che un figlio sia “un fatto secondario nella vita di coppia dei propri genitori” ma quella è la pontificazione che ci siamo sorbiti, perfettamente in linea col Pensiero Unico del sesso solo ed esclusivamente a fini procreativi, come chiesa comanda. Per questo le ho fatto notare che la riproduttività non è obbligatoria, soprattutto quando si parla del matrimonio. Ma lei, da buon cristiano, preferisce insultare, esibendo tutti i suoi più logori e avvilenti pregiudizi su persone che neanche conosce: siete tutti egoisti, narcisisti, siete dei poveretti, per voi i bambini sono poco più che suppellettili e via dicendo. Ciliegina sulla torta la risibile teoria che i figli si “fanno diventare” omosessuali (“adottare dei figli che fareste certo diventare dei poveretti come lo siete voi”), come se l’orientamento sessuale lo “insegnassero” i genitori. Arroganza a parte, se queste sono la sua “sacco e una sporta” di ragioni non sorprende che l’uguaglianza matrimoniale stia facendo passi avanti in tante parti del mondo.

          3. H.Hesse

            Dunque, a dar retta a quel che dici, “Paolo non ha mai sostenuto che un figlio sia ‘un fatto secondario nella vita di coppia dei propri genitori'”
            Peccato che il suddetto adoratore della Fatina dei Denti abbia testualmente asserito:
            “In primis poiché l’atto riproduttivo è solo un aspetto (e neanche il principale) dell’affettività e sessualità tra due persone (e questo anche per gli etero).”
            Ebbene, qual è, secondo il tuo riverito parere, il significato della suddetta frase?
            Che la borsa di Tokio stamattina presto era in calo del 2%?!
            Dire che un aspetto non è “neanche il principale” non significa forse la stessa cosa che dire che tale aspetto è “secondario”?
            O forse nel tuo mondo etilico le proprietà elementari della logica non funzionano?
            Dunque, mio caro, provata la tua balorda malafede, i tuoi puerili sofismi e le tue decrepite banalità propagandistiche, insieme alla tua spocchiosa lezioncina di morale cristiana da tre palle un soldo, te le puoi tranquillamente riporre con cura dove tu ben sai.
            Ri-ciao caro.

          4. Bifocale

            Arroganza e offese a parte – ormai abbiamo capito a che “livello” di insulti opera – non si capisce se è il paraocchi del pregiudizio o, semplicemente, la ristrettazza mentale che non le fa evidentemente capire la differenza che c’è tra l’essere “un fatto un fatto secondario nella vita di coppia dei propri genitori” e l’essere un fatto secondario nella vita di coppia tra due coniugi. Quando una coppia decide di mettere al mondo un figlio è giusto e bello che il bambino arrivi a ricoprire un ruolo di primissimo piano per loro. Ma non tutte le coppie decidono di aver figli, dunque il concepimento di un figlio (che per i fanatici della direttiva pseudo-divina del “crescete e moltiplicatevi” sarebbe obbligatorio) ricopre un ruolo secondario, non è ciò che defisce l’unione. E’ questo, che lei non lo capisca o semplicemente faccia finta di non capirlo, il punto fondamentale della discussione, che il concetto di matrimonio sia necessariamente o meno legato allo sfornare nuovi esseri umani. Per la religione potrà anche esserlo (e dunque i seguaci si adeguino, se gradiscono) ma per gli Stati no tant’è che, come già detto, il matrimonio in nessuna parte del mondo esso è collegato al fatto di avere o meno dei figli.

          5. H.Hesse

            Guarda bellofresco che la solita tiritera che spiattellate a pappagallo secondo la quale la procreazione, essendo un fatto accidentale (nel significato filosofico del termine, eh?!), SECONDO VOI è un evento non fondante del matrimonio (perché questo punto di vista spericolato vi serve per far passare per buone le vostre idiozie ideologiche), io l’ho capita benissimo.
            Tanto è vero che te la spiego con un esempio per così dire… “ludico”.
            Secondo il “vostro” strabiliante ragionamento, siccome nel gioco del lotto non tutti vincono, allora vuol dire che non si gioca al lotto per vincere, ma solo per acquistare la relativa ricevuta e rigirarsela tra le mani, e magari rimirarla soddisfatti avendola posta in una preziosa cornice.
            Certo, non si può escludere che qualche emerito deficiente si comporti secondo questo schema assurdo, e ciò a voi basta per sostenere che non si gioca al lotto per vincere, ma arrivare ad affermare con stolida naturalezza che la vittoria “accidentale” di un bel terno secco sia un fatto “neanche principale” rispetto all’acquisto della ricevuta del banco lotto a me pare proprio una cosa da PERFETTI IDIOTI.
            Nota bene che quando ho scritto PERFETTI IDIOTI, non intendevo offendere nessuno, ma fare una banale constatazione.
            E’ chiaro?!

          6. H.Hesse

            Guarda che la solita tiritera sul rapporto tra matrimonio e procreazione che voi spiattellate ogni tre per due l’ho capita benissimo (oramai l’hanno capita anche i sassi).
            Tu finora hai spiegato che l’evento di una nascita per una coppia è un fatto accidentale (nel senso filosofico del termine, eh?!).
            Ciò che mi devi spiegare è come diavolo si fa a considerare tale straordinario evento come “neanche il principale” nella vita affettiva e sessuale di una coppia senza dar prova di ragionare di cose di cui in realtà tu non sai una beata mazza.
            Chi ha avuto o ha adottato un figlio mi capisce benissimo, e mi capisce più che bene chi non ha avuto questa esperienza ma non è in malafede.
            Per farlo capire a te ricorro, ancora una volta, ad un esempio:
            Io credo che la gente, di norma, giochi al lotto per vincere.
            Non tutti, ovviamente vincono.
            Ne dobbiamo trarre la conclusione che sia logico sostenere che, siccome non tutti vincono, la gente non gioca per vincere?
            E se tra i giocatori del lotto ce ne sono alcuni si recano alla ricevitoria solo per acquistare una ricevuta stampata da una macchinetta e rimirarsela in una cornice del salotto.
            Oppure ce ne sono altri che (per assurdo) giocano numeri che non sono su nessuna ruota (100, 200 e 300).
            Ciò secondo te è sufficiente ad escludere che la gente giochi al lotto per vincere?
            Vabbè, narcotizziamo la ragione e facciamo finta che il ragionamento sia logico.
            Ma diamine, che ci sia qualcuno che dopo aver azzeccato una cinquina consideri ciò un evento “neanche il principale” a me sembra una cosa un tantino fuori dalla realtà (se capisci cosa intendo).
            O no?

          7. H.Hesse

            Mi scuso con i lettori se ho postato due volte un commento con gli stessi concetti, ma non trovando pubblicato il primo credevo di non averlo inviato o che mi fosse stato censurato, e pertanto ho scritto questo secondo.

          8. Gmtubini

            Capisco che lo stile di Herr Hermann tu lo possa considerare un tantino sbrigativo, ma devi ammettere che certe affermazioni lasciate cadere dall’alto senza badar tanto al significato delle parole che si scrivono, offrono una sostanziale conferma di quelli che tu consideri pregiudizi.
            Dire e ribadire che la procreazione non è poi così importante nella vita della coppia non testimonia affatto a favore della reale capacità e volontà di voialtri di costruire una famiglia.

    2. Albo

      Esistono anche etero che non si accodano al pensiero cattolico e cattolici che non si riconoscono nei diktat vaticani. anche tra gli etero ci sono quelli che non si riescono a sposare o non vogliono sposarsi. Allora alboliamo l’istituzione del matrimonio per questo?
      Allora per te essere padre o madre è solo una questione di sperma e ovuli? per me il genitore è chi alleva e si prende cura, che poi sia uno solo, 2 uomini o 2 donne o un uomo e una donna o una coppia di zii o una famiglia adottiva non è rilevante. Tanti padri (e madri) biologici se ne fregano dei loro figli.

      1. H.Hesse

        Scusa Albo, ma francamente non si capisce con chi tu stia confrontandoti.

  4. sergio

    E’ quello che diciamo da tanto tempo. A governare il mondo omosessuale sono lobbies estremiste e violente, da arcigay ad arcilesbica. I loro militanti mettono a tacere con minacce e soprusi le opposizioni interne, come testimoniano i tanti gay picchiati o minacciati dai criminali che detengono il potere e che si finanziano grazie a contributi pubblici. Questa però non deve in alcun modo essere una giustificazione dei gay moderati: devono infatti impegnarsi per far valere le loro ragioni, combattere senza paura, altrimenti non si possono e non si devono meravigliare se anche loro finiscono nel calderone dei cattivi, come ormai sono considerati gli omosessuali in gran parte della nostra società occidentale.

    1. Paolo

      “calderoni dei cattivi” molto divertente mi creda….una sola cosa non confonda l’opinione che hanno i seguaci di talune ideologie confessionali con l’opinione della società occidentale.

      1. Azaria

        Beh! Piú che altro sarebbe sbagliato confondere l’opinione della societá occidentale con la natura! Forse Paolo non ti é molto chiaro… non é che se ripeti sempre una cosa questa cosa si avvera, quindi non hai motivo di ripetere sempre le solite favolette senza fondo logico.
        Cerca un qualche contatto con la realtá: vedrai un mondo nuovo lontanissmo dalle tue idee e magari ti piace pure.

  5. Bifocale

    State veramente ramazzando il fondo del barile con queste cose, eh? I signori Everett, Zeffirelli, Pierce e compagnia non vogliono sposarsi? e chi li obbliga? Veramente ridicolo. Diverso è il discorso che vogliano impedire ad altri, liberamente e senza recare danno a nessuno, di poterlo fare. E poi, scusate, ci vuole veramente della faccia tosta per sostenere che la minoranza LGBT voglia imporre il “pensiero unico” a tutti quanti, anche perchè la forma suprema del Pensiero Unico addirittura Divino e, dunque, Universale (la “sola ed unica” Verità) è propria delle credenze religiose.

    1. Azaria

      Vogliono impedire ad altri di rovinare la societá in cui vivono… mi sembra un comportamento piú che legittimo. Guardano un po’ la realtá delle cose anche quando non gli é molto comoda, onore a Zeffirelli e Co.

      1. sono patetici gli autori di questo articolo, se non si fosse capito

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