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Dopo il blitz coronato da successo di droni ucraini contro un deposito di missili e munizioni di artiglieria nella regione russa di Tver, i dibattiti sulla concessione del permesso agli ucraini di usare armi a lungo raggio europee e americane contro il territorio russo sembrerebbero anacronistici: Kiev non ha avuto bisogno dei missili Storm Shadow britannici (di origine francese), che hanno una gittata massima di 155 miglia, né degli Atacms americani ultimo modello, che possono colpire un bersaglio posto a 190 miglia di distanza, per mettere fuori uso una gran quantità di missili tattici Iskander e Tochka-U immagazzinati in un arsenale a Toropets, località distante 300 miglia dal confine ucraino e appena 250 da Mosca.
L’esitazione degli Stati Uniti sull’utilizzo delle armi in Russia
Perché allora gli Stati Uniti esitano a concedere il permesso all’utilizzo delle armi suddette contro il territorio metropolitano russo, e perché invece gli europei scalpitano, non solo i britannici ma anc...
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