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Inauguriamo con questa copertina un ciclo di articoli di Tempi dedicati all’Europa, dove a giugno si voterà per il rinnovo del parlamento. “Europa chi sei?” è il titolo della serie perché siamo convinti che, se non si interroga sulla sua identità, l’Europa è condannata a vagabondare. “Identità”? Ma non siamo ormai nel secolo della fluidità e dell’immediatezza? Perché attardarsi ancora con discorsi che sanno d’antico? Appunto: abbiamo ben visto dove ci ha portato una certa ideologia che, nell’assurda pretesa di una neutralità ideologica (ben poco neutrale e ben molto ideologica), ha finito per spolpare le carni e l’anima a un Continente che pare stanco ed esausto, quasi rassegnato a non volere disturbi e impicci, vecchio (anche anagraficamente), molto ricco ma anche molto disilluso. L’Europa che è stata per secoli il cantiere del mondo, pare oggi concepirsi solo come una pensione dove trascorrere in pace gli ultimi anni azzurri.
Dice Rémi Brague nell’intervista che trovate in ...
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