È sempre la solita Inghilterra (ma parliamo di calcio)

Di Andrea Romano
06 Luglio 2024
Come in ogni Mondiale ed Europeo parte tra le favorite e poi si perde per strada. Oggi sfida la Svizzera ai quarti con l'allenatore Southgate contestato da tutti e persino Bellingham messo in dubbio. È finito il tempo di "it's coming home"?
Bellingham Kane Inghilterra Euro 2024
Jude Bellingham e Harry Kane festeggiano dopo il gol del numero 10 alla Slovenia agli ottavi di finale (foto Ansa)

A furia di ripeterlo quel motivetto ha smesso di essere un auspicio. Anzi, si è trasformato in una maledizione, in un incantesimo che sembra impossibile da spezzare. È dal 1996, l’anno dell’Europeo giocato in casa, che in Inghilterra cantano «It’s coming home», la coppa sta tornando a casa. Ed è dal 1996 che gli inglesi si ritrovano a raccogliere i loro sogni in fondo ai fossi.

Il campionario delle delusioni è piuttosto variegato. Senza andare troppo indietro nel tempo: quarto posto ai Mondiali russi del 2018, finale persa contro l’Italia a Euro 2020, eliminazione ai quarti per mano della Francia a Qatar 2022. Sconfitte più o meno meritate che sono però legate insieme dallo stesso filo conduttore. Quello del commissario tecnico.

Southgate, da salvatore della patria a ct contestato

Gareth Southgate è arrivato sulla panchina dell’Inghilterra nel 2018. E non è stato investito di un incarico, ma di una missione. Quella di cancellare la controversa esperienza di Roy Hodgson e dissipare l’oscurantismo della gestione di Fabio Capello. Ma, soprattutto, doveva impiantare il seme di un’idea. Dopo anni di calcio rabberciato la Nazionale doveva giocare in maniera più moderna e offensiva, doveva dominare l’avversario. Sembrava una favola perfetta. Southgate, l’uomo che aveva sbagliato il rigore che aveva eliminato l’Inghilterra in semifinale a Euro 1996, ora aveva la possibilità di scrivere una storia molto diversa. Sia personale che collettiva.

Il grande credito che il ct aveva al momento del suo incarico, però, è evaporato con il tempo. Tanto che in Germania Southgate si è ritrovato solo, vittima di un fuoco amico aperto da giornalisti e commentatori. Mentre la sua squadra fatica a costruire la manovra e a finalizzare il gioco (2 gol segnati in 3 partite in un girone con Serbia, Danimarca e Slovenia), il commissario tecnico è diventato quasi uno zimbello in patria. Il cambiamento è diventato chiaro dopo lo 0-0 contro la Slovenia. Il punticino striminzito ha qualificato l’Inghilterra, ma i tifosi non hanno gradito lo spettacolo. Così mentre la maggior parte dei supporter inglesi ha iniziato a fischiare, qualcuno ha lanciato i bicchieri di plastica della birra verso il ct. «Lo capisco – ha detto Southgate poi in conferenza stampa – Non ho intenzione di tirarmi indietro. Capisco la narrazione nei miei confronti, ma si sta creando un ambiente insolito in cui lavorare. Non ho mai visto nessun’altra squadra qualificarsi e ricevere una cosa simile».

Il gioco dell’Inghilterra? «Shit», dice l’inglese Lineker

La tendenza a «desantificare» il tecnico ha trovato il suo culmine nella sfida degli ottavi contro la Slovacchia. Nel primo tempo i Tre Leoni si sono limitati a miagolare. Nella ripresa sono riusciti a pareggiare il gol del vantaggio slovacco solo al quinto dei sei minuti di recupero concessi. E solo grazie a una rovesciata di Bellingham. Poi, dopo una manciata di secondi dall’avvio del primo tempo supplementare, Kane ha segnato la rete della qualificazione. Solo che del tanto strombazzato dominio dei rivali non c’è stata traccia. Da quel momento Southgate è diventato un avversario, l’uomo che con la sua insipienza rischia di fare un altro buco nell’acqua con la Nazionale. Non a caso già nel primo tempo alcuni tifosi avevano iniziato a cantare «You don’t know what you’re doing» (Non sai quello che stai facendo).

Gary Lineker, uno che è citato fra gli eroi della patria in «Football’s coming home», ha espresso giudizi poco lusinghieri sulla squadra. Nel corso del suo podcast, infatti, ha definito «shit» il gioco dell’Inghilterra e ha detto che «Southgate è tatticamente un inetto». Il Sun ha pubblicato un articolo suggestivo in cui un cardiologo metteva addirittura in guardia i tifosi: l’ansia e la frustrazione provocati dall’incapacità di vincere della squadra di Southgate, uniti alla consistente assunzione di birra durante i match, possono portare a infarti immediati. Roy Keane si è detto sicuro che il ct non riuscirà a risolvere i problemi della squadra a Euro 2024. E chi pensa il contrario deve vivere a «cuckoo land». Ralf Rangnick, l’allenatore dell’Austria, ha detto che «è difficile non addormentarsi durante alcune partite dell’Europeo». Una frase che il Sun ha rilanciato insieme a una lunga serie di foto di tifosi inglesi che dormivano.

In Inghilterra c’è anche chi mette in dubbio Bellingham

In meno di tre settimane Southgate è passato da eroe a villain. Colpa anche delle grandissime aspettative che vorticano intorno alla squadra. L’Inghilterra si è presentata in Germania con il capocannoniere della Bundesliga (Kane), il miglior giocatore della Liga (Bellingham) e il miglior giocatore inglese della Premier League (Foden). Eppure la sensazione è di una squadra slegata, portata avanti dai singoli più che dal collettivo. In più l’undici di partenza ha alcuni problemi vecchi e nuovi. Con Shaw alla ricerca della forma migliore è toccato a Trippier giocare come terzino sinistro. Con risultati non eccelsi. Il centrocampo è sembrato il reparto più problematico. Accanto a Declan Rise si sono alternati Alexander-Arnold, Gallagher e Mainoo. Ma senza grandi risultati. «Il centrocampo è un casino – ha scritto Barney Ronay sul Guardian – nonostante abbia avuto tutte le partite dopo il Qatar per trovare una soluzione».

Paradossalmente anche il ruolo di Bellingham non ha convinto. «Durante il periodo di Ronaldo alla Juventus si diceva che era lui a fornire una soluzione ai problemi che creava – ha scritto ancora il Guardian – Sarebbe ingiusto applicarlo a Bellingham. Ma il suo utilizzo finora da parte di Gareth Southgate è innegabilmente un fattore che contribuisce ai ritmi incerti della squadra, alla diluizione dei punti di forza preesistenti e alla confusione nel centrocampo centrale». Il ragazzo di Stourbridge è forse il giocatore più moderno di questa sua generazione. Proprio per questo bisogna capire bene come utilizzarlo al meglio.

E secondo alcuni commentatori inglesi Southgate, uno da sempre dipinto come maniaco dell’organizzazione e della pianificazione, non sarebbe ancora riuscito a risolvere il rebus, dando vita così a una squadra squilibrata. Oggi contro la Svizzera il ct si gioca il futuro in un match, con la consapevolezza di avere soltanto da perdere. Perché qualsiasi risultato diverso dalla vittoria della competizione gli varrebbe l’etichetta di uomo che ha sperperato il talento della Nazionale.

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