
Egitto, Morsi mette al governo di Luxor un compagno degli islamisti che vogliono «distruggere le piramidi»
Sedici anni fa, Abdel Mohamed al-Khayat era membro di un gruppo estremista islamico (al-Gamaa al-Islamiya) che ha ucciso 58 turisti nella Valle dei re egiziana, vicino a Luxor. Oggi al-Khayat è diventato il nuovo governatore di Luxor, nominato dal presidente dei Fratelli Musulmani Mohamed Morsi all’interno di un rimpasto che ha portato 17 nuovi governatori in altrettanti governatorati egiziani.
«TOMBA DEL TURISMO». Luxor è la località più turistica dell’intero Egitto e i cittadini hanno protestato per la nomina di un estremista come al-Khayat, che ieri si è difeso così in conferenza stampa: «Luxor è aperta a tutti i turisti del mondo. Loro sono la mia principale preoccupazione e saranno salvaguardati dallo Stato, che è responsabile della loro sicurezza e del loro benessere». Per gli egiziani sono solo belle parole: «Al-Khayat è l’ultimo chiodo che sigilla la bara del turismo a Luxor», dicono di lui.
DISTRUZIONE PIRAMIDI. La nomina di al-Khayat alla guida di un governatorato fondamentale come Luxor per la ripresa economica egiziana rafforza i legami tra i Fratelli Musulmani al potere e al-Gamaa al-Islamiya. Altri gruppi salafiti simili a quello cui al-Khayat appartiene avevano in passato anche minacciato la distruzione delle Piramidi, per questo la preoccupazione degli egiziani nei confronti dell’islamizzazione del paese e di Luxor sembra fondata.
«TEMPLI RIMARRANNO IN PIEDI». Ma il nuovo governatore getta acqua sul fuoco: «I templi rimarranno in piedi, a Dio piacendo, e lavoreremo per ripulirli e illuminarli perché si mostrino nel loro splendore». Ma il capo dell’associazione delle guide turistiche di Luxor, Wael Ibrahim, è scettico: «La nomina di un politico con un background estremista danneggerà sicuramente il turismo», ha dichiarato alla Reuters. «I giornali di tutto il mondo ne hanno parlato. Questo colpirà il turismo in modo significativo».
ESTREMISTI ISLAMICI. Al-Gamaa al-Islamiya, che pochi giorni fa ha anche minacciato un «massacro di cristiani copti» in occasione della protesta contro i Fratelli Musulmani prevista per il prossimo 30 giugno, è stato implicato nell’assassinio del presidente Anwar Sadat nel , ha tentato un’insurrezione armata contro lo Stato negli anni 90 e ha legami con al-Qaeda. Anche se oggi ha rinunciato alla violenza fondando un partito politico, il suo leader è tuttora in prigione negli Stati Uniti per un complotto che mirava a distruggere il World Trade Center.
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