Egitto: insulta il presidente Morsi, condannato a due anni. Peggio che nell’era Mubarak

Di Leone Grotti
19 Settembre 2012
Durante il regime di Mubarak, nel 2007, Amer fu condannato a un anno per avere insultato il rais. Il cristiano copto Kamel invece ne ha presi due per insulti a Morsi. Avvocato: «Tutto questo mi spaventa».

Bishoy Kamel, insegnante cristiano copto, è stato condannato a sei anni di prigione in Egitto per avere pubblicato su Facebook vignette irriverenti di Maometto, diffamatorie verso l’islam, per avere insultato Mohamed Safwat, che l’ha denunciato, e per avere offeso il presidente egiziano Mohamed Morsi (nella foto, al centro), appartenente ai Fratelli Musulmani.

COLPA DEGLI HACKER? Kamel, che all’uscita del tribunale, la Sohag Misdemeanour Court, è stato assalito con lanci di pietre da parte di gruppi salafiti, si è difeso dicendo che la sua pagina Facebook è stata colpita dagli hacker e che non è stato lui a pubblicare le vignette. Il suo avvocato è ricorso in appello, che si terrà il 27 settembre in un altro tribunale.

«SONO SPAVENTATO». Non è un buon momento questo per insultare l’islam e Maometto in Egitto, dopo le proteste al Cairo contro l’ambasciata americana per la pubblicazione negli Stati Uniti del film demenziale “L’innocenza dei musulmani“, che ha portato anche un predicatore islamico a bruciare la Bibbia in piazza. A preoccupare la società egiziana, però, sono i due anni comminati a Kamel per avere insultato il presidente egiziano. «Mi spaventa che qualcuno possa essere condannato a due anni di prigione per aver scritto su un social network dei commenti contro il presidente, per quanto offensivi possano essere» ha dichiarato Emad Mubarak, avvocato che si batte per i diritti umani nel paese.

MORSI PEGGIO DI MUBARAK. Il caso di Kamel, insiste l’avvocato, ricorda quello di Kareem Amer, la prima persona condannata in Egitto per un post su internet. Era il febbraio del 2007 e Amer era stato condannato a un anno di prigione per aver insultato il presidente. Ma allora l’Egitto era governato dal rais Hosni Mubarak, considerato a tutti gli effetti un dittatore, e non da Morsi, eletto democraticamente dal popolo egiziano. Quando Amer fu condannato nel 2007 si levò un coro di proteste da parte della società contro la violazione della libertà di espressione e contro la tirannia di Mubarak, ed era stato condannato a un anno di prigione. Oggi, invece, nessuno alza la voce.

@LeoneGrotti

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2 commenti

  1. paolo delfini

    Triste epilogo per l’Egitto “liberato”.

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