Memoria popolare

E una sera attorno a una pizza nacque l’idea del Meeting di Rimini

Di Bruno Angelini
17 Gennaio 2025
Un gruppo di amici e l’urgenza di «dire qualcosa alle centinaia di migliaia di persone che trascorrevano le vacanze in Riviera d’estate». E perché c’entra il Movimento Popolare
Allestimento del palco per il Meeting di Rimini 1980
1980, la prima edizione del Meeting di Rimini (archivio fotografico Angelo Tosi)

Quarta e ultima parte della storia del Movimento Popolare a Rimini raccontata da Bruno Angelini. La prima parte è pubblicata qui, la seconda qui e la terza qui.

Alla fine degli anni Sessanta viene fondato il Centro Incontri Jaca Book, nel quale si può riconoscere in nuce l’idea che ha generato il Meeting per l’Amicizia fra i popoli, di cui Mp fu uno dei fondatori.

Uno strano negozio e un centro culturale

«Nell’estate del 1969, in piazza Tripoli, nel cuore della Rimini turistica, fa la sua comparsa uno strano “negozio” che in realtà non è un negozio, è la sede del Centro Incontri Jaca Book. Vuole essere un punto di incontro al mare per incrociare turisti e riminesi intorno ad una proposta culturale. È formato […] da alcuni degli aderenti al quel “Gruppo di comunione” che si ritrovava con don Giancarlo Ugolini nella casa di Gianni e Tiziana Todescato. L’associazione culturale Centro Incontri Jaca Book si costituisce davanti al notaio Giampaolo Ferri il 22 maggio 1969 tra i seguenti soci fondatori: Emilia Guarnieri, Antonio Smurro, Roberto Mingucci, Marina Valmaggi, Giovanni Poggiali, Stefano Albini, Paolo Gessaroli e Cleide Montalti. La sede è a Marina Centro, in piazza Tripoli n. 8, in locali vicini a un noto pub che aveva aperto qualche anno prima. Presidente del Centro è nominata Emilia Guarnieri. Il nome scelto per l’associazione culturale è direttamente espressione dello scopo indicato e cioè “la diffusione dei libri editi dalla Jaca Book quale strumento di formazione culturale”, con la precisazione che tale formazione “è intesa come forma di educazione e di elevazione spirituale”.

Nel corso dell’estate l’attenzione alla produzione libraria della Jaca Book si esprime attraverso la proposta di un incontro con Paolo Volpara, uno dei fondatori, insieme a Sante Bagnoli, della casa editrice. Se la promozione e la vendita dei libri della Jaca Book è lo scopo primario, l’associazione si propone di fare cultura anche “attraverso conferenze, recitazioni, spettacoli teatrali, dibattiti” ed ogni altra iniziativa rivolta ai soci e al pubblico. Il Centro Incontri Jaca Book nasce insomma come un centro culturale a Rimini, con la sede iniziale non a monte della ferrovia, nella città storica, ma al mare, nella città turistica, allo scopo di poter aggregare più persone, comprese quelle in vacanza.

Dal desiderio di una presenza cristiana nella Rimini del turismo nascerà undici anni dopo il Meeting. Nell’esperienza del Centro Incontri si può riconoscere in nuce l’idea che ha generato il grande raduno di fine agosto. Non è sbagliato affermare che la vocazione missionaria sia nel Dna dell’esperienza nata e cresciuta a Rimini, per merito soprattutto di don Giancarlo Ugolini che ha sempre condiviso e valorizzato le iniziative che nascevano dai suoi giovani» (Valerio Lessi, Una storia di popolo. I primi 50 anni di CL a Rimini, Pazzini editore, pp. 101-102).

Messa al mare durante il Meeting di Rimini 1980 (archivio fotografico Angelo Tosi)
Messa al mare durante il Meeting di Rimini 1980 (archivio fotografico Angelo Tosi)

Il pallino delle feste popolari

«MP trovò una sua originale modalità di espressione nelle feste popolari. Ne furono organizzate parecchie, tra il 1975 e il 1978, in ogni quartiere o parco della città di Rimini, e anche in molti paesi della provincia. […] Alle Feste, inoltre, non mancava mai un momento di dibattito o di riflessione culturale o qualche altra iniziativa che fosse espressiva dell’identità cristiana e popolare del soggetto organizzatore. In estate si tenevano soprattutto nella zona mare.

A Bellariva, nell’area dell’ex Galoppatoio, ad una festa intervenne il presidente della Dc cilena Bernard Leighton, in quel periodo in Italia. Una menzione speciale meritano le Feste del Barbaro, dal nome del settimanale promosso in quegli anni da alcuni ciellini di Reggio Emilia. Si svolsero al Semprebello, il nome con cui era stato ribattezzato il parco della Galvanina di Covignano, preso in gestione dalla Clepes, una cooperativa in cui lavoravano Mimmo Pirozzi, Piero Venturelli, Geo Lisi, Ivano Balduni e Rodolfo Galli. L’ultima festa popolare di Mp si tenne il 6 agosto 1978 al parco Marecchia: fu interrotta intorno alle 22 perché arrivò la notizia della morte di Paolo VI» (V. Lessi, cit., pp. 150-51).

Il desiderio di una presenza in città

Anche nella seconda metà degli anni Settanta una delle principali modalità di presenza della realtà di Cl ed Mp a Rimini è quello dell’impegno culturale. Nella primavera del 1976 parte la prima edizione del ciclo Città Aperta, che poi avrà una seconda edizione nel 1977. L’iniziativa consiste in una serie di spettacoli di diversa natura svolti nel tempio ufficiale della vita culturale riminese, il Teatro Novelli. Città Aperta non è firmato né da Cl né da Mp, ma è diretta espressione di queste realtà.

Papa Giovanni Paolo II ospite del Meeting per l’amicizia fra i popoli nel 1982 (archivio fotografico Angelo Tosi)
Papa Giovanni Paolo II ospite del Meeting per l’amicizia fra i popoli nel 1982 (archivio fotografico Angelo Tosi)

Nell’estate del 1977 Mp promuove a Rimini l’Università popolare, presentata come «il tentativo di aiutare i cristiani in un lavoro che tenda a ricostruire una realtà di popolo che ha una propria storia, una propria tradizione e una propria cultura. […] Si tratta di instaurare un metodo di lavoro culturale e di studio nuovo, non astratto né accademico, strettamente connesso ad una vita di popolo, proprio per questo rigorosamente fondato e “scientifico”».

«Al confine tra turismo e cultura è la curiosa iniziativa che nell’estate 1977 organizza l’Ufficio Turismo di Mp in collaborazione con alcuni alberghi e la libreria Jaca Book. Vengono promossi pacchetti di vacanza di una settimana “tutto compreso”, anche con iniziative ricreative e culturali» (V. Lessi, cit., pp. 161-62).

«Verso la fine degli anni Settanta il desiderio di una presenza culturale nella città porta alcuni ciellini a far nascere il centro culturale Il Portico del Vasaio che viene costituito il 30 aprile 1979 davanti al notaio Francesco Maria Pelliccioni. I soci fondatori sono Vanni Casadei, Giancarlo Pirroni, Antonio Smurro, Marco Ferrini, Nadia Canini, Paolo Biondi e Giorgio Lisi. Il primo consiglio d’amministrazione è formato da Marco Ferrini, presidente; Giancarlo Pirroni, vicepresidente, e Vanni Casadei. […] È stato uno dei primi centri culturali sorti in Italia per iniziativa di persone di Cl e sarà nel suo ambito, coerentemente con l’ispirazione iniziale, che nel 1980 prenderà vita il Meeting per l’amicizia fra i popoli. […] A metà degli anni Settanta esplose in Italia il fenomeno delle radio libere, che saranno rese legali con una sentenza della Corte costituzionale del luglio 1976. Ma già nella primavera di quell’anno alcune persone di Cl facevano parte dello staff di Radio Riviera» (V. Lessi, cit., pp. 163-64).

Un impeto missionario

Uno dei frutti maturi di questa stagione ricca di iniziative di presenza cristiana nel sociale è stato nel 1980 il Meeting per l’amicizia fra i popoli. L’idea del Meeting nasce il 9 agosto 1979 tra un gruppo di amici (Marco Ferrini, Antonio Smurro, Alver Metalli, Geo Lisi, Paolo Biondi, Mimmo Pirozzi, Paolo Gessaroli) che portavano avanti un lavoro di presenza culturale nella città e che partecipavano al Centro culturale “Il Portico del Vasaio”. Quella sera attorno a una pizza si sviluppa una serie di considerazioni critiche sull’adeguatezza degli incontri che si andavano organizzando rispetto al contesto di Rimini, crocevia di popoli, razze e culture. L’incipit fondamentale è stato un impeto missionario, il desiderio di annunciare al mondo la novità cristiana che ognuno di noi aveva incontrato, tutto ciò tenendo conto del luogo: Rimini e la sua grande vocazione internazionale.

Il Papa sul palco del Meeting nella fiera di Rimini, agosto 1982 (archivio fotografico Angelo Tosi)
Il Papa sul palco del Meeting nella fiera di Rimini, agosto 1982 (archivio fotografico Angelo Tosi)

Così commenta monsignor Massimo Camisasca:

«Quel gruppo di amici avvertiva la responsabilità di dire qualcosa alle centinaia di migliaia di persone che trascorrevano le vacanze a Rimini durante l’estate. Amavano conoscere, avevano il gusto della bellezza e il desiderio di trasmettere tutto ciò ad altri, noti e sconosciuti» (Massimo Camisasca, Comunione e Liberazione – Il riconoscimento, vol. III, Edizioni Paoline, p. 206).

La prima cosa che balzò evidente fu che da soli non era possibile pensare e sviluppare compiutamente, da un punto di vista culturale e relazionale, questo evento. Ecco allora la richiesta di partecipare attivamente ad una serie di realtà: il settimanale Il Sabato, la casa editrice Jaca Book e il Movimento Popolare. Nelle prime edizioni questi soggetti unitamente al Centro culturale “Il Portico del Vasaio” comparivano come gli organizzatori del Meeting. L’apporto di queste realtà fu determinate in particolare da parte del Movimento Popolare in pieno sviluppo. L’8 dicembre 1980 (dopo la prima edizione di agosto ’80) si andò a costituire l’Associazione Meeting per l’Amicizia fra i Popoli e Roberto Formigoni, allora presidente di Mp, parteciperà come socio fondatore insieme ad altri.

(4. fine)

[email protected]

* * *

Disclaimer: grazie al programma di affiliazione Amazon, Tempi ottiene una piccola percentuale dei ricavi da acquisti idonei effettuati su amazon.it attraverso i link pubblicati in questa pagina, senza alcun sovraprezzo per i lettori.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.