
E se abolissimo la Dad?

Sarà una Dad dopo l’altra. Con un virus che fa 200 mila contagiati al giorno e le regole del decreto non ci sarà nessun rientro, solo chiusure e delirio di didattica mista, la più temuta dagli insegnanti d’Italia.
Cosa dicono le regole? Che alle elementari con due positivi si va in Dad per dieci giorni; che alle medie e superiori, con due casi c’è la Dad solo per i non vaccinati, gli altri restano in classe, ma con tre casi scatta per tutti. A nido e asilo basta un solo positivo per interrompere l’attività. In poche parole: a lasciare i ragazzi a casa non ci penserà il Covid ma le quarantene. E sarà una Dad dopo l’altra, almeno fino alla fine del grande freddo, sarà il terzo anno di scuola come se non fosse accaduto nulla. Come se in questo momento non esistesse lo scudo vaccinale o la guarigione da meno di sei mesi per il 90 per cento degli italiani, come se questa variante non si stesse “raffreddorizzando”.
La scuola è come le Ferrovie
Certo, una variante più contagiosa non è meno pericolosa di una più virulenta. Ma dopo due anni di pandemia e tanti stanziamenti a favore del rientro a scuola in sicurezza (sovraffollamento dei mezzi e classi pollaio, ribadiamolo, non sono colpa del Covid) davanti alla “soluzione” auspicata da duemila presidi d’Italia («Tutti in Dad fino al 24 gennaio»), non possiamo che essere d’accordo con Domenico Squillace, preside del liceo Volta di Milano, che nella petizione pro Dad indirizzata dai colleghi al premier Draghi e al ministro Bianchi ci ha letto
«una sconfitta. Una vergogna dal punto di vista culturale. Quelle due settimane servirebbero sì a levare qualche castagna dal fuoco a noi dirigenti, ma questo significa pensare solo alla gestione e non al nostro ruolo sociale, al servizio fondamentale che dobbiamo dare. Leggere la petizione e vedere un così alto numero di firme mi ha rattristato. Non mi risulta che altre categorie stiano facendo richieste del genere, che le ferrovie stiano pensando di fermare i treni o che le forze di polizia propongano di fare solo vigilanza virtuale».
Perché vietare 5 ore di mascherina?
Ha ragione da vendere Squillace quando dice al Corriere della Sera che
«non possono essere i presidi a chiedere il ritorno alla Dad. La scuola può essere costretta a chiudere, ma solo all’interno di un lockdown che coinvolga altre categorie e dovrebbe essere comunque l’ultima a fermarsi. Questa pagliacciata che la scuola sia l’unica istituzione a chiudere, mentre tutto il resto rimane aperto, non è servita a nulla l’anno scorso, se non a far del male ai ragazzi, e non servirebbe stavolta».
Non nega il problema Squillace, ha una cinquantina di studenti e sette insegnanti positivi, «se non avrò abbastanza personale, gli studenti faranno qualche ora in meno di lezione. Ma perché impedire ai ragazzi di andare in un luogo dove stanno cinque ore al giorno con la mascherina?».
È una posizione ragionevole, leggendo la quale ci chiediamo che senso ha mantenere regole che non servono alla scuola né a frenare i contagi, né sono proporzionali alla virulenza di Omicron quando potremmo innanzitutto azzardare l’eliminazione della Dad stessa.
Perché non trattare il Covid per quello che è, cioè innanzitutto una malattia? Uno studente si ammala, sta a casa come stava a casa prima del Covid e guarisce. Poi torna a scuola, ovviamente previo tampone negativo. In mezzo, ovviamente, ci sia la massima sorveglianza con test per l’intera classe, il primo positivo resti a casa. E così gli insegnanti. Verosimilmente il Covid non si prende più di una volta nell’arco scolastico. Perché questo teatrino di Dad, didattica mista ed esaurimento degli insegnanti costretti a rimodulare programma, orari, interrogazioni?
Eliminiamo la Dad
Una settimana, dieci giorni a casa di influenza stagionale, o toxoplasmosi, o bronchite, o vattelapesca sono sempre stati la prassi nelle scuole ogni inverno. Nessun programma ne ha mai risentito, nessuno ha mai pensato alla Dad. Il Covid non è un raffreddore, una influenza di stagione? Non lo è, infatti ci sono mascherine, distanziamento, vaccini, è obbligatorio il super green pass per prendere i mezzi sopra i 12 anni. Si ammalerà tutta la classe? Tutta la classe starà a casa una settimana. Sarà quella l’unica dell’anno.
Le nuove disposizioni si limitano a chiudere la scuola, mica a evitare che i ragazzi infettino la nonna nell’arco delle 24 ore, e nemmeno ad evitare i decorsi severi dei Covid pediatrici di figli di adulti che in un paese, dove è chiusa sempre, solo e unicamente la scuola, continueranno a fare la loro vita, prendere i mezzi, andare al lavoro.
Sì, perché mentre si strepita per tornare alla Dad lo smart working resta modulato sulla base dell’andamento dei contagi, accordi individuali, situazioni emergenziali. Non esattamente sulla positività dei tamponi di oltre otto milioni di studenti italiani. Vero, la cosa non ha impedito ai genitori più fortunati e indipendenti di tenersi a casa i ragazzi la settimana prima di Natale (così da non mettere a rischio feste e vacanze), o sviluppare verso la scuola in presenza un atteggiamento tutt’altro che equilibrato (“lo tengo a casa, allungo le vacanze per scrupolo-sicurezza”), come la classe fosse accessoria, tanto c’è la Dad.
De Luca chiude tutto
Tanto c’è la Dad: il governatore Vincenzo De Luca, presidente di una Regione dove la Dad ha fatto i suoi bei danni, ha già deciso che non riaprirà elementari e medie. «Ho la sensazione», ha tuonato in diretta Facebook, «che si mettano in piedi provvedimenti che finiscono per trasformare i nostri bambini in cavie sull’altare della politica politicante, dell’opportunismo e degli ideologismi. Questo capita quando si fanno scelte a prescindere da quella che è la realtà. C’è qualcuno che possa sostenere che aprire le scuole nel caos totale sia una misura che favorisce la didattica, la formazione, l’equilibrio psicologico dei nostri bambini? È esattamente il contrario, chi prende decisioni cervellotiche e non rapportate alla realtà vera dell’Italia è nemico della scuola, non amico».
Il “caos” totale delle scuole, ripetiamolo, al terzo anno scolastico del Covid, non sembrerebbe dipendere solo da un virus, i cui casi si sono peraltro moltiplicati nei 17 giorni di chiusura delle scuole. E se passassimo dalle prediche all’abolizione della Dad?
Foto Ansa
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1 commento
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Pienamente d’accordo, ma come ci arrivano a scuola gli studenti che non hanno SGP? Sarà ora di tornare ad osservare la realtà secondo la totalità dei suoi fattori? Per i ragazzi è una malattia normale, si curano e tornano a scuola più rafforzati di prima. Magari c’è da chiedersi dove siano le corse aggiuntive di bus dopo due anni e perché non si è voluto investire su questo anziché prevedere una certificazione inutile da puri geni del male.