E fu vapore a prima vista

Di Manes Enzo
13 Settembre 2007
Franco Polti, da venditore macinachilometri a nume tutelare dell'economia domestica. «Merito delle confessioni di una stiratrice»

Cominciò come rappresentante. Lavorava per una ditta che forniva macchinari per lavanderie. Chilometri e favella, insomma: non è mai facile il mestiere della vendita. Però aiuta a farsi le spalle larghe se il giovane ha stoffa e voglia di crescere in fretta. Nel caso di Franco Polti si trattò di drizzare le antenne in una circostanza apparentemente normale. «Ricordo bene che fu una stiratrice a darmi l’idea giusta. Mi confessò che le sue clienti lamentavano l’assenza dai negozi di un ferro da stiro da casa con le caratteristiche dell’apparecchio professionale. Mi sono detto: perché non inventarne uno? Quella domanda meritava una risposta convincente. Così ho fatto», esordisce l’abile imprenditore. Di lì a poco sarebbe nata Vaporella, il primo ferro da stiro a vapore con caldaia separata, ma pensato per il classico uso domestico. «Era il 1978. Che momenti quelli. La produzione avveniva in modo del tutto artigianale, nella cantina di casa. Si respirava un’atmosfera elettrizzante. Il prodotto piaceva, la richiesta aumentava, il nome di Vaporella stava diventando qualcosa di molto familiare».
E siccome l’appetito vien mangiando, il signor Franco mentre sforna vaporelle a getto continuo si inventa un secondo mercato. Stavolta siamo nel 1983. Cuore dell’intuizione è di nuovo il vapore con tutte le sue virtù. «Studiamo e investiamo. I risultati sono la nascita di Vaporetto, che è poi il primo ecodomestico che pulisce tutta la casa con la sola forza del vapore a 120 gradi». L’anno successivo è maturo il tempo di dare una forma all’impresa, ed ecco Polti spa. La sede è a Olgiate Comasco, non lontano da Milano, vicino a Como. Adesso il quartier generale è a Bulgarograsso, sempre nel comasco.
Oggi Polti è il primo produttore a livello europeo nel mercato dei piccoli elettrodomestici a vapore ed è leader in diversi paesi del Vecchio Continente. In Italia nel segmento della pulizia a vapore ha una quota del 70 per cento. Secondo un adagio che non fa una grinza: innovazione per stare in competizione. Parole importanti, filosofia aziendale che è poi saggia filosofia di vita. Ma la prima innovazione è stata credere alla buona riuscita di un’idea. È stata quella di bussare cocciutamente alla porta dell’allora principale di Franco Polti, chiedendogli un discreto numero di ferri da stiro per realizzare finalmente la Vaporella. «Mi diede del pazzo. Lo presi come un complimento. E come uno stimolo a osare con giudizio».

Teresa, la dolce metà dell’azienda
Il signor Polti, stuzzicando la memoria, ci dice che un amico gli prestò un milione per avviare l’attività. E racconta come la moglie Teresa lo abbia sostenuto in quel suo tentativo: «Impossibile pensare al successo di Polti senza il sostegno concreto di mia moglie». Che ha conosciuto in Calabria. Perché suo padre, caso più unico che raro, lasciò il Nord per andare a lavorare al Sud alla costruzione della ferrovia Calabro-Lucana. Si sposò con una calabrese. Tanti anni dopo pure il signor Franco convolava a nozze con una ragazza del Mezzogiorno. «Io e Teresa, siccome bisognava fare tutto, per far conoscere il prodotto giravamo fiere su fiere. Ma la notorietà venne con l’esplosione delle tv commerciali». Dove apparivano per promuovere la Vaporella. Come si dice oggi sapevano “bucare” lo schermo. La reclame funziona specie se hai da proporre un prodotto innovativo e che soprattutto risponde a un beneficio quotidiano.
In ogni caso Franco ha sempre creduto nel potere magnetico della pubblicità. Negli anni ci ha investito parecchio. Anche attraverso l’arma efficace della sponsorizzazione legata all’attività sportiva. Ricordiamo la pallacanestro in quel di Cantù e il ciclismo che gli ha dato enormi soddisfazioni arrivando a vincere il Giro d’Italia e altre importanti corse a tappe e in linea. «Amo moltissimo lo sport e rimango convinto che sia uno straordinario veicolo per entrare in tutte le case dalla porta principale. Per il marchio Polti è stato sicuramente così».
E se la moglie Teresa rappresenta «il 50 per cento dell’azienda», come confessa candidamente Polti, alla crescita interna e sui mercati internazionali ha contribuito un team affidabile che ha fatto proprio l’entusiasmo di questo imprenditore che non sa stare fermo un attimo. Che nel 1985 mette in piedi una fabbrica con cinquanta dipendenti; che di lì a breve organizza una rete distributiva in modo da coprire lo Stivale in lungo e in largo. Che non esita a varcare i confini e trovare clienti come se piovessero. Che, puntualmente, aggiorna e ingrossa il catalogo con nuovi prodotti. Sempre made in Italy. Sempre di qualità. «Nulla viene per caso. Mio padre era un gran lavoratore che aveva un’idea sana di famiglia. Ecco, credo che il successo di Polti venga da lì, da una cultura fortemente radicata sul senso della famiglia e da nessuna timidezza quando si tratta di fare mettendoci qualcosa di proprio. È bello allora che pure i nostri tre figli, Stefano, Francesca e Nicola, abbiano respirato questa positività. Pensi che Francesca ha fatto la tesi di laurea proprio sull’azienda di famiglia».
Mentre Stefano, il primogenito, lo sta seguendo in un’altra sfida, quella del caffè. Si chiama “Crema-express” la nuova macchina da caffè Polti, basata su un sistema a capsule pensato per portare l’espresso sia negli uffici sia in famiglia. «Non devo essere io a spiegare l’importanza che ha il caffè e quello che rappresenta. Noi puntiamo a favorire l’incontro con questo aroma dappertutto. Penso che ne valga la pena».

L’igiene che garba anche ai dentisti
Tuttavia il vapore rimane il primo amore, una scoperta che non passa mai di moda. Si offre infatti ad aprire nuove frontieree. Anche questa volta a Polti l’idea buona è venuta raccogliendo l’esigenza di un amico, un dentista. «Mi ha detto di pensare a una macchina per sanitizzare gli studi dentistici laddove oggi il metodo più diffuso è la pulizia con salviettine imbevute di disinfettanti e spray per le superfici. Così abbiamo pensato al Sani System Polti». Con questo sistema si riduce assai il rischio di infezioni. Il vapore saturo secco di Sani System a 180 gradi addizionato al prodotto sanificante HPMed permette una elevata efficienza di sanitizzazione delle superfici di studi dentistici ma anche di sale operatorie. «Mi fa piacere sottolineare che i risultati ottenuti con Sani System Polti sono stati certificati dai test condotti presso l’Università di Pavia».

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