Dopo il matrimonio gay, libertà per tutti tuttissimi anche su battesimo, comunione, confessione e funerale

Di Antonio Gurrado
27 Giugno 2013
Lettera di dissenso dalla linea di Tempi con alcune utili proposte per completare la "svolta storica" della Corte Suprema Usa: nozze con se stessi, battesimi per coppie senza figli e ostie biodiverse

Caro Direttore,

love is love pertanto mi trovo nuovamente nella sgradevole situazione di non poter condividere la linea del suo giornale riguardo ai matrimoni gay. In particolare a seguito della storica sentenza della Corte Suprema statunitense, la quale ha sancito che il matrimonio è un istituto che non riguarda necessariamente un uomo e una donna. Ciò è giustamente stato salutato con autorevolezza dalla filosofa Michela Marzano sulle pagine di Repubblica come la vittoria della libertà di tutti.

Purtroppo però questa vittoria è incompleta, e molta strada resta da fare per raggiungere la piena libertà. Il dibattimento della Corte Suprema si è tenuto in lingua inglese e ciò ha impedito ai signori giudici di notare che il verbo to marry, sposarsi, in italiano è riflessivo. Deve pertanto essere consentito, quanto meno ai cittadini italiani o piuttosto a tutti coloro i quali parlano la lingua italiana, di sposare sé stessi per favorire l’autostima e coronare l’amor proprio.

Il battesimo, poi, dovrebbe essere riconosciuto quale istituto che non riguarda necessariamente un bambino. Se stamattina ho voglia di andare in chiesa a farmi battezzare non devo essere trattenuto dall’evenienza che ho 32 anni e l’artrosi, né dal caso che all’età di quattro mesi e mezzo – quando, si badi bene, non potevo esprimere esplicito consenso né tampoco opporre circostanziato rifiuto – una coppia sposata peraltro spregevolmente composta da un uomo e una donna abbia ritenuto di provvedere in mio luogo a farmi battezzare. Ciò deve inoltre consentire a qualsiasi coppia di organizzare battesimi a iosa senza dover necessariamente fare figli, con quel che costano oggigiorno.

In linea ideale la confessione non dovrebbe necessariamente prevedere la presenza di un sacerdote; ma si può trovare una saggia soluzione di compromesso nell’accordo che, se il sacerdote confessa me, io possa confessare il sacerdote. Per conseguire la vittoria della libertà di tutti tuttissimi, la comunione non dovrebbe necessariamente riguardare i fedeli cattolici ma quelli di tutte le religioni, ivi compreso il culto del card. Martini praticato dal sindaco pagano di Roma, e non deve necessariamente consistere nell’erogazione di un’ostia ma di una qualsiasi forma di cibo nel pieno rispetto della biodiversità. Una significativa apertura da parte della Chiesa verrebbe col riconoscimento che l’istituto del sacerdozio non debba essere necessariamente limitato ai sacerdoti.

Molte altre cose ci sarebbero da aggiungere al riguardo ma devo fermarmi qui per correre al mio funerale: pur godendo di discreta salute, in pieno accordo con alcuni ragionevoli amici ho sancito trattarsi di un istituto il quale non debba necessariamente prevedere la presenza del deceduto, onde garantire finalmente la vittoria della sua libertà.

Cordialità
Antonio Gurrado

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44 commenti

  1. loredana

    VADE RETRO…… Inutile aggiungere altro!

  2. loredana

    VADE RETRO….. inutile aggiungere altro! Loredana Simoncelli Roma

  3. Luigi Amicone

    E’ interessante vedere uno scrittore scimmiottare brutalmente lo stile ironico di Voltaire e patire allo stesso tempo la mancanza di verve, brio e vivacità nei ragionamenti, nella lirica e nella costruzione della frase. Tralasciando il paradosso semplicistico che ci pone di fronte l’autore, paradosso che dire banalotto e preliceale è dire poco, qui si assiste alla più profonda epifania filosofica novecentesca: l’uomo è (proprio) l’animale che fallisce. Quanta colpa ontologica caro Gurrado…

  4. sara

    AH AH AH L’ARTICOLO E’ UN DELIRIO MA I COMMENTI…….UN ESORCISMO DI GRUPPO SAREBBE MEGLIO DI UNA TERAPIA …..VERAMENTE OGGI C’E’ DA LITIGARE SE AFFERMI CHE L’ERBA E’ VERDE

  5. Bifocale

    Qualcuno faccia notare a questo aspirante spiritosone che la decisione della Corte Suprema non riguarda affatto l’aspetto religioso della questione, il sacramento, bensi’ il matrimonio civile. Il battesimo, lo sgranocchiarsi un’ostia, la confessione e tutti gli altri rituali ‘magici’ elencati nella letterina sono di solo ed esclusivo interesse dei credenti, mentre le leggi uno Stato non teocratico deve farle nel rispetto di tutti i cittadini.

    1. Paolo

      Daniele, Bifocale sturatevi le orecchie ben bene xchè le stesse cose le avevo scritte più sopra al vostro amico Burgio: la provocazione è sull’uso della RAGIONE (sposarsi con se stessi, partecipare al proprio funerale non sono ironie riguardano solo i credenti). Quindi non fate finta di non capire. Se il vostro concetto di ragione non riesce a farvi comprendere che secondo noi un animale che da quando l’uomo esiste è chiamato capra non può essere a tutto un tratto identificato come un elefante non so cosa dirvi senza paura di offendervi (vedi Burgio più sopra). In quanto alle qusetioni battesimo, comunione, confessione siccome, purtroppo, ci sono anche un sacco di persone che si dicono cattoliche che la pensano come voi, la provocazione ad usare bene la RAGIONE anche in quei casi credo sia specificamente rivolta a loro se gli è rimasta almeno qualche reminiscenza di buon catechismo, che è in grado benissimo di far comprendere come la fede non sia assolutamente in contrasto con la ragione (ma con i tempi che corrono dubito in effetti che a questi poveretti sia stato insegnato il buon vero catechismo). Per cui per noi il riconoscimento che da sempre un uomo e una donna si mettano insieme attratti naturalmente l’uno dall’altra e generino così dei figli è la RAGIONE evidente (e precedente) della creazione dell’istituto matrimonio a tutela di questa unione e delle sue evidenti conseguenze e implicazioni sociali. Due donne, due uomini o qualsiasi altro tipo di strana invenzione di legami non sarà mai la stessa cosa, mi sembra seplicissimo da capire. La tutela giuridica di questo tipo di relazioni non può essere quindi equiparata al matrimonio e può benissimo essere ottenuta con le leggi già esistenti o perfezionamenti di essa che rendano giustizia ad eventuali lacune riguardanti la relazione specifica tra i due e basta.

      1. Bifocale

        Per la redazione: mi scuso per il post ripetuto. Ancora non lo vedevo pubblicato e pensavo (temevo) che per qualche (misterioso) motivo fosse stato cancellato. Pardon.

        1. beppe

          W LA FIGA

      2. Bifocale

        C’è chi si nasconde dietro la propria religione per giustificare il proprio fastidio e spesso disprezzo per le persone omosessuali. Paolo fa esattamente la stessa cosa semplicemente rimpiazzando “religione” col vocabolo “ragione”, la sua ragione ovviamente. Il fatto che releghi, quasi con fastidio, a qualche tipo di “strana invenzione” le relazioni, gli amori e le storie di vita costruite insieme di altre persone la dice lunga sul livello di aria di superiorità e di disprezzo verso chi non rientra in precisi canoni entro i quali TUTTI dovrebbero doverosamente omologarsi. La frase “La tutela giuridica di questo tipo di relazioni non può essere quindi equiparata al matrimonio” è già stata smentita, nei fatti, in tutti quei Paesi, un numero in continuo aumento, nei quali anche le coppie dello stesso sesso possono sposarsi. In queste nazioni non è crollato il cielo, non è finita la civilità, nonostante gli isterismi delle vigilie non sono arrivati sciami di bibliche cavallette a spazzare via tutto. In questi Paesi le famiglie tradizionali continuano tranquillamente la propria esistenza, continuano (se vogliono) a far figli, vivono la loro vita come sempre hanno fatto. E usano la RAGIONE per capire che dividere la società in cittadini di serie A e di serie B è una cosa sbagliata. La convinenza tra le varie tipologie di famiglie è già realtà in tutte quelle nazioni nelle quali la rigidità mentale dei vari integralismi religiosi (più o meno camufatti) non è riuscita a sconfiggere la ragione e la giustezza del concetto di uguaglianza tra tutti gli esseri umani.

        1. Paolo

          Ma piantala, ipocrita dei miei stivali continui a far finta di non capire e vuoi pure rinfacciare a me aria di superiorità e disprezzo verso esperienze a cui mancherei di rispetto dopo aver definito la comunione uno sgranoccharsi un’ostia e parlato di rituali magici senza il minimo riguardo a ciò che per moltissima gente questi gesti significano (per non dire di tutte le altre sciempiaggini che vomiti con compiaciuta superficialità tutte le volte che parli di Chiesa e di fede). “Stana relazione” era preceduto da “altre” proprio in riferimento alle ironie dell’articolo che vuole far capire come a fronte di un equivoco sul concetto di matrimonio in relazione a due persone dello stesso sesso (unione x me moralmente sbagliata ma che non mi sognerei mai coartare con leggi che ne limitino la libertà) si può riconoscere come tale istituto giuridico a qualsiasi tipo di relazione, anche la “più strana”, CHIARO mio carissimo paladino della corretta e moderna educazione civile?? In quanto a tutto lo sproloquio sui paesi in cui il bel sol dell’avvenire è già finalmente spuntato evidentemente abbiamo concetti di civiltà molto diversi su cui puoi anche rinfacciarmi arretratezza e mentalità medievale (lo facevano anche i comunisti degli anni 50 in Italia a chi aveva dei dubbi che il l’Unione Sovietica di Stalin fosse il paradiso sulla terra). Ti dico solo riparliamone tra qualche anno, forse anche tu, come molti di quei comunisti, avrai cambiato idea.
          Nel frattempo buona fortuna.

          1. Bifocale

            O mamma ancora le filippiche sui comunisti e sull’Unione Sovietica? Guarda che io non l’ho mai apprezzata e non la rimpiango proprio. Anzi vedo con orrore alle leggi repressive contro la comunità LGBT che sono state approvate recentemente nella Russia di Putin e che sono un evidente segno del retaggio ideologico di quegli anni (l’omosessualità è stata considerata illegale in Russia sino agli anni ‘90). Per quanto riguarda la situazione e la vita nei Paesi nei quali l’uguaglianza matrimoniale già c’è mi spiace che tu abbia dei problemi, come dire, di “digestione” al riguardo, ma questo non cambia la realtà dei fatti: nei Paesi Bassi, Sud Africa, Canada, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia eccetera la vita, e i diritti, delle famiglie ‘tradizionali’ non sono state minimamente toccate da quando anche le coppie dello stesso sesso possono sposarsi. Continuano tranquillamente, giustamente, a vivere la loro vita. Non c’è stata alcuna distruzione epocale, nessun cataclisma distruggifamiglie. Abbiamo concetti di civiltà molto diversi? Così pare. Io non faccio classifiche sulle coppie innamorate, non le voglio classificare in coppie di serie A (quelle etero che trionfalmente possono guadagnarsi il diritto a poter convolare a nozze) e… le altre, quelle “cose strane”, da guardare con sufficienza, alle quali al massimo si puo’ concedere un qualche istituto giuridico opportunamente separato e comunque assolutamente inferiore. Per me tutte le coppie innamorate che decidono di affrontare lo sforzo di una vita in comune, diritti e doveri annessi, andrebbero tutte difese e tutelate nello stesso modo. Che vuoi che ti dica? Sono un romanticone. 🙂

          2. Paolo

            Comunista cieco, nazista fanatico, figlio dei fiori, religioso bigotto o apparentemente innocuo romanticone appassionato di Alice nel paese delle meraviglie non fa nessunissima differenza, il paragone regge lo stesso: qualunque ideologia che non voglia fare i conti con la verità dell’uomo tutto intero prima o poi ne pagherà le conseguenza. Mio carissimo zuccone in malafede (altrimenti dovrei considerarti uno stupido) a chi continua ad evitare il nocciolo del discorso non val più la pena di rispondere. Ci proverò un ultima volta per carità cristiana (scusa l’uso dei vocaboli cui so che sei allergico). Nessuna presunta novità scientifica che voglia sostituire il fatto originale “sesso” con la costruzione ideologica “genere” potrà mai convincermi dell’evidenza elementarissima (questo intendo per verità dell’uomo tutto intero) che un uomo nasce con un pisello e due palline, nella stragrandissima maggioranza dei casi si sente attratto da una donna e che da questi due fatti non certamente casuali si generano naturalmente i figli. Ora, questa parte della realtà è stata da sempre universalmente riconosciuta di così straordinaria importanza (oltre che fonte di stupore e segno di bellezza per il mistero della vita, ma questo non ha alcuna importanza x il nostro discorso) per le fondamenta di qualsiasi società sia per il valore che essa ha in sè oltre che x la possibilità di potersi continuamente rinnovare e sopravvivere da sentire l’urgenza di tutelarla (e tutelarene le suddette implicazioni sociali) con uno SPECIFICO istituto giuridico. Bene, se vuoi finalmente cominciare da qui per le tue considerazioni invece di piagnucolare o blaterare insultando a sproposito di uguagliaza, diritti, serie A, B e conquiste di civiltà si potrebbe anche continuare a discutere altrimenti non penso ne valga la pena per cui come ti ho già detto buona fortuna.

          3. Bifocale

            Dunque, io sarei quello che continua a “blaterare insultando” mentre tu mi dai se va bene dello “zuccone in malafede” oppure, alternativamente, direttamente dello “stupido”. Su questi presupposti (complimenti, un bell’esempio di dialogo basato sulla carità cristiana) proponi poi di “continuare a discutere”. E va bene. Tuttavia il discorso, in fondo, è molto semplice: nessuno vuole assolutamente negare nè abrogare la “straordinaria importanza” dell’unione tra due persone e il suo valore sociale. La differenza tra noi è che tu fai un collegamento diretto tra l’istituto del matrimonio e la procreazione, e su queste basi lo vorresti negare alle coppie dello stesso sesso. Io invece no, innaniztutto perchè sappiamo tutti benissimo che il matrimonio più che per tutelare i figli è un istituto giuridico che è stato creato per tutelare le proprietà (il patrimonio, appunto, del maschio, di cui un tempo anche la donna-moglie faceva parte). Inoltre in nessuno Stato in nessuna parte del mondo al matrimonio è collegato il fatto di avere o meno dei figli. Vi sono milioni di coppie sposate al mondo che non hanno figli. Ebbene sono “coniugi” a tutti gli effetti ed hanno pieno accesso ai diritti e doveri che dal matrimonio derivano. Dunque, su queste basi, non vedo assolutamente nessun motivo ragionevole e che non sia basato su ignoranza e vecchi pregiudizi per opporsi all’uguaglianza matrimoniale.

          4. Paolo

            Come ti ho già detto mio caro fariseo chi ha cominciato ad insultare, disprezzare e mancare di rispetto strillando piagnucolosamente di pretenderlo per sè sei stato tu quando hai citato in modo blasfemo l’ostia e parlato di riti magici; e che continui a fare l’offeso quando ti converebbe rileggerti bene almeno 4 volte il modo saccente con cui tu ti rivolgi agli altri risulta, per cercare di offenderti il meno possibile, quantomeno stucchevole.
            E per restare in argomento parliamo di questa perla: “…sappiamo tutti benissimo che il matrimonio più che per tutelare i figli è un istituto giuridico che è stato creato per tutelare le proprietà (il patrimonio, appunto, del maschio, di cui un tempo anche la donna-moglie faceva parte). In nessuno Stato in nessuna parte del mondo al matrimonio è collegato il fatto di avere o meno dei figli”.
            A parte la mostruosa ignoranza e l’evidente pregiudizio che sottendono queste frasi (certo, nella Costituzione i figli sono tutelati anche al di fuori del matrimonio ma se la leggi bene è evidente che essa attribuisce un valore specifico alla famiglia fondata su di esso e comprendente i figli ricoscendone evidentemente un valore sociale specifico al punto di favorirne la formazione e garantire una protezione speciale alle famiglie numerose; numerose di che, di animali domestici??). Ad ogni modo mi chiedo: se il matrimonio è un istituzione che serve solo a tutelare l’arrogante pretesa di proprietà di un patrimonio da parte del maschio xchè ne rivendicate il diritto all’estensione piuttosto che l’abolizione? Di nuovo buona fortuna

          5. Bifocale

            Mi riferivo alle origini storiche del matrimonio, non alla concezione moderna. Il matrimonio storicamente è l’istituto della filiazione legittima che consentiva agli uomini di diventare padri legittimi, il matrimonio rende la donna madre dei figli del marito ai quali lasciare i propri possedimenti. Ma gli istituti giuridici nel corso della storia si modificano seguendo i mutamenti della società. Oggi i matrimoni non sono più indissolubili e la distinzione tra figli naturali e legittimi è venuta meno. “Il matrimonio è diventato sempre più l’istituzione della coppia, a prescindere dalla riproduzione. E la sua durata è legata al consenso di entrambi a rimanere assieme. Perciò i motivi per mantenerlo solo per la coppia eterosessuale si sono fortemente indeboliti sia sul piano legale che su quello culturale.” (Chiara Saraceno) E con questo arriviamo (ritorniamo) al punto essenziale, che ho già esposto prima (parentesi: mi piace che non ti piaccia il mio stile, ti posso assicurare che la cosa è assolutamente reciproca, ma tra persone civili rispettose delle idee altrui possiamo fare piccoli sacrifici e avvalerci della tolleranza) e che ripeto. In nessuno Stato in nessuna parte del mondo al matrimonio è collegato il fatto di avere o meno dei figli. Vi sono milioni di coppie sposate al mondo che non hanno figli. Ebbene sono “coniugi” a tutti gli effetti ed hanno pieno accesso ai diritti e doveri che dal matrimonio derivano. Dunque, su queste basi, non vedo assolutamente nessun motivo ragionevole e che non sia basato su ignoranza e vecchi pregiudizi per opporsi all’uguaglianza matrimoniale.

          6. Bifocale

            Errore di battitura, all’inizio della parentesi mi e’ venuta a mancare una “s”, voleva essere “mi spiace che non ti piaccia il mio stile” eccetera.

          7. Gmtubini

            Egregio bifocale, mi duole metterti al corrente del fatto ineludibile che un’emerita vaccata, anche se lasciata cadere dall’alto, rimane pur sempre un’emerita vaccata.
            Sulla tua comica versione delle origini e delle finalità dell’istituto del matrimonio non intervengo perché non amo contraddire chi non ha il senso del ridicolo, ma una domanda te la devo porre lo stesso:
            ma tu, sei seriamente convinto delle bischerate che scrivi?!

          8. Paolo

            Scusa, ma ha davvero ragione Gmtubini; ma ti provi a riascoltare quando parli?? Del tuo stile me ne strafotto, sono abituato anche a molto peggio dalla magnifica tolleranza che con spirito di grande sacrificio sapete dimostrare in un’infinità di luoghi (a proposito di emarginazione, per esempio, esistono un infinità di luoghi di lavoro in cui un grandissimo campionario di gente ignorante come te sproloquia di fede e di chiesa solo per il gusto di metterti a disagio e provocarti offendendoti). Quello che proprio non digerisco di voialtri è la sfrontata ipocrisia di richiamare l’interlocutore alla buona educazione nella maniera di stare alla tavola del vostro vivere civile dopo avergli ruttato in faccia. Mi spiace ma non digerendo viene da ruttare anche a me.
            E anche per quanto riguarda la tiritera assurda sul significato storico del matrimonio ti rimando alle considerazioni di Gmtubini qui sopra, con solo un piccolo appunto per lui; la vaccata non è caduta dall’alto ma da molto, molto più su. E’ caduta e si è schiantata sulla testa dell’amico con tutto il peso dell’immensa autorevolezza di Chiara Saraceno, x cui dubito che lui stesso ci abbia capito qualcosa e forse proprio per questo ha dovuto avvalersi di una magnifica e dotta citazione testuale.
            Ad ogni modo io mi arrendo; come ti dissi molto più sopra credo sia proprio giunto il momento di rendersi conto che non ne vale la pena.
            Ti auguro per l’ultima volta buona fortuna.

          9. Bifocale

            Che dire? rimaniamo ciascuno con le proprie idee e i propri riferimenti. Io mi tengo volentieri la sociologa Chiara Saraceno, persona e intellettuale competente e che stimo, e ti lascio volentieri gmtubini e i suoi ragionati interventi a base di vaccate. Buon week end a tutti.

          10. Gmtubini

            Stai tranquillo Bifocale che la sociologa Chiara Saraceno te la puoi tenere, ché non te la ruba nessuno.
            La signora, la quale scrive su Repubblica ed è ospite fissa da Lerner ed è sempre alla nostalgica ricerca della giovinezza sfiorita d’un tempo mettendosi in prima fila nelle varie iniziative in stile “se non ora quando” “se non dopo dianzi” e via delirando, tutte tutte caratterizzate dal tipico revanscismo livoroso vetero-marxista-femminista-abortista-divorzista in stile anni 70.
            Pertanto, se codesto è un nome che ti pare il caso di spendere da queste parti senza che nessuno si faccia quattro risate e parli con leggerezza di “vaccate” lasciate cadere dall’alto dell’olimpo dei radical chic…

  6. Daniele, Napoli

    il battesimo credo si possa fare già ora quando si è grandi. Non riesco a capire quale sia la provocazione.
    Riguardo a confessione e funerale, le sue provocazioni le giudico puerili e le attribuisco al caldo.
    Mi preoccupate, a dire il vero, più voi di Tempi.
    In un altro articolo riportate le parole del Pontefice: ci sono i cristiani “pelagiani”, «quelli che credono che la vita cristiana si debba prendere tanto sul serio che finiscono per confondere solidità, fermezza, con rigidità. Sono i rigidi! Questi pensano che per essere cristiani sia necessario mettersi in lutto, sempre».
    Leggendo le risposte ad Antonio Gurrado, mi sembra che alcuni di voi si comportino proprio così.
    Mi auguro che i nostri parlamentari trovino il coraggio di impegnarsi a fare una legge equilibrata contro l’omofobia e per il matrimonio fra persone dello stesso sesso. Così dopo possono occuparsi pienamente di questioni più serie. Un esempio? proprio ieri a Napoli un imprenditore si è suicidato probabilmente per una forte depressione dovuta alla non facile situazione economica attuale e alla conseguente crisi sociale.

    1. giovanni

      La situazione economica non facile, come causa di suicidio? A mio parere non è questa la vera causa, se fosse questa non si spiegherebbe perchè non dico tre quarti ma almeno la metà degli abitanti (che vivono in una condizione economica sicuramente peggiore) della terra, non si suicida

  7. leo aletti

    Basta con la religione “fai da te” caro Gurrado Antonio , o Signore pietà. Leo Aletti

  8. giovanni

    Concordo con Gurrado, più libertà per tutti, più libertà da tutti e da tutto. Non voglio approfondire l’argomento battesimo e neanche quello sul matrimonio, (sposare me stesso? conoscendomi divorzierei dopo un secondo) mentre è mia intenzione farlo sulla confessione. Per fare un dispetto a Gurrado vorrei confessare, ed essere confessato da Jennifer Aniston , e non necessariamente in confessionale………Avrei qualche idea di libertà anche sulla comunione, non deve essere distribuita solamente in chiesa durante la messa, ma anche in vere e proprie cene. (tipo cene di arcore?) Ci sarebbero altre cose, ma ora devo andare al funerale di Antonio Gurrado

  9. Enrico

    Io e il mio criceto non stiamo più nella pelliccia dalla giuoia. Manderò a tutti i lettori di Tempi i confetti clor arcobaleno.

    1. Che pizza

      Il cricetno tienilo ben chiuso nella gabbietta che a noi ci fa un po’ ribrezzo.

    2. Nick

      Il cricetino tienilo ben chiuso nella gabbietta che a noi ci fa un po’ ribrezzo.

  10. Nick

    …neanche io in quanto religioso posso farmi carico delle guerre di religione..

  11. Giuseppe Burgio

    Simpatica provocazione, peccato sottintenda che – così come il matrimonio gay dovrebbe essere vietato – battesimo, comunione, confessione e funerale religioso sarebbero una sorta di “patente di civiltà”.

    Non so come non possiate tenere conto del fatto che non tutti sono credenti, che solo una parte di chi crede a qualcosa di trascendente è cristiano, che solo una parte dei cristiani è cattolico e che solo una parte dei cattolici è di CL.

    A quanto mi risulta, non si sono mai combattute “guerre d’ateismo” – ma le guerre di religione sono ancora una dolorosa attualità.

    1. marzio

      Si però gli atei Stalin ,Hitler, Mao e Pol pot, tanto per citarne alcuni,sono quelli che hanno provocato le maggiori stragi di persone, caro Giuseppe.

      1. Giuseppe Burgio

        Beh, non è che adesso, in quanto ateo, intendo farmi carico delle colpe di Stalin ,Hitler , Mao e Pol Pot.

        1. Franz

          invece il cattolico (gli altri no) devono farsi carico di tutte le guerre di religione della storia, molto logico.

          1. Franz

            scusate l’errore: “il cattolico .. deve “

    2. gabriele

      Il dottor Dor ha dovuto rispondere dell’accusa di aver inscenato una manifestazione, cioè un rosario pubblico, il 2 aprile 2011 davanti all’ospedale Saint Vincent de Paul di Parigi senza autorizzazione. L’uomo può rischiare fino a due anni di carcere e 30 mila euro di multa, l’accusa ieri ha però chiesto “solo” un mese di carcere e 8 mila euro di multa.

      Ecco chi dichiara le guerre di religione,il potere costituito che non rispetta i suoi cittadini.

    3. Gmtubini

      “A quanto mi risulta, non si sono mai combattute ‘guerre d’ateismo’”
      Ciò accade perché sei un asino (con tutto il rispetto per il nobile quadrupede, Dio sa quanto ingiustamente preso ad archetipo dell’insipienza).
      Man mano che imparerai cose scoprirai che la differenza tra la realtà e quanto ti risulta si assottiglierà notevolmente.

    4. Paolo

      Guarda amico che se c’è qualcosa che sottintende l’articolo è un uso della semplice RAGIONE di cui il tuo cervello con questi commenti dimostra proprio di essere privo. L’esempio iniziale dello sposarsi con se stessi o del diritto di partecipare al proprio funerale (l’hanno fatto anche a Franca Rame tenendosi ben alla larga da qualsiasi chiesa) mi sembrano abbastanza a-confessionali anche per una mente ritardata come la tua. I riferimenti poi a battesimo, comunione, confessione sono una provocazione ancora più forte per quei tanti cattolici adulti fai-da-te che la domanda sul significato della parola SACRAMENTO manco se la pongono più tanto è diventato un gesto privo di qualsiasi valore se non che quello di un simbolo che gli permette di definirsi credenti (e poi danno a me del bigotto)

      1. Giuseppe Burgio

        ecco le solite risposte aggressive/offensive – salvo che se io vi mando tutti a cagare, poi la redazione mi censura il post.

        1. Paolo

          Visto che sei così suscettibile, scusa x “cervello privo di ragione” e “mente ritardata”.
          Ora mi aiuti a comprendere (rispetto a quello che ti ho detto io però, non partire per la tangente di discorsi che non entrano nel merito) cosa centra la “patente di civiltà”? Possiamo dissentire sul concetto di ragione forse, ma è di quello che parla l’articolo non di altro. Ci si può inventare ad un certo punto che una capra è un asino ma l’uso semplice (sottolineo semplice) della ragione non mi permette di ingannare me stesso. Il matrimonio è tutelato dalla legge in maniera specifica perchè prevede la possibilità (attenzione, parlo della possibilità) dei figli all’interno di esso; pertanto altri tipi di unione non possono essere chiamati tali ed è tutto da discutere se debbano prevedere un istituto specifico che non siano leggi che già esistono ed eventualmente si possono integrare\migliorare per essere tutelate.

          1. Giuseppe Burgio

            mai tirato in ballo le unioni – ma se io per esempio ritengo il battesimo un atto di barbarie, ho il diritto di farlo – e di fare la mia propaganda in merito.
            O è un reato d’opinione?

          2. Gmtubini

            E io considero gli omosessuali dei pervertiti, ho diritto di farlo e di fare propaganda in merito.
            O è un reato d’opinione?

          3. Giuseppe Burgio

            ok – avanti tutta.

          4. bah

            …se solo ci provi (purtroppo) questa “società civile” ti condanna ad una vita di solitudine e sopprusi.

        2. Gmtubini

          Guarda che se tu mi mandi “a cagare” io ti posso anche accontentare, ma non si vede come la cosa giovi alla tua asineria.
          E’ un fatto storico accertato che le guerre più sanguinarie e le più tremende persecuzioni siano state messe in piedi da regimi atei, dalla rivoluzione francese in poi.
          Invece di fare il risentito (che poi, ti ripeto, l’asino è un nobile animale!) studia e poi magari ripassa da queste parti e ne riparliamo.

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