
Don Juan e quella “lambada” che precedette la battaglia di Lepanto
7 ottobre 1571. La data per molti non rievoca nulla, ma se si cerca tra i libri di storia, si scopre che in questo giorno venne determinato il futuro dell’Europa. Sono passati 440 anni da quella battaglia che a Lepanto riportò la vittoria della Lega Santa, voluta da Pio V, sull’impero turco-ottomano guidato dal potente Mehmet Alì Pascià.
Lo storico Alberto Leoni spiega a Tempi.it le dinamiche di quell’evento e in particolar modo i soggetti che ne presero parte.
Il personaggio più importante è senza ombra di dubbio il comandante della Lega Santa: Don Juan d’Austria. «Un uomo di fede, un libertino sfrenato, un grande carisma» lo definisce Leoni. Prima dello storico scontro con i turchi, il condottiero della Lega Santa minacciò d’impiccagione tutti coloro che avessero pronunciato bestemmia. «L’imprecazione avrebbe significato mettere in dubbio il fondamento della riuscita della battaglia: combattere su quelle navi strette dove la possibilità di morire era quasi certa non poteva aver luogo senza un atto di fede».
Il fatto ironico fu che, immediatamente dopo quest’ordine, Don Juan improvvisò con i suoi più vicini seguaci una “gagliarda“: una sorta di ballo erotico, «una lambada del tempo» la definisce Leoni. E, terminata la danza, passò davanti alle navi con la croce.
Una delle caratteristiche di Don Juan d’Austria risiedeva nel rapporto con l’universo femminile. Aveva donne in ogni dove e pare avesse avuto una relazione anche con la regina Margot, moglie di Enrico IV di Francia: un vero e proprio sciupafemmine, «giovane e di belle sembianze, dotato di un grande carisma e un’eccezionale capacità di mediazione».
L’altro grande personaggio fu papa Pio V. Fu grazie a questo pontefice che nacque la Lega Santa, perché la sua lungimiranza comprese che la vittoria dei turchi avrebbe significato un profondo cambiamento culturale, religioso e politico all’interno del continente europeo. Fu così che si mosse per mettere insieme forze fra di loro non così amiche: i veneziani, gli spagnoli, i genovesi, il granducato di Toscana, il Ducato di Savoia, il Ducato D’Urbino, i Cavalieri di Malta e, naturalmente, Roma. Ma l’altra grande intuizione di Pio V fu quella d’affidarsi alla Madre di Cristo: Maria, a cui la Chiesa in questa data celebra per ringraziamento della vittoria sui turchi la memoria della Beata Vergine del Rosario. Durante la battaglia, sulla nave di Andrea Doria, fu usato come vessillo l’immagine della Virgen de Guadalupe.
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