
Diplomazia e demagogia nell’età dell’informazione

Ha ragione Paolo Soave: il presente ci dà più di una ragione per rimpiangere la visione realista del sistema internazionale di Hans Morgenthau, anarchico e basato sull’equilibrio del potere. Oggi è stata rimpiazzata da congetture empiriste, di dubbio valore filosofico, che ricordano gli obiettivi del Risiko: «controllare la totalità di Europa ed Asia», «distruggere le armate rosse» e così via. Tra le ragioni addotte per la fine della grande diplomazia, almeno una è interessante e problematica al tempo stesso: la centralità della comunicazione e il controllo dell’opinione pubblica sulle scelte politiche in ambito internazionale. La diplomazia, l’arte del negoziato, la sintesi tra interessi in conflitto, richiedono tutte una certa riservatezza.
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