
Performer, ancelle e attivisti in delirio per l’aborto in America

«Sto uccidendo i bambini. Se Dio ha ucciso suo figlio, perché io non posso?». La settimana di “azioni contro le chiese” degli abortisti è iniziata sabato scorso, davanti alla cattedrale di Saint Patrick, a New York, con la performance di Crackhead Barney, sedicente “artista” solita seminare caos e interviste sfoggiando seno e fondoschiena e sbeffeggiando trumpisti, no vax, poliziotti, politici e maschi bianchi su Tik Tok.
Fracassare bambolotti, la performance pro-aborto
E così, capitanando i cortei degli attivisti pro-aborto, la performer ha deciso di inscenare una interruzione di gravidanza tra grida sguaiate («Grazie a Dio per l’aborto»), colpi di tamburo e cori fuori da Saint Patrick, fracassando a terra la testa di una fila bambolotti partoriti da un finto pancione e legati da un cordone ombelicale di stracci. Dopo di che, armata di altoparlante, si è scagliata contro un piccolissimo gruppo di attivisti pro-vita disposti a cordone della chiesa, deridendoli e vorticando in aria i bambini-bambolotti “abortiti”. Intorno, affissi sui cancelli della chiesa e branditi dagli attivisti, gli striscioni: “L’aborto è un dono”, “Le leggi contro l’aborto ci ammazzano”, “Riposa in pace Gesù, ucciso da quello sfaticato woke di tuo padre”.
Truly disgusting and evil! Pro-abortion leftists mock Jesus, and the Priest of this church. NY This looks like a scene out of Sodom & Gomorrah. So blood thirsty to kill babies. pic.twitter.com/RS9XLiH0Sr
— LEXIT (@LexitMovement1) May 8, 2022
Ed è stato solo l’inizio. Se al grido «non fiori, ma aborti» la stampa liberal si è preoccupata di affossare con bislacchi ragionamenti la festa della mamma, al grido «sei estremisti cattolici hanno deciso di rovesciare Roe», gli attivisti di tutta America si sono occupati, il week-end scorso, di fare la festa a fedeli e giudici colpevoli di avere apposto la firma sulla bozza dell’ormai famigerato parere della maggioranza della Corte Suprema divulgato da Politico (“La Corte Suprema ha votato per revocare il diritto all’aborto”).
I picchetti sotto casa dei giudici, la molotov al Cav
L’intimidazione è un reato federale, nonostante questo, pubblicati online gli indirizzi dei sei togati conservatori, folle di contestatori hanno risposto agli appelli dei gruppi pro-choice Ruth Sent Us (lo stesso che ha promesso su Twitter di bruciare l’Eucarestia) e di ShutDown Dc, marciando e organizzando picchetti davanti alle abitazioni private del giudice Samuel Alito (trasferito con la famiglia in un luogo segreto e inserito in un programma di protezione, scrive Breitbart), di Brett Kavanaugh e di John Roberts.
A Madison, nel Wisconsin, la sede di un’organizzazione pro-vita – la Wisconsin Family Action – è stata data alle fiamme. Nel rapporto della polizia si legge che l’incendio è stato appiccato in seguito al lancio di una molotov all’interno dell’edificio che non è esplosa. Le scritte con cui è stata imbrattata la facciata esterna dicevano: “Se gli aborti non sono sicuri, non lo sei nemmeno tu”. «Di più. Possano queste persone non conoscere mai un momento di pace o sicurezza finché non marciscono sotto terra», ha twittato la giornalista liberal Caroline Reilly.
Le ancelle pro-aborto interrompono la messa
A Denton, in Texas, il centro di aiuto alla vita Loreto House è stato deturpato con le scritte “Non è una clinica” e “La gravidanza forzata è un omicidio”. A Los Angeles, la messa domenicale delle 10 nella Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli è stata interrotta alla Comunione da una processione di “ancelle” dell’aborto con le caratteristiche cuffie bianche e i mantelli rossi ispirati al romanzo distopico di Margaret Atwood.
https://twitter.com/JoeBukuras/status/1523470203362758656
Sabato, la facciata della parrocchia di St. John XXIII a Fort Collins, in Colorado, dove l’aborto è consentito fino alla nascita e l’arcidiocesi ha già denunciato almeno 30 episodi di vandalismo, distruzione di proprietà e furto dal febbraio 2020, è stata imbrattata con vernice rossa e slogan “My Body My Choice”. La mano sembra la stessa di chi, la sera del 3 maggio – e dello scoop di Politico -, ha imbrattato quella del Sacro Cuore di Maria nella vicina Boulder con le scritte “My Body My Choiche” ma anche “F* You”, “F the Church,” “F** the State”. La notte del 9 maggio è stato trafugato il tabernacolo di una chiesa a Katy, in Texas, e vandalizzata la sede della First Care Women’s Health di Manassas, un centro di aiuto alla vita in Virginia, con la scritta: “L’aborto è un diritto”. Tiepide, mentre fioccavano segnalazioni e allerte “pericolo per le funzioni”, le prese di posizione della Casa Bianca, che ad ogni condanna di violenza ricordava che manifestare è un diritto.
Il cattolico adulto Biden e una domanda ai democratici
Difendendo la Roe V. Wade Biden, il cattolico adulto Biden (cattolico adulto che non esiste) ha affermato che nessuna religione tra quelle principali sa o ha mai preteso di sapere e spiegare quando inizia una vita umana. In altre parole, Biden è riuscito ancora una volta nell’incredibile impresa di mandare a ramengo vent’anni di dichiarazioni sulle sue convinzioni religiose e il suo credo nella scienza e nella salute riproduttiva affermando di non credere all’unica cosa sui cui fede, scienza e riproduzione convergono: la vita inizia dal concepimento. Non l’ha deciso il Vangelo e non lo sostiene un governatore del Texas o un giudice della Corte Suprema, ed è anche imbarazzante ricordare cosa abbia stabilito la natura e spieghi la scienza, cioè che con la fertilizzazione inizia un nuovo organismo vivente, che appartiene alla nostra specie.
Più interessante sarebbe capire piuttosto, come sottolinea il Wsj, «quando i democratici credono che la vita inizi? Al concepimento? In corso? Alla nascita? Dopo la nascita? Non lo diranno. Ancora più sconcertante, i giornalisti non glielo chiederanno». Meglio dedicare editoriali, come questo del Nyt, alla Corte Suprema, “strumento di oppressione” e strumento di potere dei repubblicani per “prevalere sulla maggioranza” e affossare la civiltà. Quella che fracassa a terra la testa di bambini-bambolotti gridando davanti alle chiese cattoliche «se Dio ha ucciso suo figlio, perché non posso farlo io?».
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