Performer, ancelle e attivisti in delirio per l’aborto in America

Di Caterina Giojelli
11 Maggio 2022
«Se Dio ha ucciso suo figlio, perché io non posso?», «dovete marcire sotto terra», «RIP Gesù, ucciso da quel woke di tuo padre». La marcia dei pro-choice davanti alle case dei giudici e contro le chiese cattoliche
La performance pro-aborto di Crackhead Barney davanti alla basilica di St. Patrick, a New York
La performance pro-aborto di Crackhead Barney davanti alla basilica di St. Patrick, a New York (foto Ansa)

«Sto uccidendo i bambini. Se Dio ha ucciso suo figlio, perché io non posso?». La settimana di “azioni contro le chiese” degli abortisti è iniziata sabato scorso, davanti alla cattedrale di Saint Patrick, a New York, con la performance di Crackhead Barney, sedicente “artista” solita seminare caos e interviste sfoggiando seno e fondoschiena e sbeffeggiando trumpisti, no vax, poliziotti, politici e maschi bianchi su Tik Tok.

Fracassare bambolotti, la performance pro-aborto

E così, capitanando i cortei degli attivisti pro-aborto, la performer ha deciso di inscenare una interruzione di gravidanza tra grida sguaiate («Grazie a Dio per l’aborto»), colpi di tamburo e cori fuori da Saint Patrick, fracassando a terra la testa di una fila bambolotti partoriti da un finto pancione e legati da un cordone ombelicale di stracci. Dopo di che, armata di altoparlante, si è scagliata contro un piccolissimo gruppo di attivisti pro-vita disposti a cordone della chiesa, deridendoli e vorticando in aria i bambini-bambolotti “abortiti”. Intorno, affissi sui cancelli della chiesa e branditi dagli attivisti, gli striscioni: “L’aborto è un dono”, “Le leggi contro l’aborto ci ammazzano”, “Riposa in pace Gesù, ucciso da quello sfaticato woke di tuo padre”.

Ed è stato solo l’inizio. Se al grido «non fiori, ma aborti»  la stampa liberal si è preoccupata di affossare con bislacchi ragionamenti la festa della mamma, al grido «sei estremisti cattolici hanno deciso di rovesciare Roe», gli attivisti di tutta America si sono occupati, il week-end scorso, di fare la festa a fedeli e giudici colpevoli di avere apposto la firma sulla bozza dell’ormai famigerato parere della maggioranza della Corte Suprema divulgato da Politico (“La Corte Suprema ha votato per revocare il diritto all’aborto”).

I picchetti sotto casa dei giudici, la molotov al Cav

L’intimidazione è un reato federale, nonostante questo, pubblicati online gli indirizzi dei sei togati conservatori, folle di contestatori hanno risposto agli appelli dei gruppi pro-choice Ruth Sent Us (lo stesso che ha promesso su Twitter di bruciare l’Eucarestia) e di ShutDown Dc, marciando e organizzando picchetti davanti alle abitazioni private del giudice Samuel Alito (trasferito con la famiglia in un luogo segreto e inserito in un programma di protezione, scrive Breitbart), di Brett Kavanaugh e di John Roberts.

A Madison, nel Wisconsin, la sede di un’organizzazione pro-vita – la Wisconsin Family Action – è stata data alle fiamme. Nel rapporto della polizia si legge che l’incendio è stato appiccato in seguito al lancio di una molotov all’interno dell’edificio che non è esplosa. Le scritte con cui è stata imbrattata la facciata esterna dicevano: “Se gli aborti non sono sicuri, non lo sei nemmeno tu”. «Di più. Possano queste persone non conoscere mai un momento di pace o sicurezza finché non marciscono sotto terra», ha twittato la giornalista liberal Caroline Reilly.

Le ancelle pro-aborto interrompono la messa

A Denton, in Texas, il centro di aiuto alla vita Loreto House è stato deturpato con le scritte “Non è una clinica” e “La gravidanza forzata è un omicidio”. A Los Angeles, la messa domenicale delle 10 nella Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli è stata interrotta alla Comunione da una processione di “ancelle” dell’aborto con le caratteristiche cuffie bianche e i mantelli rossi ispirati al romanzo distopico di Margaret Atwood.

https://twitter.com/JoeBukuras/status/1523470203362758656

Sabato, la facciata della parrocchia di St. John XXIII a Fort Collins, in Colorado, dove l’aborto è consentito fino alla nascita e l’arcidiocesi ha già denunciato almeno 30 episodi di vandalismo, distruzione di proprietà e furto dal febbraio 2020, è stata imbrattata con vernice rossa e slogan “My Body My Choice”. La mano sembra la stessa di chi, la sera del 3 maggio – e dello scoop di Politico -, ha imbrattato quella del Sacro Cuore di Maria nella vicina Boulder con le scritte “My Body My Choiche” ma anche “F* You”, “F the Church,” “F** the State”. La notte del 9 maggio è stato trafugato il tabernacolo di una chiesa a Katy, in Texas, e vandalizzata la sede della First Care Women’s Health di Manassas, un centro di aiuto alla vita in Virginia, con la scritta: “L’aborto è un diritto”. Tiepide, mentre fioccavano segnalazioni e allerte “pericolo per le funzioni”, le prese di posizione della Casa Bianca, che ad ogni condanna di violenza ricordava che manifestare è un diritto.

Il cattolico adulto Biden e una domanda ai democratici

Difendendo la Roe V. Wade Biden, il cattolico adulto Biden (cattolico adulto che non esiste) ha affermato che nessuna religione tra quelle principali sa o ha mai preteso di sapere e spiegare quando inizia una vita umana. In altre parole, Biden è riuscito ancora una volta nell’incredibile impresa di mandare a ramengo vent’anni di dichiarazioni sulle sue convinzioni religiose e il suo credo nella scienza e nella salute riproduttiva affermando di non credere all’unica cosa sui cui fede, scienza e riproduzione convergono: la vita inizia dal concepimento. Non l’ha deciso il Vangelo e non lo sostiene un governatore del Texas o un giudice della Corte Suprema, ed è anche imbarazzante ricordare cosa abbia stabilito la natura e spieghi la scienza, cioè che con la fertilizzazione inizia un nuovo organismo vivente, che appartiene alla nostra specie.

Più interessante sarebbe capire piuttosto, come sottolinea il Wsj, «quando i democratici credono che la vita inizi? Al concepimento? In corso? Alla nascita? Dopo la nascita? Non lo diranno. Ancora più sconcertante, i giornalisti non glielo chiederanno». Meglio dedicare editoriali, come questo del Nyt, alla Corte Suprema, “strumento di oppressione” e strumento di potere dei repubblicani per “prevalere sulla maggioranza” e affossare la civiltà. Quella che fracassa a terra la testa di bambini-bambolotti gridando davanti alle chiese cattoliche «se Dio ha ucciso suo figlio, perché non posso farlo io?».

 

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