Decadenza Berlusconi. Giunta: prevale il voto palese

Di Chiara Rizzo
30 Ottobre 2013
La riunione di giunta che deve decidere sul regolamento di voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi si è appena conclusa. Il voto potrebbe esserci a metà novembre. Salta il pranzo tra Berlusconi e ministri Pdl

Decadenza di Berlusconi: meglio il voto palese o segreto? È intorno a questo “busillis” tecnico che la Giunta per il regolamento del Senato si è riunita stamattina, dato che ieri al quesito non si è riusciti a dare una risposta definitiva nemmeno in seduta notturna. È prevalsa l’opzione per il voto palese, sebbene sia prassi parlamentare prevedere la segretezza quando oggetto del voto sia una persona. Il voto in Aula dovrebbe essere calendarizzato per il 15 novembre. Decisiva è risultata la presa di posizione della senatrice Linda Lanzillotta (Scelta Civica), che, dopo aver tergiversato, ha optato per tale scelta.

I MOTIVI DELLO SCONTRO. La legge Severino prevede l’incandidibilità per sei anni del parlamentare che riporta una sentenza di condanna penale definitiva. Ieri già subito dopo l’avvio dei lavori a palazzo il Pdl ha chiesto fermamente la sospensione dei lavori, dopo che la Corte d’appello di Milano ha pubblicato le motivazioni della sentenza con cui riduce a due anni (da cinque iniziali) l’interdizione dai pubblici uffici a Berlusconi, condannato in via definitiva per frode fiscale. Francesco Nitto Palma ha sottolineato che nelle motivazioni i giudici milanesi definiscono «l’incandidibilità una sanzione amministrativa» e di conseguenza la legge Severino è «irretroattiva» e per il Pdl «Questo assume rilievo se non per la decisione della giunta almeno per un approfondimento». La linea è condivisa da tutti i dirigenti del Pdl, e ieri sera anche il capogruppo dei deputati Pdl, Renato Brunetta ha insistito: «Si devono interrompere i lavori della giunta del regolamento e il presidente Grasso si deve assumere la responsabilità di quello che sta avallando: il non rispetto delle regole».

LA POSIZIONE DEL PD. Ma la lettura delle motivazioni della sentenza Berlusconi è radicalmente diversa secondo il Pd. Come ha spiegato il senatore Felice Casson, «la Corte d’appello di Milano non ha assolutamente scritto che la decadenza sarebbe una sanzione amministrativa, anzi ha ribadito quanto ha già motivato più volte dalla Corte costituzionale fin dal 1994, dalla Cassazione e dal Consiglio di Stato, anche nel 2013, e cioè che l’istituto della decadenza è perfettamente costituzionale e che attiene allo status giuridico di qualsiasi condannato per reati gravi». Nel testo delle motivazioni si legge più in generale che “il presupposto” per applicare la condanna accessoria della incandidibilità (a prescindere, secondo i giudici milanesi, dalla legge Severino) è “la condanna penale definitiva”, come quella che ha riportato Berlusconi e tanto basterebbe.

RENZI CHIEDE IL VOTO PALESE. In un videoforum per il quotidiano il Messaggero Matteo Renzi ha spiegato che «Sono per il voto palese sulla decadenza di Berlusconi, se questo può servire a fare in modo che ogni senatore si assuma la sua responsabilità».

GRILLO CONTRO IL VOTO SEGRETO. Ieri sul tema è intervenuto anche il leader del Movimento cinque stelle Beppe Grillo che ha dichiarato «È una vergogna l’ipotesi che noi possiamo fare una cosa diversa» dal voto palese. Tuttavia per Grillo non occorrerebbe ulteriore tempo per chiarire i nodi della vicenda, perché «Loro (il Pdl, ndr.) rubano tempo se si va al 20 novembre. Nessuno di noi vuole la testa di nessuno, ma qui si gioca la testa del Paese».

BERLUSCONI: «MACCHIA SULLA DEMOCRAZIA». «Il voto sulla mia decadenza sarebbe una macchia sulla democrazia italiana»: lo ha scritto lo stesso Silvio Berlusconi in una lettera a l giornalista Bruno Vespa per il suo ultimo libro. Prosegue Berlusconi: «Una macchia destinata a restare nei libri di storia: il leader di centrodestra escluso così, con una sentenza politica che è il contrario della realtà, perché non si riesce a batterlo nelle urne».

SALTA IL PRANZO CON I MINISTRI. Saltato il pranzo a Palazzo Grazioli tra Berlusconi e i ministri del Pdl. Nunzia De Girolamo, ministro dell’Agricoltura, stamattina ha espresso la sua posizione: «Noi ci siamo espressi sul Governo, il 2 ottobre, ma ciò non ci impedisce di fare delle lotte che riteniamo giuste. Basti vedere ciò che sta succedendo nel dibattito su voto segreto o palese, con una decisione che in realtà è palesemente contra personam, contro Silvio Berlusconi».

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.