
Dalla Casta alla brace. I grillini fanno politica «dopo essere stati un giorno a Woodstock»
Nelle regioni del Centro lo tsunami grillino si è abbattuto più forte che nel resto d’Italia. Cosa faranno adesso gli eletti del Movimento 5 stelle? Nei video messi in rete per presentare la loro candidatura i temi affrontati sono gli stessi per tutti: ecologia progressista, no Tav ed eliminazione delle opere destinate alle infrastrutture, dominio del settore pubblico come unico fornitore di sevizi e conseguente azzeramento delle realtà nate dall’iniziativa privata, stop alle spese militari e così via. Alcuni hanno posto l’accento sulla questione ambientale, altri sull’importanza di individuare la “sporcizia” presente nella classe politica, ma tutti sono sembrati in linea con le idee di Beppe Grillo.
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COPPETTE. Tra gli onorevoli che siederanno in Parlamento c’è Federica Daga, assieme alle sue coppette mestruali e i detersivi al limone. Sulla stessa linea anche Marta Grande da Civitavecchia, per cui la «stella dell’ambiente è già stata svenduta abbastanza». Punta «all’agroecologia» l’onorevole Adriano Zaccagnini, accompagnato dal suo cane, per cui «il cibo sano non può essere privilegio dei ricchi». E propone una teoria che prende il nome di «sviluppo della sovranità alimentare».
SBATTEZZATO. Merita attenzione «l’ambientalista, animalista, vegano e sbattezzato» Paolo Bernini, eletto in Emilia Romagna: uno studente di 25 anni che di professione «fa domande scomode ai politici» e per cui «la Chiesa deve smettere di negare i diritti civili alle persone» per concludere che «alla fine il vero potere ce l’hanno le banche e sono loro che ci governano». La capolista dell’Emilia Romagna, Giulia Sarti, ha un sogno: «Portare in Parlamento quel fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza e della contiguità». Nella regione di Bersani la seconda parlamentare eletta, Mara Mucci, ci tiene a sottolineare la sua esperienza: «Ho fatto sport a livello agonistico, quindi so cosa vuol dire fare sacrifici per avere risultati».
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WOODSTOCK. Degna di nota l’origine dell’attività politica del senatore abruzzese Gianluca Castaldi: «Ho portato mia figlia di un mese a Woodstock ed è stata una delle giornate più belle della mia vita. Da quel momento mi è nata la voglia di fare una lista». Il parlamentare non fa mancare qualche critica “costruttiva” al movimento grillino definendolo «troppo democratico». Significativi i dieci minuti di sfogo della senatrice Sara Paglini: «Non ce la faccio più a vedere coloro che ci governano parlare di numeri. Propongo un premier poeta o filosofo» perché ciò che sta a cuore alla neo eletta è «che tutte le persone la mattina non sentano la fatica di esistere».
NOMOS. Molto più deciso il deputato Andrea Colletti, per cui «la sanità pubblica è l’unico modo per far sentire meglio le persone e bisogna vietare i finanziamenti alla scuola privata perché è contro la Costituzione». Il reperimento fondi per l’onorevole è di facile attuazione, basta «bloccare la Tav, non comprare più gli aerei militari, togliere le province». Da non dimenticare anche la lotta alla corruzione. Tiziana Ciprini, eletta alla Camera nella regione Umbria ha una certezza: «Generare i nativi partecipativi dopo i nativi digitali». Donatella Agostinelli, invece, spiega il suo esserci «dal canile al cambiamento del mondo». Lei, che ha «studiato il nomos», può.
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2 commenti
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Roba da chiodi. Dal canile al cambiamento del mondo: poveri cani …. le vere vittime di questa accozzaglia di teste vuote.
povera Italia dai fasti degli anni del boom (50-60) alla miseria, al governo dei pazzi e alla guerra civile di oggi, ad opera della sinistra comunista e non