
Croazia, Benedetto XVI sulla famiglia: «Non cedete alla mentalità secolarizzata»
Ieri è terminata la visita del Papa in Croazia, cominciata sabato. Benedetto XVI, durante la Messa celebrata domenica davanti a 300 mila cattolici e parlando sabato a Zagabria, ha fatto un affondo sul valore della famiglia a partire dalla coscienza umana, «fondamentale per una società libera e giusta». Secondo il Santo Padre, la modernità la intende in modo errato, riducendola ad «ambito del soggettivo, in cui si relegano la religione e la morale». In realtà la coscienza è una, è luogo «dell’ascolto della verità e del bene, (…) forza contro ogni dittatura». Se non si guarda la coscienza così, ha ammonito Benedetto XVI, «l’Europa è destinata all’involuzione» nell’impossibilità di trovare fondamenta comuni su cui costruire la società.
Così sta avvenendo per la famiglia, «cellula fondamentale» della società. «La disgregazione della famiglia», ha detto papa Ratzinger, avviene quando «si assolutizza una libertà senza impegno per la verità, e si coltiva come ideale il benessere individuale, quando si riduce l’amore a emozione sentimentale e a soddisfazione di pulsioni istintive, senza impegnarsi a costruire legami duraturi di appartenenza reciproca e senza apertura alla vita». Perciò, è a partire dalla famiglia cristiana, «segno speciale della presenza e dell’amore di Cristo», che occorre «contrastare la mentalità moderna».
Benedetto XVI ha così ricordato ai cattolici che vivere la famiglia cristiana è «affermare l’intangibilità della vita umana dal concepimento fino alla sua morte naturale, il valore unico e insostituibile della famiglia fondata sul matrimonio e la necessità di provvedimenti legislativi che sostengano le famiglie nel compito di generare e educare». Il Papa ha anche invitato i fedeli a vivere una politica che non sia «falsamente neutra, ma ricca di contenuti umani con un forte spessore etico», perché è così che «i laici sono chiamati a spendere la loro formazione, guidati dai principi della dottrina sociale della Chiesa».
Richiamando a una fede che non può essere soggettiva né slegata dalla vita, sottolineando che i valori che nascono dal cristianesimo illuminano la morale naturale di ogni uomo, Benedetto XVI ha continuato: «Non cedete a quella mentalità secolarizzata che propone la convivenza come preparatoria, o addirittura sostitutiva del matrimonio! Mostrate con la vostra testimonianza di vita che è possibile amare, come Cristo, senza riserve, che non bisogna aver timore di impegnarsi per un’altra persona! Gioite per la paternità e la maternità! L’apertura alla vita è segno di apertura al futuro, di fiducia nel futuro, così come il rispetto della morale naturale libera la persona, anziché mortificarla!».
Nel discorso, lo ha seguito con grande coraggio il vescovo Valter Zupan, presidente per la famiglia della Conferenza episcopale croata, che ha ricordato, salutando papa Benedetto XVI, «che abbiamo il diritto che coloro che ci governano favoriscano la vita e che finalmente si riveda la legge sull’interruzione della vita umana, e che non si chiami progresso ciò che conduce alla morte».
Temi, quelli toccati da Benedetto XVI e i vescovi croati, che hanno molto da dire anche all’Italia, dopo che nelle scorse elezioni amministrative ha fatto discutere la scelta di membri della Chiesa, consacrati e laici, di schierarsi apertamente a favore di coalizioni che propugnano la mentalità progressista criticata dal Papa.
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