Un cristiano su sette nel mondo viene perseguitato per la sua fede

Di Leone Grotti
18 Gennaio 2023
Secondo la World Watch List 2023 di Open Doors, sono 360 milioni i cristiani perseguitati nel mondo. Nell'ultimo anno, 5.621 fedeli sono stati uccisi, l'89 per cento dei quali in Nigeria. La Corea del Nord è il paese più pericoloso, seguito da Somalia e Yemen
La World Watch List 2023, la mappa dei cristiani perseguitati di Open Doors

Un cristiano su sette nel mondo, oltre 360 milioni, subisce un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede. È il dato chiave della World Watch List 2023, il rapporto annuale di Open Doors che da trent’anni monitora la condizione dei cristiani perseguitati nel mondo. Lo Stato dove il livello di persecuzione è più alto è ancora una volta la Corea del Nord, mentre preoccupa sempre di più la Nigeria, il paese dove viene ucciso l’89% dei cristiani di tutto il mondo.

Cosa deve fare l’Italia

Il rapporto è stato presentato mercoledì alla Camera dei Deputati su iniziativa dell’onorevole Andrea Delmastro delle Vedove, Sottosegretario di Stato alla Giustizia e Presidente dell’Intergruppo per la tutela della libertà religiosa dei cristiani nel mondo. Secondo Delmastro «l’Italia deve continuare a lavorare, senza indugi, per promuovere la libertà religiosa dei cristiani nel mondo. L’islamismo integralista radicale vuole cacciare i cristiani dal Medio Oriente perché vuole far dimenticare che è lì che il cristianesimo muove i primi passi. Dobbiamo dare una nuova prospettiva alla cooperazione internazionale, potenziando il fondo che già avevamo ottenuto nella scorsa legislatura per finanziare progetti a sostegno del diritto delle minoranze cristiani a non lasciare la terra dei loro padri perché oppressi dalla serpe islamista come nella Piana di Ninive. E poi basta con questa ipocrisia tipicamente occidentale per cui facciamo trattatati bilaterali a difesa di ogni più o meno qualificato diritto, salvo poi dimenticare che certe nazioni non consentono a ciascuno di pregare il proprio dio, non consentano alle donne la libertà di scegliere se indossare o meno un velo o che magari consentono la mutilazione genitale come pratica religiosa».

Ogni giorno vengono uccisi 15 cristiani

L’anno scorso, si legge nel rapporto, sono stati uccisi 5.621 cristiani, 15 al giorno, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente (5.898). Sono invece 2.110 le chiese o gli edifici cristiani attaccati (la metà dei quali in Cina), 4.542 i fedeli arrestati e 5.259 quelli rapiti (la stragrande maggioranza dei quali in Nigeria).

La Nigeria si conferma l’epicentro del massacro di cristiani: nel paese più popoloso e ricco dell’Africa, infatti, sono stati uccisi 5.014 cristiani contro i 4.650 dell’anno scorso. Sono numerose le cause che portano a una situazione così allarmante: da un lato il terrorismo islamico (Boko Haram e Iswap) che funesta il nord del paese, dall’altro le azioni terroristiche dei pastori Fulani, che attaccano le popolazioni agricole cristiane, infine la situazione di caos e anarchia che predomina in larghe parti del paese, dove bande armate rapiscono gruppi di cristiani per ottenere un riscatto.

Non va dimenticato che uno degli attacchi più gravi contro i cristiani del 2022 è avvenuto proprio in Nigeria, dove il giorno di Pentecoste un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nella chiesa di St Francis, a Owo, nella diocesi di Ondo, uccidendo almeno 40 fedeli durante la messa.

Aumentano i cristiani perseguitati nel mondo

Tra i circa 100 paesi monitorati da Open Doors, aumenta la persecuzione in termini assoluti, con 76 paesi dove si verifica un livello alto, molto alto o estremo di persecuzione. Negli ultimi 10 anni, secondo il punteggio assegnato dal team di ricerca, il livello di violenza e discriminazione è cresciuto dai 3019 punti del 2014 ai 3683 del 2023.

In generale, a subire un livello allarmante di persecuzione è un cristiano su cinque in Africa, due su cinque in Asia e uno su 15 in America Latina.

Dalla Corea del Nord al Pakistan all’Afghanistan

La Corea del Nord è il paese più pericoloso dove essere cristiano, ma nella top ten rientrano anche in ordine di gravità: Somalia, Yemen, Eritrea, Libia, Nigeria, Pakistan, Iran, Afghanistan e Sudan.

In tutti questi paesi, oltre alla violenza fisica, i cristiani subiscono livelli alti di discriminazione sul lavoro, in termini di ristretto accesso a sanità e istruzioni, sotto forma di pressioni e minacce per rinunciare alla propria fede, negazione di soccorso in caso di calamità e burocrazia che impedisce l’autorizzazione a costruire chiese.

Jihadismo, controllo digitale, autoritarismo

Tra le principali cause della persecuzione si annoverano: la violenza jihadista, specie nell’Africa Sub-Sahariana, il modello cinese di sviluppo economico senza diritti – “copiato” da paesi come Russia, India e Azerbaigian) – e il controllo sempre più digitalizzato delle comunità cristiane sperimentato su larga scala in Cina durante la pandemia di Covid-19, la deriva autoritaria di molti paesi soprattutto in America Latina (Cuba, Venezuela, Nicaragua) e la pressione costante soprattutto da parte della maggioranza musulmana a danno delle comunità cristiane in Medio Oriente.

Come nota Cristian Nani, direttore di Open Doors Italia, «oltre a tanta sofferenza assistiamo però a un miracolo: la rinuncia alla vendetta, alla rappresaglia, da parte dei cristiani. Se la risposta fosse proporzionale, oggi saremmo di fronte a una catastrofe inarrestabile», soprattutto in Africa.

Articolo aggiornato giovedì 19 gennaio

@LeoneGrotti

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