Cristiani perseguitati in India. Nei villaggi e al cinema

Di Redazione
17 Giugno 2013
Gruppi indù hanno cacciato le famiglie cristiane dal Paese, occupato chiese e aggredito gruppi di preghiera. Intanto produzioni bollywoodiane offendono Gesù e il Rosario

tratto da Zenit.org – Non c’è pace per i cristiani in India. Nel Maharashtra, uno degli Stati più ricchi e sviluppati del Paese, dove ha sede la “capitale finanziaria” Mumbai, le persecuzioni contro i seguaci di Cristo aumentano: famiglie cacciate dai villaggi; progetti per la costruzione di chiese bloccati; luoghi di culto e gruppi di preghiera attaccati.
Come riferisce all’agenzia AsiaNews il Global Council of Indian Christians (Gcic), in una nota ripresa dalla Radio Vaticana, si tratta di “un trend in crescita e preoccupante”. Il Gcic inoltre conferma che da oltre due mesi giungono richieste d’aiuto di alcuni gruppi cristiani, presi di mira dalle comunità indù locali, in particolare nel distretto di Yavatmal. Una notizia inaspettata, dal momento che accade raramente che le comunità cristiane e cattoliche nello Stato vengano aggredite.
Secondo testimonianze del Gcic, uno dei villaggi più colpiti è quello di Pandahrewani: da alcuni mesi gli abitanti indù, incitati all’odio interreligioso da gruppi locali di fondamentalisti indù, hanno vietato ai cristiani di praticare la loro religione dentro il villaggio, impedendogli anche di costruire una piccola chiesa e invitandoli ad abbandonare la zona.
Durante la festa indù del Hanuman Jayanthi, lo scorso 25 aprile, inoltre, centinaia di indù hanno distrutto una chiesa locale, praticando una cerimonia in segno di sfregio e riempiendola di idoli induisti. Nello stesso Paese, il 6 giugno scorso, oltre 20 persone hanno occupato il terreno di alcuni cristiani. Al tentativo dei fedeli di denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine, per tutta risposta, il “capo” dell’occupazione, tale Bapurai Dhadange, un indù, insieme ai suoi seguaci ha denunciato a sua volta i cristiani con l’accusa di praticare conversioni forzate. La polizia, per non arrestare i fedeli, ha però estorto loro dei soldi.

Le persecuzioni e le offese contro la comunità cristiana si rintracciano anche nel mondo del cinema e dello spettacolo. Recentemente si è parlato di due casi di “Bollywood blasfema” che hanno generato forti proteste da parte dei fedeli indiani.
Il primo riguarda la scena del film Policegiri in cui una modella seminuda esibisce, in pose seduttive, un Rosario al collo la cui Croce arriva fino al ventre. L’altro caso è relativo ad un intero film in lingua malayam (la lingua dello stato del Kerlaa) che vuole “smontare” la divinità di Gesù Cristo e rinnegarla.
Dei due esempi di blasfemia cinematografica ne riferisce la Ong Catholic Secular Forum (Csf) all’agenzia Fides, affermando che “non è a prima volta che produttori e registi della grande industria cinematografica indiana giocano con i sentimenti religiosi dei cristiani”.
La Ong – dedicata all’accoglienza di fedeli cattolici e cristiani di altre confessioni – ha scritto ai produttori del film e al Consigli per la Censura protestando per “l’inaccettabile uso improprio dei simboli religiosi cristiani” da parte della modella, dal momento che “il Rosario è un oggetto sacro per i fedeli cattolici, con cui pregano la Vergine Maria e ricordano la vita di Gesù Cristo”, come ha dichiarato il responsabile del Csf.

Il film su Gesù, dal titolo Pithavinum Puthranum (“Nel nome del Padre e del Figlio”), opera del regista T. Deepesh, racconta invece la storia di Cristo come uomo, negandone la divinità. In esso, si narra anche di una relazione d’amore e passione in un convento di suore. Secondo i fedeli, nel film sono presenti “atteggiamenti offensivi e immagini dispregiative verso il cristianesimo”. Pertanto, afferma la comunità cristiana, esso “non va diffuso”.

L’affermazione è stata accolta, nei giorni scorsi, dal Consiglio per la censura, ovvero l’organismo che analizza e monitora i film in India prima della loro diffusione al pubblico. Il Consiglio non ha infatti rilasciato l’autorizzazione necessaria per la proiezione della pellicola, in quanto – hanno sottolineato i membri – nonostante ripetuti tagli già operati, il film “contiene tuttora violazioni alle disposizione vigenti” che tutelano la morale, la cultura e la religione.

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5 commenti

  1. Giovanna Jacob

    Chissà quante di queste persone che nei loro paesi abituate alla prevaricazione e alla violenza contro i cristiani poi vengono qui come clandestini, ottengono casa popolare e sussidi dai comuni e rendono la vita impossibile ai vicini italiani. Già, ma agli intellettuali terrazzari radical-chich tipo La grande bellezza che gli frega se gli stranieri rovinano la vita alla gente che abita in periferia? Loro se ne stanno tranquilli nei loro attici a fare discorsi politicamente corretti sulle sorti magnifiche e progressive della società multietnica. Leggersi questa confessione di un ex comunista britannico: negli anni Settanta abbiamo favorito l’immigrazione di massa perché volevamo esplicitamente distruggere la società e le sue tradizioni.

    http://hitchensblog.mailonsunday.co.uk/2013/04/how-i-am-partly-to-blame-for-mass-immigration.html

  2. TtoTM

    Il bello è che i “panciapiena” occidentali si travestono da guru e spacciano le religioni orientali per il non-plus-ultra della tolleranza e del pacifismo mentre sono di una ferocia e di un integralismo cruento.

    Basta vedere come si sono comportati con l’opera di Madre Teresa di Calcutta…la quale comunque (per rispondere al dott. Sarti…è stata protetta da Dio 🙂

    Si legga a proposito l’interessantissimo saggio:

    “Contro il buddismo”
    Il volto oscuro di una religione arcana.

    di Roberto Dal Bosco

    Un testo controcorrente che ha il coraggio di smascherare i “common places” sulle religioni dei miliardari annoiati occidentali.

    🙂

    1. Emanuele

      Non mi pare che Madre Teresa fosse questo fulgido esempio di carità anzi…

    2. Simone

      Giusto, bravo, rispondiamo alla cieca intolleranza con altra intolleranza, sicuramente le cose miglioreranno! Mettiamoci anche a confondere religioni di natura diversa quali l’induismo e il buddhismo, e ignoriamo completamente le diverse situazioni sociali, culturali e anche politiche dei popoli che le professano maggiormente, infine abbandoniamo la vicenda riportata dall’articolo e parliamo di chi non c’entra nulla con la vicenda; tutto questo ci aiuterà a comprendere meglio la situazione, bravo!
      Gli ignoranti come lei starebbero bene insieme a quei ragazzi armati di machete nella foto in alto, siete della stessa becera pasta.

      Solidarietà ai cristiani discriminati in tutto il mondo, sempre.
      Ma al tempo stesso, dialogo!!

      1. TtoTM

        Caro Simone…

        cominci a pregare (io le suggerisco di iniziare con il S. Rosario) vedrà che invece scrivere parole di odio (come in Italia fanno ormai tutti su internet) comincerà a maturare altre pensieri….

        E’ l’unico consiglio che posso darle…..

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