
Costalli (Mcl): «Il dopo Berlusconi? C’è bisogno di scomporre e ricomporre»
«Da spettatori dobbiamo portare un contributo attivo». Usa questa formula Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori per spiegare cosa stia accadendo dentro il mondo laico cattolico. Il 17 ottobre a Todi si incontrerà il Forum delle associazioni cattoliche del lavoro e, intorno ad esso, si è sviluppato un intenso dibattito: cosa vogliono fare i cattolici? Pensano al dopo Berlusconi? Ovviamente, a seconda dell’intonazione che si dà alla domanda, si capisce quanto essa nasconda altri pensieri. Non è un mistero, infatti, che – soprattutto su certa stampa – l’interrogativo celi altri quesiti (e cioè: il mondo cattolico cosa spetta a disfarsi del presidente del Consiglio?).
In realtà, il Forum, nato due anni fa, aveva da tempo messo in agenda l’incontro. Per certi versi, dunque, una lettura totalmente ripiegata sulle beghe partitiche e di governo, sarebbe fuorviante. Basta leggere il manifesto del Forum, dove le varie associazioni che vi hanno aderito (da Mcl alla Cisl, dalla Cdo alla Coldiretti, dalle Acli a Confcooperative e vie elencando fino a Sant’Egidio e all’Azione cattolica) mettono bene in chiaro quali siano i punti focali della loro azione: una riflessione comune su valori, economia, imprese, famiglia e politica.
Tuttavia è innegabile che un riflesso sul presente marasma politico, l’incontro l’avrà. «Anche perché – dice Costalli a Tempi.it –, forse anche per colpa un po’ nostra, a volte siamo stati un po’ lontani dal formulare tutti uniti come cattolici delle richieste chiare alla politica». Il primo punto per importanza dell’incontro di Todi è, quindi, per Costalli «il fatto che siamo uniti. Ci siamo praticamente tutti. E questo è un bene, come è significativo che all’incontro parteciperà il cardinale Angelo Bagnasco. Todi è una tappa all’interno di un percorso e, dopo i richiami di Benedetto XVI a dar vita a una nuova generazione di cattolici impegnati in politica, è anche una proposta chiara a tutto il mondo cattolico a “sporcarsi le mani”. Non possiamo accontentarci di seminari, dobbiamo – non escludendo nessuno a priori – dire qual è per noi la piattaforma su cui aggregare una nuova classe politica».
Per Costalli il punto di riferimento è europeo, quel Ppe che ha nelle sue radici il popolarismo e la dottrina sociale cattolica. E Berlusconi? «Noi non fissiamo date. La legislatura può terminare anche nel 2013. Quel su cui stiamo cercando di ragionare è quel che accadrà dopo. C’è bisogno di scomporre e ricomporre secondo una nuova proposta politica. La nostra affonda nella dottrina sociale della Chiesa e invitiamo, chi finora ha fatto politica con questo riferimento e chi vuole portare un contributo, ad aggregarsi».
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