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Si può essere sfacciatamente grati a un autore? Quando, in esergo al suo Voluti al mondo, incontri l’“Ultimo frammento” di Raymond Carver non ti aspetti segua meno di un romanzo capace di leggere il mondo: nessuno come Carver è riuscito a scrivere in modo così esatto ciò che vogliamo. Ebbene, il romanzo di Carlo Maria Simone ne è capace: dopo tanti pessimi libri di e sui ragazzi, c’è un insegnante di lettere di 30 anni col dono di scrivere di loro, di noi, bene e soprattutto, con gran bene. I protagonisti di questa storia ne hanno un gran bisogno: un ragazzo e una ragazza feriti fino all’osso da vicende familiari che si incontrano l’ultimo anno di liceo. Di cui Simone si cura di non far sapere tutto e che non ha fretta di infilzare in pagina a uno sguardo o momento che decide una vita intera.
Non crescono, il ragazzo e la ragazza, in suggestive terre da serie Netflix o da metafore della “caduta degli uomini”, viziose metropoli o polverose periferie, ma vengono al mondo a poco a poco l...
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