“Cosa c’è in gioco?”. L’incontro della Cdo per le elezioni in Lombardia

Di Rachele Schirle
31 Gennaio 2023
Con sei interventi su vari temi, la Compagnia delle opere ha voluto offrire ai candidati spunti e soluzioni per affrontare i problemi della regione

S’inizia con Il popolo canta la sua liberazione di Claudio Chieffo e Canzone dell’appartenenza di Giorgio Gaber e già questo dà il senso di un appuntamento politico che, però, non ha una finalità prettamente elettorale. La Compagnia delle opere della Lombardia chiama i tre principali candidati alle elezioni del 12 e 13 febbraio ad ascoltare, innanzitutto, e Attilio Fontana, Letizia Moratti e Pierfrancesco Majorino (che lascerà a metà incontro) rispondono presenti.

Il senso dell’appuntamento di ieri sera all’Allianz Cloud Palalido di Milano è, come spiegato da Andrea Dellabianca, presidente Cdo Milano, proprio questo: offrire ai candidati e a tutti alcuni spunti di riflessioni su tematiche importanti come sussidiarietà, famiglia, sanità, impresa e lavoro, educazione per capire meglio “Cosa c’è in gioco?”, come da titolo dell’evento. Ad ascoltare circa 3.500 persone.

Sussidiarietà e sanità

Inizia Lorenza Violini, professoressa di Diritto Costituzionale all’Università degli Studi di Milano, e il suo intervento si incentra sul tema della sussidiarietà, metodo essenziale per «riconquistare un rapporto tra società civile e politica», un legame che si è fatto sempre più flebile in questi anni a causa di un processo di «disintermediazione» che ha portato le istituzioni ad essere autoreferenziali o, peggio, schiave delle mode social. La parola chiave è «cooperazione»: «Per produrre servizi pubblici esiste un modello fondato sulla solidarietà e la sussidiarietà orizzontale».

Lorenzo Mantovani, professore ordinario di Igiene e Sanità pubblica all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dipinge prima un quadro generale di temi che riguardano tutto il Belpaese (l’innalzamento dell’età media, la natalità dopo il baby boom, il difficile equilibrio tra risorse a disposizione e la richiesta di cure…) e poi fa un affondo sulla situazione vissuta dalla regione durante il Covid: «Che è stato gestito bene, nonostante, rendiamoci conto, qui sia esplosa una bomba». Per il futuro la via degli interventi in materia sanitaria è obbligata: «Occorre coinvolgere il terzo settore e il privato».

Scuola e università

Francesco Magni, ricercatore in Pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi di Bergamo, parla di libertà di educazione e della necessità, in una regione che ha una dispersione scolastica all’11 per cento (la più bassa in Italia, ma comunque superiore alla media europea) di fare in modo che «nessun ragazzo vada perduto, perché ognuno di loro ha un valore infinito». Per fare questo esistono strumenti precisi: «Importante che buono scuola e dote scuola siano riconfermati; va rilanciata la scuola tecnico-professionale; vanno sostenuti e valorizzati strumenti come l’apprendistato e la formazione, respingendo quelle politiche passive di mera assistenza al reddito. Si premi chi crea lavoro».

Sulla scia di quest’ultimo intervento, Marta Ghidoli, presidente del Consiglio degli studenti del Politecnico di Milano, racconta la sua esperienza nelle aule universitarie, chiedendo ai candidati presenti di favorire questa possibilità per tutti. Come? Intervenendo su problemi come l’ampiamento degli spazi di studio, il caro affitti a Milano, le borse di studio.

Famiglia e accoglienza

Gigi De Paolo, presidente nazionale Forum delle associazioni familiari, ricorda a tutti che «la famiglia fa risparmiare, non è un problema, ma l’antidoto alle emergenze». Sprona quindi la Lombardia a essere capofila di riforme innovative che non si fermino a qualche slogan o «a qualche spicciolo per gli asili nido, ma che intervengano per togliere il sistema basato sull’Isee, facendo ragionamenti su coefficienti che tengano conto dei carichi familiari». C’è un problema enorme di natalità nel nostro Paese e «ogni anno perdiamo una città come Bari». Di qui l’urgenza che la Lombardia sia la capofila di riforme vere e incidenti.

Luca Sommacal, presidente Famiglie per l’accoglienza, ha quindi illustrato come la sua associazione già si muova in questa direzione e abbia offerto un contributo importante nella gestione delle emergenze degli immigrati e dei profughi ucraini. «La Lombardia già fa molto. Chiediamo di essere coinvolti di più, vogliamo partecipare e non solo avere un ruolo consultivo, per creare quegli strumenti che possono essere utili per tutti».

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