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Sicuramente i dipendenti di Starbucks non hanno atteso l’oracolo sorseggiando caffè. Il nuovo amministratore delegato Brian Niccol ha previsto un taglio di 1.100 posti di lavoro e ha scelto di comunicarlo così: ha messo in smart working tutti i lavoratori in ruoli corporate per una settimana e ha annunciato che, entro il mezzogiorno di un giorno preciso, avrebbero ricevuto una comunicazione con la lista dei licenziati.
Senza entrare nel merito della strategia aziendale dietro la riduzione del personale, colpisce questa scelta comunicativa, in aperto contrasto con la visione che Niccol ha di Starbucks: «Ristabilire i negozi come luoghi di ritrovo della comunità». Si può puntare sulla comunità e tradirne l’essenza congedando i propri dipendenti via mail? Certo, è difficile fare del licenziamento un’occasione di ritrovo faccia a faccia, ma è anche un bel test per una vera comunità.
Questa notizia ha un tratto in comune con i risultati di un’indagine promossa da una nota azienda di pc e c...
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