«Complotto» anti-Berlusconi o bufala? Due o tre cose da tenere presente per non prendere cantonate da quirinalisti

Di Luigi Amicone
16 Maggio 2014
Creare o no una commissione di inchiesta sui fatti che portarono alla caduta dell'ex premier? Ognuno ha gli elementi per giudicare. Ma di certo la tesi del complotto non è «fondata sul nulla»: è un certo Tim Geithner a usare quel termine

A proposito delle vicende che portarono nel novembre 2011 alla caduta del governo Berlusconi e alla nomina di Mario Monti a presidente del Consiglio (previa una sua eccezionalmente repentina nomina a senatore a vita), Forza Italia insiste nel richiedere una Commissione parlamentare di inchiesta su ciò che lo stesso Berlusconi non esita a definire «un vero e proprio complotto».

“Complotto”, sempre a detta del centrodestra, che sarebbe stato preparato fin dall’autunno 2010 e che in prima battuta sarebbe stato sventato grazie alla controversa (e molto indagata dalla procura di Napoli) tenuta dell’esecutivo Berlusconi davanti alla mozione di sfiducia imperniata sul “tradimento” di Gianfranco Fini. “Complotto” che, infine, si sarebbe attuato nei mesi tra la primavera e l’autunno del 2011, grazie all’assalto speculativo che fece esplodere lo spread alla Borsa italiana e al concorso politico dei vertici europei (Angela Merkel in testa).

Come è noto, a conferma di questa interpretazione delle vicende politico-finanziarie che ebbero la loro fase più critica proprio in quel dicembre 2011 in cui Monti sostituì Berlusconi a Palazzo Chigi e che tutt’ora condizionano la vita politica italiana (siamo infatti al terzo capo di governo italiano “nominato” da Giorgio Napolitano), vengono utilizzate le rivelazioni contenute in Stress Test. Riflessioni sulle crisi finanziarie, libro appena pubblicato negli Stati Uniti e il cui autore, Timothy Geithner, è l’economista e banchiere che dal 26 gennaio 2009 al 28 febbraio 2013 è stato segretario al Tesoro degli Stati Uniti.

geithner-stress-testRievocando questa sua esperienza ai vertici dell’amministrazione americana, Geithner ricostruisce la crisi finanziaria degli anni 2007-2009 e cerca di dimostrare perché la Casa Bianca fece la cosa giusta salvando le banche. Nel novembre del 2011, quando la crisi travolge l’Europa e il vertice dei G20 si riunisce a Cannes, Geithner ricorda (e scrive nel suo libro) che «leader europei chiesero di bloccare i fondi dell’Fmi per peggiorare le condizioni italiane e far cadere Berlusconi».

Ecco cosa riferisce, testuale, Timothy Geithner, nel suo Stress Test, nella traduzione letterale diffusa dal corrispondente da New York del Sole 24 Ore : «In quell’autunno [2011] il presidente [degli Stati Uniti Barack Obama] parlava regolarmente con i leader europei ed io e [Brainard] Leal [sottosegretario al Tesoro per gli Affari esteri] eravamo in costante contatto con le nostre controparti europee. Alcune di loro sembravano essere infastidite dalle nostre intrusioni e allo stesso tempo le stavano incoraggiando. Ci hanno spesso chiesto di intervenire per fare pressioni sul cancelliere [tedesco Angela] Merkel affinché fosse meno avara, o sugli italiani e gli spagnoli affinché fossero più responsabili. A un certo in quell’autunno, alcuni funzionari europei ci hanno approcciato con un complotto per provare a fare cadere [il governo dell’allora] presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Volevano che rifiutassimo di appoggiare i prestiti del Fondo monetario internazionale all’Italia fino a quando lui [Berlusconi] non se ne fosse andato. Abbiamo riferito al presidente di questo sorprendente invito ma, per quanto sarebbe stato utile avere una migliore leadership in Europa, non potevamo essere coinvolti in un piano come quello. “Non possiamo avere il suo sangue sulle nostre mani”, ho detto.».

Dunque, stando al testo letterale diffuso dal Sole 24 Ore, il termine “complotto” non è un’invenzione di Berlusconi, ma è un termine utilizzato da Geithner. E comunque sia, la conclusione, quel «non possiamo avere il suo sangue nelle nostre mani», lascia poco spazio alle interpretazioni ironiche o minimaliste: l’ex ministro del Tesoro americano intende dire esattamente quello che dicono Forza Italia e il suo leader. Ci fu “complotto” e si voleva che gli Stati Uniti collaborassero all’eliminazione di Berlusconi. Merita l’approfondimento una rivelazione tanto grave quanto esplicita? Noi diremmo di sì, visto che non può certo essere attribuita ad ambienti vicini all’ex Cavaliere, ma viene direttamente da una personalità di primissimo piano internazionale, un ex ministro del Tesoro, per giunta dell’amministrazione Obama, in carica fino al febbraio 2013. E comunque ciascuno ha gli elementi per giudicare.

Abbastanza incomprensibili, invece, appaiono le “irritazioni” che filtrano dal Colle e le reazioni stizzite dei commentatori al seguito del capo dello Stato. Si consideri ad esempio l’odierno editoriale sul Corriere della Sera a firma di Marzio Breda, il giornalista più immerso nel Quirinale e per certi versi considerato suo “ventriloquo”. Breda sostiene senza mezzi termini che «una commissione parlamentare di inchiesta (…) è un’ipotesi tutta elettorale e montata sul nulla».

«Sul nulla»? È vero che nelle rivelazioni di Geithner non vi è alcun riferimento al nostro presidente della Repubblica. Ma questo non è affatto un buon motivo per derubricare a “nulla” cose che, come si è visto, non vengono da una parte politica italiana, ma da una testimone che, fino a prova contraria, deve ritenersi più che attendibile e più che autorevole, essendo stato ai vertici dell’amministrazione americana e avendo ricoperto ruoli apicali di rappresentanza e di negoziazione internazionale. Tanto più, dunque, sarebbe interessante approfondire, non banalizzare e ridurre il caso a una bagattella elettorale.

Infatti, può un capo dello Stato rimanere indifferente a dichiarazioni così lesive la nostra sovranità nazionale e che chiamano in causa, al di là del colore politico di chi governa, la reputazione e l’indipendenza stessa dell’Italia?

Inoltre, può un capo dello Stato continuare a mantenere il riserbo su circostanze che, oggi, rilette alla luce delle rivelazioni di Geithner, riaccendono sospetti che andrebbero senz’altro spazzati via, onde evitare che si trascinino negli anni alimentando la solita bolla di veleni e retorica dei “misteri italiani”? Non sarebbe indispensabile, ad esempio, che si facesse chiarezza su quello che il centrodestra considera parte del “complotto” e cioè le circostanze che culminarono col “tradimento” di Fini, la mozione di sfiducia del dicembre 2010, il caso Ruby e l’esplosione della crisi politica, giudiziaria e infine finanziaria del 2011?

Di questa fase o, meglio, di una chiara ed esplicita ipotesi di sostituire Berlusconi con Monti, Tempi ha avuto conferma diretta dallo stesso interessato. Ecco l’ultima domanda e risposta dell’intervista in esclusiva concessa a Tempi dall’allora presidente del Consiglio Mario Monti. È l’8 agosto 2012, Tempi domanda a Monti: «Intende smentire o no la notizia del settimanale L’Espresso secondo la quale lei, nell’autunno del 2010, venne contattato dall’onorevole Massimo D’Alema, che a Milano, in una cena a casa di un noto professionista, le propose con altri l’assunzione di responsabilità politiche e di governo nel caso di una caduta anticipata del governo Berlusconi?». Monti risponde a Tempi: «Non smentisco quell’occasione e posso solo dire che nel mondo politico ci furono diverse persone che, intorno a quell’epoca, nelle loro previsioni o scenari sul futuro politico italiano di breve termine, mi prospettarono ipotesi che mi coinvolgessero. E io sono sempre stato ad ascoltare pensando che si sbagliassero».

Nel 2012 era coraggioso il premier Monti che confermava quell’abboccamento. Ma oggi, non sarebbe semplicemente doveroso da parte dello stesso Monti, attuale leader di un partito, vuotare il sacco? E non sarebbe necessario, anche alla luce di quanto afferma Geithner, che ispiratori e commensali di quell’abboccamento e cena con Monti venissero allo scoperto e chiarissero una volta per tutte come e perché, fin dall’autunno 2010, avessero maturato «previsioni o scenari sul futuro politico italiano di breve termine», tali da prospettare al futuro premier «ipotesi che mi coinvolgessero»? A questa ricostruzione di fatti, forse Giorgio Napolitano potrebbe dare un suo personale contributo. O forse no. Però, attenzione, non vorremmo che, eliminato Berlusconi, alla fine sia Grillo a distribuire i biglietti dello spettacolo di un “complotto”.

@LuigiAmicone

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21 commenti

  1. Raider

    Ho inviato più volte post sull’opportunità o meno di votare e come alle elezioni europee: vedo che sono stati cestinati e me ne dispiace. Il sarcasmo dell”odio oggettivo’ non può essere lasciato senza risposta.

  2. Contricorrente

    “Nuovo inizio” per me questo nuovo è Matteo Forte.
    Senza partire da pregiudizi contro chi o contro cosa.
    NAPOLITANO non deve diventare la giustificazione di tutto per non ripartire dal niente.

    1. Controcorrente

      Il niente è l’ ex cavalliere

      1. Raider

        La sovranità nazionale non è rispettata neppure adesso, né la volontà popolare, lo scioglimento delle Camere, perfino con il Porcellum, si imponeva superata l’emergenza spread, come è avvenuto in altri Paesi anche in presenza di maggioranze alternative a quelle scaturite dalle elezioni. Srmbra, invece, che la sospensione delle regole democratiche e costituzionali, oltre che la rinuncia alla sovranità nazionale, non siano nulla di cui preoccuparsi, quando si tratta di far fuori il ‘nemico’ quale che sia: B. o A, fa lo stesso. Con quello che sta venendo fuori e che verrebbe fuori se, per es., le intercettazioni dei servizi nostri e di altri Paesi dal super-udito fossero pubblicate, dubitare che ci sia stata ingerenza da parte di governi stranieri, centri di potere eurocratico e finanziario, è la garanzia migliore che l’odio anti-B. svolge una funzione catartica, in questo Paese, che fa benissimo a chi, da fuori dogana, soffia sul fuoco. Al Tg 3, qualche giorno fa, esultavano: vero, produzione in calo, disoccupazione in aumento: ma, vivaddio!, spread ai minimi dal 2011! La fiducia degli investitori di potersi mangiare l’Italia è tornata, nonostante indicatori economici al ribasso e pur con tutte le benedizioni che inondano il capo di Renzie, che è lì a rassicurare chi specula sulla pelle dell’Italia: il deficit/Pil al 3% non si tocca, il Fiscal Compact è sacro, il pareggio di Bilancio è e resterà dogma costituzionale e mistero gaudioso delle nostre Finanze… Ma, vuoi mettere, dopo le campagne di odio anti-B. scatenate dall’ex salotto buono, con l’intenndace-grande stampa al seguito, da quel benefattore del Fisco svizzero di Carlo De Benedetti e dall’avanguardia della classe precaria Eugenio Scalfari… Vedere B. ai servizi sociali – che non è come San Vittore, ma è pur sempre un gran bel vedere – e lo spread ai minimi storici… Cavolo, se non son soddisfazioni queste!

        1. Controcorrente

          Sig Raider
          io non ho nessun odio per l’ex cavalliere.So solo una cosa 2008 governo Berlusconi maggioranza assoluta non ha fatto niente per il bene comune anzi ha peggiorato tutto.

          1. Raider

            Questo è un altro discorso, ognuno è libero di ritenere i governi di B. una iattura: ma farne una dittattura – dit-ta-tu-ra – e sentire paragonare ai partigiani chi poteva sbeffeggiare B. e la famiglia di B. fra gli applausi di intellettuali e popolo, linciarlo in effigie, film finanziati dallo Stato in cui veniva assassinato, realtà delle piazze in cui poteva essere preso a colpi di pietra in faccia e il povero alienato mentale che lo aveva eletto a bersaglio, trasformato in eroe, mentre gente che era da ricoverare prima dell’attenatore esultava – ah, che bella immagine dell’Italia nel mondo! -; e a titolo di esempio, Sabina Guzzanti, che aveva espresso rispetto per il B. che, colpito in viso e col sangue che gli cola sulla faccia, vuole vedere in faccia il proprio aggressore, a costo di esporsi a nuovi lanci di corpi contundenti o peggio, quando riceve sul suo blog minacce e insulti – quando si dice il coraggio delle proprie idee di questi campioni dell’anti-.B.! -, l’indomita Guzzanti ritira il post con l’incauta manifestazione di civltà e umanità meno di un’ora dopo averlo pubblicato: ecco, questa è la mostruosità di un Paese che ha visto questa eroica guerra civile immaginaria combattuta da una parte sola vinta da Carlo De Bedenetti, che, per la felicità di chi ha tanto lottato per lui, si è portato a casa 564 milioni di euro in contanti, dopo essersi fottuto quello che gli hanno permesso di sbafarsi Romano Prodi e altri consimili prodi coi soldi degli italiani.

  3. leo aletti

    Napolitano è tenuto al rispetto del voto popolare, non lo ha fatto! Una persona onesta se ne va. Siamo tutti utili nessuno è indispensabile.

    1. filomena

      Prima di sciogliere le camere il presidente della repubblica ha IL DOVERE di verificare se in parlamento c’è una maggioranza alternativa a quella precedente, cosa che Napolitano ha fatto legittimamente. Al voto si va solo se non si trova una maggioranza per cui mi dispiace ma Napolitano ha fatto solo il suo dovere.

      1. Toni

        Formalmente (ma non sono tanto sicuro) …. ma il suo ruolo dovrebbe essere al disopra delle parti. Secondo te lo è ?

        1. filomena

          Io credo che come garante delle istituzioni e delle leggi ha semplicemente cercato di farle rispettare anche a chi è allergico a quello che non gli fanno comodo. Questa è però la mia opinione r ben sai che non approvo il condannato che racconta barzellette.

          1. Toni

            Ma aldilà di tutto, simpatia o meno per il B, non credi che sia stato schiaffo (tempo addietro pure Zapatero aveva fatto dichiarazioni in linea con Geithner) alla nostra sovranità?

          2. filomena

            @Toni
            Cerco di sforzarmi e astrarmi dal caso particolare legato al personaggio in questione. Ti do atto che la sovranità nazionale va ovviamente rispettata dagli altri stati. Di fatto però abbiamo sotto gli occhi esempi eclatanti in cui questa sovranità viene aggirata più o meno elegantemente: vedi il caso dell’Ucraina da parte di Putin che riscuote tanto successo da queste parti solo perché si dimostra più conservatore dei suoi predecessori dittatori a cui secondo me non ha nulla da invidiare.
            Ma tornando a noi, non si può pretendere di essere rispettati quando a capo del governo abbiamo messo un pagliaccio. E’ una questione di credibilità a prescindere che il complotto ci sia stato o meno.

          3. Toni

            L’odio contro B rende un tantino ciechi. Qui c’è il sospetto che si pilotano addirittura le crisi economiche (fai questo o ti alzo le spread). Già la potenzialità della cosa è terrificante . Se lo hanno fatto con B lo potranno fare con tutti, indipendentemente dal pagliaccio o meno, in base alle proprie utilità. Io non cambierei punto di vista se al posto di B ci fosse stato uno Renzi, Rodotà, Francescini ecc
            Sull’Ucraina e Putin , credo che vediamo la situazione in base alla nostra propaganda. Putin cattivo i nostri tecno-burocrati buoni.

          4. filomena

            Al di la delle appartenenze politiche, visto che improvvisamente qui tutti si dichiarano sopra le parti, ma vi siete già dimenticati le figuracce che ci ha fatto fare il cavaliere senza cavallo in Europa? Non basterebbe un libro per elencarle e qui non si tratta di calunnie ad opera dei magistrati comunisti, ci sono le registrazioni video pubbliche. Magari, ammesso che il complotto ci sia stato, è possibile che in futuro lo si rifaccia a spese di qualcun altro….tutto è possibile. Diciamo però che sempre che sia vero, l’uomo è il minimo che poteva aspettarsi. Lui però è quello che è, e nessuno ha mai pensato che fosse recuperabile. La cosa che preoccupa è invece come sia stato possibile che, almeno in passato, tanta gente non si sia resa conto di quello che stava facendo votandolo.
            Per fortuna sembra che ora forse stanno aprendo gli occhi. E caro Toni questo non è odio è essere oggettivi.

          5. Raider

            Ah, sì? Oggettivi? L”odio oggettivo’, poi, fa sentire con lo spread a posto (specie i disoccupati, gli imprenditori rovinati, i beni pubblici svenduti o che nessuno vuole). Ma potere giurare, con tutto quello che verrebbe fuori se i servizi nostrani o di altri Paesi vuotassero il sacco su tante cose, non ultima, la trattativa fra gli eurocrati e Cancellerie varie, Culona e leccaCulona, con il valido contributo di una stampa italiana all’80% schierata contro il ‘dittatore ventennale’, allo scopo di abbattere un governo regolarmente eletto contro cui, come in precedenza, si sono messe su, oltre che il Circo Massimo mediatico-giudiziario, manovre esemplari per modalità e tempismo come l’operazione Fini (fallita senza trucchi e senza inganni, perché la gente non ama né trucchi né inganni): allora, sì che ci sarebbe da ridere e votare M5S!

            O daccapo, votare una volta ancora e ancora di più il pregiudicato: siccome chi vince o chi perde è per i tifosi, che non mancano mai, da noi, ma la partita ce l’hanno in mano gli arbitri internazionali, almeno, si potrebbe assistere a travasi di bile alluvionali da Berlino a Largo Fochetti, al Quirinale e Palazzi a salotti unificati.

          6. Toni

            Chiamala oggettività! Uno spread aumenta per imporre ad uno Stato le dimissioni di un governo e lo giustifichi per via delle “cattive figure”. E’ come giustificare lo sparare ad un tizio perché … non conosceva il galateo.
            Dici quasi che hanno fatto bene a danneggiare la nostra economia … cosi per dare una lezione a Berlusca.
            Filomena, …. è odio distillato e di qualità rara che vi fa perdere di vista la nostra nazione.
            Non abbiamo fatto cattive figure. Io credo che questa è l’idea che si voleva fare passare per dei comportamenti sopra le righe, rispetto a dei boriosi palloni gonfiati (credo che tu ti riferisca al cu-cu alla Merkel e cose simili).
            Con tutti i suoi difetti Berlusconi ha, con i suoi comportamenti anarchici, l’agire fuori da certi schemi (i rapporti con la Russia) , cercato di non essere uno sgabello.
            Trovo peggio la situazione attuale, quando si va in Europa per avere i complimenti per essere stai bravi a fare i compitini che ci hanno assegnato per poi prenderci a calci in faccia in tante altre situazioni.

          7. Toni

            Dov’è il mio educatissimo post?

          8. beppe

            filomè, hai un’idea molto bizzarra della DEMOCRAZIA. chi non la pensa come te è un deficiente o un mafioso. alcuni milioni di cittadini la pensano diversamente da te, ma fortunatamente pochi e oscuri potenti hanno la lungimiranza di METTERE LE COSE A POSTO. e tu, naturalmente, non fai una piega me te ne fai un vanto.

          9. Raider

            Questa dell'”odio oggettivo” che fa sentire la coscienza a posto con lo spread (fra bond italiani e tedeschi e odio anti-B. in proprio e in conto terzi), è fantastica. Poi, una perla che rischia di passare inosservata (e non sarebbe giusto per Filomena, che le inanella con una meticolosità da tricoteuse di altri ‘tempi’): gli altri, ‘forse stanno aprendo gli occhi’ e lei ci vede doppio: quello che abbiamo visto in quesi anni su B: e i suoi elettori dalle tante Filomene martoriate dal berlisconismo, questa tremenda dittatura alla mercé del Circo Massimo mediatico-giudiziario e del giustizialismo sommario, non è odio puro che acceca intellettuali in cerca di portagonismo a costo zero e popolo al seguito cui quest’odio viene somministrato come analgesico di tutta la disoccupazione, i fallimenti, le tasse che gli cascano addosso, no. è un oggettivo dovere civico e valore condiviso con Carlo De Benedetti e Eugenio Scalfari, modelli, rispettivamente, di imprenditoria su sfondo di rovine di industrie privatizzate con l’aiuto di boia e boiardi di Stato e di imparzialità giornalistica particolarmente evidente nelle interviste al Papa con cui il Fondatore del gipornale/partito-guida ha sdoganato il Pontefice quale vicario di Scalfari in Vaticano.
            Nessuno sa quello che capiterà con queste euro-elezioni: ma sarebbe bello che, ecco, sì, ‘forse’ la gente ci ripensasse: dato che votare per mandare a Bruxelles gente che ci rappresenta e pertanto, non conterà nulla è porre una crocetta a mano libera su un simbolo perchè è l’unica cosa cui, per ora, gli eurocrati lasciano una certa autonomia al populace, tanto vale votare Forza Italia e il pregiudicato per contribuire a assistere a uno spettacolare travaso di bile di proporzioni alluvionali da Bruxelles a Berlino, da Strasburgo a Roma, da Largo Fochetti ai Palazzi a salotti buoni unificati.

          10. Raider

            Ma chi sarebbero i buoni? Ue, N.A.T.O., FMI, che stanno mandando allo sbando l’Ucraina, di cui si sa già che non salderanno il debito, tanto per creare problemi a Putin rovinando una nazione da commissariare? Per Obama e per i nostri leader occidentali, tutte le scuse sono buone: la difesa delle minoranze etniche e sennò, religiose e sennò, sessuali: tutte scuse per ergersi a difensori del diritto internazionale, per screditare e destabilizzare la Russia. Infine, dato che Putin tiene duro, hanno pensato bene di piazzare alcune basi in Crimea per pungolare Putin in un punto strategicamente delicato: e la Crimea è popolata da russi. La Russia ha specificità storiche e geo-politiche che non consentono di giudicarla secondo le logiche di chi? Di mr. Obama, che esporta il debito interno americano e la crisi scoppiata da quelle parti, droni a pioggia, intercettazioni a tappeto, ‘primavere arabe’ ingovernabili e altre delikatessen?
            E poi, perchè guardare solo a Putin? L’Ungheria di Orban non ha ceduto alle pressioni di FMI e Direttori eurocratici: così, una campagna-stampa contro questo Paese, descritto come un covo di nazisti, è scattata da parte della ‘stampa libera’. Proprio i Paesi dell’Est vedono nell’Ue una riedizione del modello sovietico e di sistemi autoritari che hanno sperimentato sulla loro pelle, non per sentito dire: e non sono i soli a pensarla così, anche altrove c’è un rigetto di una istituzione che di democratico ha ben poco.

          11. leo aletti

            Ribadisco Napolitano deve rispettare il voto popolare nella circostanza non lo ha fatto.

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