
Complotto anti-Berlusconi? L’ex premier replica al Quirinale: «Le mie dimissioni furono responsabili, ma non libere»
Dopo le rivelazioni dell’ex ministro del Tesoro della prima presidenza Obama, Tim Geithner, sul presunto “complotto” internazionali per far cadere l’ultimo governo Berlusconi, e dopo le precisazioni diffuse ieri da Napolitano, secondo il quale le dimissioni dell’allora premier (novembre 2011) non avevano nulla a che fare con trame oscure di nessun tipo, oggi il leader di Forza Italia è tornato sull’argomento con un’intervista alla trasmissione Coffee Break, stamattina su La7.
Il Quirinale ha dichiarato che «le dimissioni liberamente e responsabilmente rassegnate il 12 novembre 2011 dal Presidente Berlusconi, e già preannunciate l’8 novembre, non vennero motivate se non in riferimento, in entrambe le circostanze, a eventi politico-parlamentari italiani». Ma secondo Berlusconi quelle dimissioni invece «sono state responsabili ma non libere. Ci sono state molte pressioni».
«NAPOLITANO NON MI HA SMENTITO». Berlusconi a La7 ha ribadito che «ci sono fatti enormi che necessitano una commissione d’inchiesta». Nell’intervista Berlusconi ha voluto smentire chi lo accusava di essere stato a sua volta smentito dal Colle: «Non è vero che Napolitano mi abbia sbugiardato perché io ho chiesto cosa fosse successo nell’occasione del G20, non ho detto cose sui fatti italiani. Non è vero che Napolitano ha fatto qualcosa contro mie affermazioni».
«NCD? GLI UTILI IDIOTI DELLA SINISTRA». Pesante, nel corso dell’intervista, il commento di Berlusconi su coloro che hanno lasciato il Pdl per passare a Nuovo centrodestra. «Di Alfano Non ho mai detto che è un traditore. Però questi senatori e deputati, eletti nel Pdl col mio nome sul simbolo, oggi sono degli utili idioti che aiutano la sinistra. E, come faceva il Partito comunista di una volta, saranno presi a calci quando non serviranno più a nulla». Di fatto, ha esemplificato Berlusconi, «Sulla legge elettorale ci sono tali e tante pressioni che il governo ha deciso di votarla dopo la riforma del Senato invece che prima come si era deciso. Tutto per colpa delle pressioni che riceve dalla stampella che tiene in piedi il governo perché se Alfano levasse la fiducia a Renzi il governo va a casa». Malgrado il forte giudizio su Ncd, Berlusconi però ha aperto ad un’ipotetica collaborazione: «Alla prossima tornata elettorale è possibile che poi ci si debba trovare insieme. I moderati, divisi, perdono».
IL BONUS 80 EURO. Alle domande su cosa pensasse del bonus voluto dal governo per i lavoratoti fino a 26 mila euro, e che include chi percepisce il sussidio di disoccupazione o la cassa integrazione, Berlusconi ha replicato: «È una manovra elettorale, gli 80 euro vengono dati aumentando le tasse ai pensionati e aumentando le tasse sulla casa, io avrei fatto il contrario».
«SCAJOLA HA SBAGLIATO». Inevitabili le domande sui casi di giudiziaria più attuali, a cominciare da Expo, che vede tra gli arrestati anche l’ex democristiano Gianstefano Frigerio, sul quale Berlusconi ha anticipato: «Frigerio, vecchio uomo della Democrazia cristiana, mi fa la cortesia di mandarmi ogni tanto suoi pensieri sulla situazione economica mondiale e italiana, questa mattina il mio legale va a consegnarli in procura». Il leader di Fi ha voluto sottolineare anche che «Non ho mai incontrato nessuno» per la vicenda Expo. Berlusconi ha quindi risposto alla domanda se avesse aiutato Marcello Dell’Utri, consigliandogli di espatriare in Libano: «Nemmeno per sogno ho consigliato a Dell’Utri di andare a Beirut. Lui dall’università, è di una bontà e una cultura difficili da trovare in altre persone». Su Claudio Scajola Berlusconi non ha usato mezzi termini: «Scajola ha sbagliato». Poi ha concluso con una presa di distanza: «Molti da tempo non partecipano più alla vita del partito Forza Italia, alcuni non sono stati neppure candidati».
Articoli correlati
2 commenti
I commenti sono chiusi.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!
«Nemmeno per sogno ho consigliato a Dell’Utri di andare a Beirut. Lui dall’università, è di una bontà e una cultura difficili da trovare in altre persone»
Questa frase non mi risulta particolarmente chiara.
Assordante è il silenzio di Tempi che non ha dato un indicazione come fa di solito o aspetta il 90° minuto,
«Quante (sono) le teste, altrettanti (sono) i giudizi».
Ma il giudizio è UNO