Compassi, triangoli e grembiuli cileni

Michelle Bachelet (in foto), la socialista che è succeduta a Riccardo Lagos alla presidenza del Cile, è andata a visitare il Gran Maestro della Gran Loggia del Cile, Jaime Carvajal, qualche giorno prima delle elezioni. Circondata da mantelli, triangoli e compassi così si è espressa la socialista: «Abbiamo parlato del paese che vogliamo, il paese che vogliamo che continui ad essere, dove le diverse istituzioni, da una parte la Chiesa e dall’altra grandi istituzioni come la massoneria, possano continuare a far sentire la loro voce». Carvajal le ha risposto: «Siamo disponibili e disposti a collaborare in tutto ciò che sia a favore della democrazia, dell’umanesimo senza aggettivi e fondamentalmente per il progresso del paese. Qualsiasi presidente della Repubblica avrà sempre la Loggia a sua disposizione». Non ha detto che il governo del Cile debba essere a disposizione della massoneria, ma molti lo hanno dato per sottinteso. Noi italiani un film come questo l’abbiamo già visto, e purtroppo anche vissuto. Sappiamo bene che cosa ha voluto dire che la massoneria ha contribuito, ed in modo determinante, alla nascita dell’Italia che si ama definire “moderna”. La massoneria ha contribuito a creare l’unità d’Italia “contro la tradizione cattolica”, che, per altro costituiva allora l’identità profonda del popolo italiano. La massoneria ha imposto alla società una mentalità razionalistica, filo-protestante, laicista e borghese che ha sempre considerato il cattolicesimo come la religione dei “cafoni” e delle masse rurali ignoranti e superstiziose. La massoneria ha costruito una nazione italiana sostanzialmente anticattolica. Per organizzare il potere economico di cui era protagonista, la massoneria ha imposto l’emigrazione forzata in molti paesi del mondo di milioni di italiani (24 milioni a partire dal 1861, che hanno dato vita a 70 milioni di discendenti). In cerca di pane e lavoro, che in Italia non erano mai mancati. E poi l’emigrazione interna di centinaia di migliaia di italiani costretti a gonfiare le grandi città industriali, spopolando le piccole città e i piccoli paesi che sono stati per secoli l’ossatura del nostro paese. La massoneria ha celebrato quello che Gaetano Salvemini ha definito il «patto scellerato», fra agrari, industriali, Corona ed esercito. Per modernizzare l’Italia si è inventato anche il fascismo.
Tutta questa situazione è finita, ma non senza difficoltà ed incompiutezze anche attuali, quando le tre identità del nostro paese, quella cattolica, quella laica e quella socialista, hanno deciso di far nascere una società ed uno Stato pluralistico, cioè senza egemonie esclusive. E tutto questo sotto l’incubo di un possibile degrado totalitario e comunista. Noi vorremmo proprio che la “regista” socialista cilena non girasse questo film e lo vogliamo per il bene del popolo cileno, che anch’esso ha una grande tradizione cattolica alle spalle. Soprattutto, speriamo che la Chiesa cilena contribuisca alla società con tutta la forza della sua identità cattolica, erede di quella tradizione che l’ha identificata come popolo e come nazione. E speriamo che faccia questo senza “complessi di inferiorità”, soprattutto nei confronti della massoneria. Vale la pena ricordare che tanti secoli fa è stato scritto: «Che comunanza può esserci fra Cristo e belial?».
* Vescovo di San Marino-Montefeltro

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