Clint Eastwood si schiera con Romney. Lo show a Tampa: «Anch’io piango per Obama»

Di Benedetta Frigerio
31 Agosto 2012
La star ha intervistato un Obama immaginario, rivolgendosi a una sedia vuota. Scrosci di applausi, specie quando ha detto, ricordando una celebre battuta del suo ispettore Callaghan: «Avanti, dà un senso alla mia giornata».

Una delle pietre miliari di Hollywood, di cui persino la nuova generazione di star ha ancora soggezione, famoso per il suo fascino silenzioso, ha imbastito alla Convention repubblicana uno sketch sorprendentemente lungo e dall’ironia pungente. Clint Eastwood ha parlato a una sedia vuota posizionata alla sua sinistra, fingendo che ci fosse seduto il presidente Obama.

HO PIANTO PER OBAMA. L’applauso iniziale è bastato per commuovere l’attore fin dall’inizio. «Avanzatene un po’ anche per Mitt», ha quindi detto Eastwood suscitando le risa della folla Gop. Ricordando poi i molti repubblicani a Hollywood «che ci sono anche se non si sentono», perché «non fanno scene», ha cominciato così: «Sì, c’è qui una persona al mio fianco. Voglio solo fargli un paio di domande». Poi si è girato di nuovo verso la platea, facendosi serio e ricordando i milioni di disoccupati: «Una tragedia nazionale, mentre lui (Obama, ndr) parlava di speranza e di cambiamento, “Yes we can”, si sentiva dire. Ed era buio fuori e c’erano le persone con le luci e le candele. E voglio dire, tutti piangevano». Esplosione di risa. «E sì anche io piango… anzi non piangevo così tanto da quando ho scoperto che ci sono 23 milioni di disoccupati».

TERRORISTI A NEW YORK. L’attore ha detto chiaramente che l’amministrazione non ha fatto abbastanza e che quindi «è giunto il momento di far spazio a qualcun altro. E di risolvere i problemi!». È qui che Eastwood ha raggiunto l’apice, con la standing ovation del popolo repubblicano, che da due giorni si sente dire che «Tu, noi, non il governo, possiamo risolvere i problemi» e che è giunto il momento di prendere in mano il proprio destino. Perciò l’attore si è girato ancora a sinistra: «Quindi, signor presidente, come ha risposto alle promesse che ha fatto, cioè mi chiedo, voglio dire, le persone si chiedono…ah lei non sa? Non sa? Che ci sono persone del suo partito dispiaciute perché non ha chiuso Gitmo (carcere di Guantanamo, ndr)?». E ancora rigirandosi verso l’assente Obama «Cosa? Cosa significa stai zitto? Pensavo lo dicesse perché qualcuno ha avuto la stupida idea di processare i terroristi nella città di New York», ha detto la star riferendosi a una proposta di Obama. Il presidente è così apparso come lo percepisce il partito: sempre impreaparato e sulla difensiva.

L’ISPETTORE CALLAGHAN. Ma via ancora altre gag, sulla politica estera e sul vicepresidente democratico Joe Biden, per tenere calda la platea prima dell’apoteosi. Quando Eastwood ha ripetuto a Obama la frase del suo celebre personaggio, l’ispettore Harry Callaghan, che si rivolge a un bandito puntandogli la pistola in faccia: «Avanti, dà un senso alla mia giornata». Che tradotto ironicamente in italiano, dice così: «Coraggio, fatti ammazzare». Un colpo reale, quello partito dell’arma della star, che ha sicuramente riavvicinato Romney alla base popolare. E che ha mostrato quell’allegria realista che rimane ancora ai repubblicani, marcando la differenza con l’utopismo malinconico che invece caratterizza i democratici in crisi.

@frigeriobenedet

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