
Cattoliche, irachene, 80 anni. Ma davanti ai jihadisti non hanno tremato: «Per la nostra fede siamo pronte a morire qui e ora»

Quando lo Stato islamico ha invaso ad agosto il villaggio di Caramles, nella piana di Ninive, tutti i cristiani sono scappati di notte verso il Kurdistan. Invece Victoria (a fianco, © Aid to the Church in Need), 80 anni, non si è accorta di niente. Quando la mattina seguente si è alzata, come ogni giorno si è recata in chiesa e per la prima volta l’ha trovata chiusa. Vedendo le strade deserte, la vedova cattolica si è allora resa conto che i jihadisti erano arrivati.
«SOSTENUTE DALLA FEDE». La storia di Victoria è stata raccolta dal Catholic Herald, che ha incontrato la donna sana e salva ad Ankawa (Kurdistan), dove è rifugiata oggi. La vedova è rimasta chiusa in casa per quattro giorni insieme alla sua vicina, Gazella (foto a destra, © Aid to the Church in Need), «sostenute dalla fede». Una volta finite le scorte di cibo e acqua, sono state costrette ad uscire e si sono imbattute nei soldati del Califfato. I jihadisti hanno subito chiesto loro di convertirsi e davanti a un primo rifiuto le hanno aiutate, distribuendo cibo e acqua.
«PRONTE A MORIRE». Dopo pochi giorni, i terroristi sono tornati a prenderle e le hanno portate al santuario di santa Barbara, dove si trovavano già un’altra dozzina di persone, gli ultimi cristiani rimasti in città. «Dovete convertirvi – i terroristi hanno detto loro – la nostra fede può promettervi il Paradiso». Victoria e Gazella hanno risposto senza paura: «Noi sappiamo che se mostriamo amore e gentilezza, perdono e misericordia possiamo portare il regno di Dio sulla terra. Il Paradiso riguarda l’amore. Se voi volete ucciderci per la nostra fede, allora siamo pronte a morire qui e ora».
LA LIBERAZIONE. Davanti a questa risposta, lo Stato islamico ha lasciato andare tutti i cristiani, molti dei quali erano malati e infermi. Ora Victoria e Gazella vivono fianco a fianco su due materassi adagiati per terra in una stanza che la Chiesa ha fornito loro in Kurdistan.
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10 commenti
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Come scrissero Gnocchi e Palmaro: le vecchiette oranti ci salveranno tutti. Altro che quei soloni che si sono riversati al Sinodo convinti di poter cambiare le carte in tavola (e anche che tutti i fedeli staranno zitti dinanzi ai loro magheggi).
quando chiederanno di convertirsi a Filomena essa griderà: “ma io sono già mussulmana, lo sono prima di voi”
Queste donne sono state fortunate, se la sono cavata con poco. Buon per loro. Ma purtroppo non a tutti va altrettanto bene.
Fortunata è stata Giuliana Sgrena. Queste due signore hanno dimostrato un tale sprezzo della morte da impressionare perfino i terroristi: nel loro caso la fortuna non c’entra nulla.
valentina, questi piccoli ” lapsus ” in cui voi liberi pensatori dei miei stivali incappate ogni tanto , svelano il lato veramente miserevole della vostra persona. abbi almeno il buon gusto di non insistere e una buona volta taci.
Guardate come sono belle rivestite nella regalita’ delle loro rughe. Con la dignità’ di sovrane cristiane …
Queste sono vere DONNE … Altro che la sozzeria occidentale !
In ginocchio davanti alle GRANDI VECCHIE: TITANI DELLA FEDE !!!!
Che Dio vi benedica!
No, s’inginocchi lei. Io porto il massimo rispetto alle persone anziane, ma non m’inginocchio davanti a nessuno, non trasformo nessun essere umano, per quanto grande e coraggioso, in un idolo davanti al quale ci si dovrebbe inginocchiare e umiliare. Il rispetto sì, l’umiliazione no.
Ma tu le metafore di rispetto le capisci? Queste donne meritano altro che un semplice chapeau. Un monumento!!
se proprio devo, spero di invecchiare così