
Caso Cogne, Franzoni chiede i domiciliari. Il Tribunale dispone una perizia psichiatrica
Annamaria Franzoni, condannata per il delitto di Cogne definitivamente a 16 anni di carcere, il 10 dicembre ha presentato richiesta al tribunale di sorveglianza di Bologna, presieduto da Francesco Maisto, per scontare il residuo della pena ai domiciliari. Oggi il Tribunale con un’ordinanza ha deciso che la donna dovrà essere sottoposta prima ad una perizia psichiatrico-criminale.
LAVORA FUORI DAL CARCERE. La donna già da ottobre scorso ha ottenuto un permesso per lavorare fuori dal carcere in orario diurno, presso la cooperativa sociale “Siamo qua”, che si occupa della produzione di borse, e che ha sede presso una parrocchia di Bologna: ogni sera la donna rientra poi in carcere. A luglio la Cassazione aveva accolto la richiesta della Franzoni che venisse esaminata una sua prima richiesta di espiare la pena ai domiciliari, e aveva rinviato la decisione al Tribunale di sorveglianza. Il dieci dicembre la procura generale di Bologna ha espresso un parere negativo. Ora bisognerà attendere la perizia prima di un responso definitivo, atteso per il 21 gennaio 2014. La donna ha presentato la richiesta motivandola con la necessità di accudire il figlio più piccolo Gioele, nato dopo la morte, nel 2002, del piccolo Samuele Lorenzi.
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