Cannatelli (Niguarda) smonta punto per punto l’inchiesta dell’Espresso

Di Redazione
09 Marzo 2012
Dopo le verifiche di Noe e dei Nas che hanno constatato l'estrema pulizia dell'ospedale milanese messo sotto accusa dall'Espresso, pubblichiamo le parole del direttore generale Pasquale Cannatelli. Che spiega tutte le falsità contenute nell'articolo (e se la prende col senatore Ignazio Marino)

Come vi abbiamo già raccontato, dopo la copertina del settimanale Espresso sull’ospedale Niguarda, ci sono state verifiche da parte dei Noe (Nucleo Operativo Ecologico) e dei Nas (Nucleo Operativo Antisofisticazione) dei Carabinieri che hanno visitato sabato scorso tutte le situazioni citate nell’articolo. Risultato: nessuna anomalia. Anzi. «Hanno constatato invece la pulizia e l’ordine nelle aree di degenza». Qui di seguito pubblichiamo le parole pronunciate dal diretore generale del Niguarda, Pasquale Cannatelli, durante la conferenza stampa del 6 marzo in cui si smonta, punto per punto, l’inchiesta di Fabrizio Gatti.

«A seguito dell’articolo pubblicato sull’Espresso venerdì 2 marzo u.s. in data 3 marzo questa Azienda ha ricevuto l’ispezione sia del NOE di Milano che dei NAS di Milano.

  1. 1) I militari del Nucleo Operativo Ecologico dopo un’accurata ispezione nei vari luoghi dell’Ospedale, compresi quelli citati nel suddetto articolo (sotterranei, container di transito dei rifiuti, ISOBOX siti alla base di ogni padiglione, centro di raccolta e stoccaggio temporaneo dei rifiuti, aree dei cantieri di bonifica dell’amianto) non hanno rilevato anomalie, non hanno contestato irregolarità e non hanno proceduto ad alcun sequestro. Come si evince dal verbale é stata fornita anche documentazione cartacea relativa ai cantieri di bonifica e al ciclo dei rifiuti, peraltro in gran parte già verificata con i mezzi informatici.
  2. 2) I militari dei NAS di Milano hanno chiesto di ispezionare alcune situazioni citate nell’articolo in discorso, in particolare di verificare le condizioni igienico sanitarie e la gestione complessiva dei reparti di Psichiatria, Pediatria ed Ostetricia, non rilevando alcuna anomalia e non sollevando alcuna contestazione.

Ciò premesso riguardo ad alcuni aspetti rilevanti sollevati nell’articolo è doveroso precisare quanto segue:

  1. 1. Attività di bonifica da fibre isolanti. Oggi sono operativi 5 cantieri di bonifica da lana di roccia contaminata da amianto, a vario stato di avanzamento, che riguardano la bonifica degli isolanti delle vecchie sottocentrali termiche. Tali cantieri sono sotto continua vigilanza degli ispettori dell’ASL, che autorizzano preventivamente i piani di lavoro e la movimentazione dei materiali di risulta e il loro deposito temporaneo. Tutte le aree di stoccaggio provvisorio sono vietate ai non addetti ai lavori, quindi le riprese e le foto sono frutto di una consapevole violazione di divieti e norme di sicurezza. Le stesse aree sono state visitate dai NOE senza rilevare alcuna anomalia e contestare irregolarità rispetto alle procedure e ai depositi temporanei.

2. Sotterranei. L’ospedale Niguarda ha circa 4 km di sotterranei storici, destinati alla rete degli impianti idraulici, elettrici, reti informatiche, posta pneumatica, antincendio e gas medicali, accessibili solo al personale tecnico di manutenzione e circa 2 km relativi al collegamento dei nuovi edifici. Circa 1 km dei sotterranei storici non assolve più alcuna funzione, tuttavia la totale inibizione all’accesso è resa difficile dalla continuità con aree ancora attive. Infatti sotto i padiglioni sono presenti alcuni depositi ed archivi, il cui accesso è riservato al personale autorizzato. Dati i numerosi accessi del personale autorizzato è molto complesso controllarli, anche perché spesso rappresentano vie di fuga antincendio dalle aree attive. Questa situazione ha prodotto alcune intrusioni di senzatetto – specie nelle giornate di clima rigido – che sono state forse tollerate per qualche giorno a scopo solidaristico e successivamente risolte. Questo può aver creato qualche problema di non tempestiva pulizia in quel periodo; va sottolineato comunque che sono aree non operative e non di normale transito per il personale. Saranno ulteriormente verificate, ribadite e potenziate le procedure vigenti di controllo degli accessi in tali aree.

3. Gestione rifiuti urbani e “sanitari”. I rifiuti sono gestiti tramite precisi protocolli e procedure, verificati dall’ASL Milano, adottati da moltissimi anni e costantemente aggiornati (ultimo aggiornamento 2011). I rifiuti sono confezionati dal personale dipendente all’interno delle aree di lavoro sanitarie. Da tali aree la raccolta ed il deposito presso gli ISOBOX di padiglione è assicurato dall’impresa di pulizie. Il trasporto alla piazzola ecologica di deposito temporaneo è assicurato dal concessionario Progeni, come il successivo conferimento agli inceneritori autorizzati. Tutto il sistema è vigilato e controllato dalla Direzione Medica di Presidio e le irregolarità sono contestate dalla Direzione logistico-alberghiera alle ditte titolari degli appalti, come risulta dai verbali relativi. I contenitori di liquidi ripresi in un video contengono liquidi di lavaggio di apparecchiature di laboratorio, non pericolosi. I bidoni servono al solo scopo di trasferirli ai serbatoi di raccolta e quindi sono riutilizzati; le etichette sono prive di significato e sono residuate per mera trascuratezza: non vi è alcun pericolo per la salute pubblica, né per gli operatori che li manipolano. Non esiste rischio di esposizione o dispersione di materiali tossici.

4. Camera Mortuaria. È in corso la ristrutturazione dell’intero padiglione che comprende l’Anatomia Patologica, le sale autoptiche e la Morgue. Oltre alla bonifica degli isolamenti dell’interrato – oggi conclusa – è in corso la sistemazione delle aree comprendente le celle frigorifere che saranno sostituite. Oggi sono operative 4 celle refrigerate e due congelatori, destinati ad essere sostituiti entro fine 2012 da 21 tra celle e congelatori. In questo momento transitorio, in caso di sovraccarico o di guasto delle vecchie celle ci si avvale dell’Obitorio Comunale. Mai sono o sono state sistemate due salme nella stessa cella. L’episodio citato, che risale ad oltre due anni fa, riguarda un feto in attesa di sepoltura, che è stato pietosamente e rispettosamente adagiato in una cella congelatore ove vi era spazio, proprio in un momento di grave sovraccarico e in attesa che l’Obitorio Comunale venisse in aiuto. Il fatto stesso che non siano state diffuse foto o video delle camere mortuarie dimostra che non vi era nulla di utilizzabile a scopo di denuncia giornalistica.

5. Psichiatria. La stessa approfondita visita dei NAS non ha rilevato carenze di alcun genere e ha potuto verificare che tutte le procedure per regolare gli accessi ai reparti di “Psichiatria d’urgenza” e i movimenti dei pazienti sono conformi a quanto previsto per tutelare la sicurezza degli stessi, senza peraltro limitarli nell’uscita per chi è in condizione di poterlo fare ed autorizzato. Questa è una situazione provvisoria in quanto si è in attesa della ristrutturazione del padiglione Infettivi, sede definitiva dotata di ampi spazi, anche per la riabilitazione e socializzazione. Quest’opera è stata inserita nel Piano di investimenti triennale 2012-2014 ed è stata segnalata alla Direzione Generale Sanità l’esigenza del relativo finanziamento nel bilancio preventivo 2012.

6. Personale delle ditte appaltatrici. Il personale che gestisce la movimentazione dei rifiuti appartiene ad una società del Concessionario Progeni. Le riprese, riguardanti lo stesso personale in un momento di pausa, sono state effettuate domenica 27 febbraio u.s. alle 12.30, peraltro accedendo ad un’area riservata agli addetti ai lavori.

7. Si sottolinea comunque che riguardo al paventato rischio di infezioni ospedaliere il nostro Ospedale è tra i pochi che può vantare un sistema di sorveglianza attivo che documenta un tasso di prevalenza assolutamente in linea con quelli italiani ed internazionali, considerata la casistica trattata.

Permettetemi un’osservazione in merito ad una nota di un’agenzia di stampa: spiace che il Senatore Ignazio Marino si affretti a fare delle dichiarazioni su un articolo di giornale, come Presidente di una Commissione d’inchiesta parlamentare sul Servizio Sanitario Nazionale, senza aver accertato in tutti i suoi aspetti l’attendibilità e soprattutto la gravità per coloro che sono ricoverati o operano nell’Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda. Egli conosce ed in passato ha visitato ed apprezzato quanto si fa nel nostro Ospedale per la cura, l’assistenza in sicurezza dei nostri pazienti. Poteva risparmiarsi dichiarazioni affrettate, attendere i verbali delle ispezioni dei NOE e dei NAS, chiedere le documentazioni sulle procedure in atto.

Penso che a coloro che conoscono le caratteristiche del Nostro Ospedale sia del tutto evidente che la struttura stessa e l’elevatissimo flusso di persone che quotidianamente vi accedono (circa 12.000) con un’attività distribuita su oltre 300.000 mq di superficie attiva, articolati su 15 fabbricati, rende estremamente complessa un’attività di vigilanza e pulizia anche nelle aree tecniche, pur garantendo assoluta igiene e sicurezza nelle aree sanitarie. Cosa che neanche il giornalista dell’Espresso ha potuto negare sia per la piastra Sud di recente costruzione, che per gli altri padiglioni che ospitano le degenze e l’attività ambulatoriale e di diagnostica.

Comunque poiché siamo consci che margini di miglioramento ci sono e siamo chiamati a perseguirli, garantendo in tutta la struttura e per tutti i servizi l’attuazione delle procedure e delle norme igienico sanitarie e di sicurezza, alla luce di quanto accaduto la Direzione Generale provvederà a rivalutare con i soggetti preposti dei vari servizi le procedure e le responsabilità per l’attuazione di tutti i protocolli (che vi sono già) che permettano quotidianamente la vigilanza ed il controllo dell’igiene generale anche in quelle aree non di stretta pertinenza delle attività sanitarie e la corretta gestione dei rifiuti.

Permettetemi per ultimo di osservare che si può fare un giornalismo in cui, senza travestimenti e a viso scoperto, si contestano alcuni fatti e si chiede spiegazione: noi abbiamo un ufficio URP che tutti i giorni raccoglie le segnalazioni anche critiche dei cittadini, le inoltra ai responsabili delle singole Strutture Complesse e alle Direzioni Sanitaria, Amministrativa e Generale perché siano oggetto di valutazione, non per difendersi ma per cambiare e migliorare.

Mettere alla berlina chi lavora usando parole e immagini senza confrontarsi è forse facile ma non aiuta nessuno, né i cittadini, né gli operatori, né l’istituzione e forse neanche certa stampa.

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