La Cancellieri non è indagata a Torino

Di Chiara Rizzo
18 Novembre 2013
Nel Pd Renzi e Civati chiedono dimissioni anticipate. Il centrodestra compatto in difesa del ministro

È lo stesso procuratore capo di Torino a sciogliere per iscritto il nodo politico del giorno: Annamaria Cancellieri non è indagata. «Con riferimento a documenti acquisiti solo di recente, ovvero tabulati in data 6 novembre e relativa annotazione della Guardia di finanza in data 16 novembre, riferibili al cosiddetto caso Ligresti, la procura di Torino comunica che nessun soggetto è stato iscritto nel registro degli indagati» ha scritto Giancarlo Caselli pochi minuti fa in una nota resa pubblica.

CANCELLIERI: «HO INFORMATO IO I PM». Stamattina, l’ipotesi che il Guardasigilli potesse essere iscritta sul registro degli indagati per “false informazioni al pubblico ministero”, nella vicenda Ligresti-Fonsai è “esplosa” con una forza deflagrante. Secondo quanto raccontato a il Messaggero da alcune fonti vicine al premier, Enrico Letta lo avrebbe dichiarato a chiare lettere «In caso d’iscrizione nel registro degli indagati cambierà l’atteggiamento e si immagina che cambierà anche quello del ministro…», e in effetti ufficiosamente inizia a girare anche il nome di un possibile sostituto alla Giustizia, Michele Vietti, attuale vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. Cancellieri si è subito affrettata a esprimersi su quanto riportato dai quotidiani: «Sono stata io a informare il magistrato dei colloqui telefonici con Antonino Ligresti, loro non se sapevano ancora niente. Che senso avrebbe avuto svelare quei contatti e mentire sulla chiamata fatta o ricevuta? O su una conversazione anziché un messaggio telefonico? Io non avevo nulla da nascondere, né allora né adesso. Ho detto e ripeto quel che mi ricordavo e ricordo, senza mai mentire».

CENTRODESTRA COMPATTO. A livello ufficiale, però, la posizione di Letta sulla Cancellieri – il ministro, da sempre apprezzata dal presidente Giorgio Napolitano, ha sempre rappresentato una sorta di “imprimatur” del Quirinale sul Governo Letta – resta di piena difesa e di sostegno. Anche il centrodestra, in questo caso compatto, difende Cancellieri, ricordando oltre tutto che è stato appurato che non vi siano state pressioni per la scarcerazione di Giulia Ligresti, che avrebbe seguito le vie ordinarie.

MAL DI PANCIA. Ben differente la situazione nel Pd. Il caso Cancellieri-Ligresti sta evidenziando tutte le differenze tra le varie correnti interne. A esplicitare il mal di pancia è stato Pippo Civati, che a ribadire quanto dichiarato nelle ore precedenti, in un’intervista pubblicata stamattina da La Stampa ha dichiarato: «Tutti, da Renzi, a Pittella, a Cuperlo sono d’accordo con me, che il ministro della Giustizia, dovrebbe fare un passo indietro. Chiedo coerenza e non accetto comportamenti ipocriti. Se siamo tutti d’accordo, martedì sera servono almeno sessanta firme per presentare la mozione di sfiducia individuale. Che si facciano avanti anche gli altri candidati». A Civati aveva già risposto il viceministro all’Economia, Stefano Fassina (Pd): «Civati deve ricordarsi che fa parte di un partito. È evidente che il rapporto con il ministro si è incrinato e che una valutazione vada fatta». Anche Matteo Renzi, a Che Tempo che fa ieri sera, ha dichiarato sulla stessa linea che «Il ministro Cancellieri deve dimettersi. In questa vicenda si intrecciano una serie di messaggi in cui sembra che la legge non sia uguale per tutti; che se conosci qualcuno riesci a svicolare, è un meccanismo atroce. Sono convinto che prima della mozione si sfiducia dovrebbe fare un passo indietro lei».

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