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Nella luce dell’inizio è il primo romanzo del vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla, e già basterebbe questo per suscitare un certo interesse, quanto meno tra i frequentatori di Tempi, per i quali monsignor Massimo Camisasca è una delle firme più apprezzate di questo giornale e un punto di riferimento. Bisogna però aggiungere che non è un libro “facile”, visto che Camisasca ha scelto con coraggio non indifferente di avventurarsi in questo genere per lui nuovo offrendo al lettore una piena immersione nell’esperienza umana forse più drammatica possibile: la depressione, l’abisso dell’assenza di uno scopo nelle cose, l’angoscia del sentirsi traditi dalla vita, il marchio a fuoco che resta impresso nell’identità di chi è stato abbandonato. Eppure la pesantezza non prende mai il sopravvento, perché il filo conduttore in fondo resta sempre la speranza.
La trama del romanzo si rivela attraverso una sorta di diario a più voci. Siamo a Roma tra il 1966 e il 1968 e a raccontare so...
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