Callum, il bambino cui fu pronosticato un futuro nero: «Sarà cieco e non camminerà». Oggi gioca a calcio

Di Benedetta Frigerio
26 Settembre 2013
Carol, 31 anni, inglese di Chapelton, racconta il suo dramma e i progressi di quel figlio cui i medici non davano speranza. Oggi, grazie ai suoi genitori, ce l'ha fatta

Carol Kerr, 31 anni, inglese di Chapelton, ha in braccio il suo primo figlio. Si chiama Callum ed è un batuffolo che pesa a mala pena un chilo. La donna sa che è un miracolo se il piccolo è sopravvissuto alla gravidanza. Ma i medici non ci pensano. Non importa se Callum c’è, perché «il suo futuro sarà una vita da cieco e forse non camminerà mai», le dicono i dottori.

CONTRO OGNI PRONOSTICO. Carol ricorda le crisi respiratorie di Callum nei giorni successivi al parto e la difficoltà a nutrirlo. Al piccolo «nessuno dava speranza. Sentivamo solo sentenze di condanna e pronostici neri. Ci dissero che non avrebbe camminato e quando aveva circa sette settimane che pensavano fosse del tutto cieco», ricorda la donna al Daily Mail.

NELLA SQUADRA DELLA SCUOLA. In base a cosa? La scienza sembra andare in quel senso anche se i margini, pur minimi, per una ripresa del bambino c’erano. Carol e suo marito Stuart, pur addolorati, si prendono comunque cura del figlio: «Non potevo credere che chiamandolo o muovendomi non avrei mai visto la sua faccia girarsi verso di me», ricorda la madre. Ma lei e il marito non mollano e fanno di tutto per far sentire Callum amato e sorretto. La lotta è su ogni fronte. All’inizio il piccolo non riesce a ingerire cibo solido, ma, dopo un anno, impara. A dodici mesi non può ancora a camminare, ma – aiutato – comincia a muovere i primi passi all’età di due anni. Non solo, perché il piccolo è anche intelligente, tanto che può frequentare da subito le scuole dei “normali”. Infine Callum vede, tanto che oggi, a sette anni di età, gioca nella squadra di calcio della scuola. «Ora – continua Carol – quando lo vedo correre così mi viene un groppo in gola».

@frigeriobenedet

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