Caccia al rinoceronte, il cui corno al mercato nero vale più di oro e cocaina

Il 251imo rinoceronte ucciso per il taglio del corno è la misura del disprezzo della Natura piegata ai più inutili desideri ornamentali – dove l’oggetto ha sostituito le zanne d’elefante, per esempio – o a usanze e riti improbabili che gli uomini amano tramandare per oscurare forse la loro fallibilità: in Asia il corno viene triturato e la sua polvere usata come miracolosa medicina per potenziare le doti amatorie o per curare il cancro, reumatismi, artriti, febbri.

Il prezzo del corno al mercato nero supera, alle massime quotazioni, il valore dell’oro e della cocaina.

Come al solito le stanno provando tutte, così dicono, per fermare le squadre di cacciatori di frodo che stanno decimando il numero di esemplari di rinoceronti, che in Sudafrica si concentrano in modo particolare. Addirittura l’esercito è stato mandato nel Kruger Park e lungo i confini con Mozambico, Zimbabwe e Botswana. Sono aumentati di numero anche le guardie forestali e i volontari di un movimento “Save the Rhino” che si sta allargando in tutto il paese. Per contro, alcuni proprietari di game reserve private hanno proposto di rendere legale l’abbattimento limitato per ridurre il bracconaggio.

La vista dei rinoceronti sanguinanti e senza più il loro particolarissimo corno è davvero impressionante.

L’altra faccia della medaglia non è tanto chi sono gli “utilizzatori finali” o gli intermediari che ci si arricchiscono, che si possono liquidare con poche sentite parole, ma chi sono i cacciatori di frodo.

La polizia del Mpumalanga ha dichiarato, tempo fa, di aver rinvenuto centinaia di fucili usati dai combattenti del Frelimo (Fronte di Liberazione del Mozambico) e della Renamo (Movimento nazionale di Resistenza Mozambicano). Ma i cacciatori di frodo arrivano anche dalle altre zone povere al confine con il Sudafrica, Angola compreso. Le statistiche ufficiali parlano di decine di uomini uccisi dai rangers, mentre cercavano di abbattere i rinoceronti. Durante una recente intervista, il principe William d’Inghilterra ha detto che le persone che sparano ai rinoceronti sono “estremamente ignoranti”, “egoiste”, “cattive, totalmente e completamente in errore”. Stessa cosa si potrebbe dire dei compratori, come per esempio il vietnamita arrestato alcune settimane fa mente cercava di tornarsene a casa con ben dieci corni nella valigia.

In galera sono finiti anche esponenti delle guardie dei parchi o proprietari delle game reserve. Ma nulla si sa delle centinaia di persone arrestate o di quelle rimaste a terra morte dopo una sparatoria con i protettori dei rinoceronti. Ben poco gli andrà in tasca dei 133 dollari al grammo della polvere di Rhino e non li giustifica che alle spalle abbiano una tenda o una baracca, una famiglia o nessuno a cui pensare. Però è un pezzo di storia che manca sempre, quando si parla di caccia di frodo piuttosto che di droga e di droghe. E forse non è così secondaria.

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