Burkini ma anche tette al vento, l’assurda ricetta inclusiva dei Verdi francesi

Di Mauro Zanon
11 Maggio 2022
Polemiche in Francia per la decisione del sindaco di Grenoble di permettere il costume simbolo della sottomissione della donna islamica nelle piscine comunali. «Ma si può stare anche in topless»
burkini
Una donna musulmana mostra il suo burkini in una foto d'archivio (Ansa)

Éric Piolle, sindaco di Grenoble, è uno dei volti di più noti della sinistra green francese. Fino allo scorso anno, era uno dei papabili per essere il candidato di Europe Ecologies les Verts all’Eliseo. Poi, dinanzi alla scarsa popolarità all’interno del partito, ha preferito concentrarsi esclusivamente sulla sua città, dove continua a inanellare le proposte scellerate in ossequio al politicamente corretto e all’abituale islamofilia della gauche.

Burkini in piscina, sottomissione è liberazione

L’ultima in ordine cronologico è arrivata in questi giorni: a partire da quest’estate, in tutte le piscine comunali, potrebbe essere autorizzato l’utilizzo del burkini, ossia il costume da bagno islamico che lascia scoperto soltanto l’ovale del viso, nonché simbolo della sottomissione della donna, considerata “impura”. L’ufficialità è prevista per il prossimo 16 maggio, quando il consiglio comunale dovrà esprimersi sulla proposta di Piolle e della giunta goscista.

«Il rischio è che nella società questa sottomissione venga riconosciuta come un elemento di liberazione, mentre è esattamente il contrario. Oggi, dobbiamo batterci per far arretrare questa visione delle cose», ha attaccato Henri Touati, direttore del Festival des Arts du Récit, all’origine di una petizione che ha radunato più di 1.800 firme contro l’introduzione del burkini nelle piscine di Grenoble. «Ho lavorato molto in Algeria e so fino a che punto le donne si battono per non indossare il velo quando possono», ha aggiunto Touati.

Il burkini è «progresso sociale», come il topless

Per Piolle, invece, l’autorizzazione del burkini è “un progresso sociale”, come ha spiegato in un filmato pubblicato su Twitter. E in risposta a chi lo accusa di favorire un’ideologia islamista che nega l’uguaglianza dei diritti alle donne, ha ricordato che assieme al burkini verrà permesso alle donne di fare il bagno in piscina in topless. «Bisogna vedere questa proposta come un progresso sociale, affinché le donne possano farsi il bagno a petto nudo come gli uomini o con un costume che protegge dal sole o copre tutto il corpo se non ci si sente a proprio agio, affinché il burkini venga autorizzato», ha detto Piolle, prima di sottolineare che «non è importante sapere se qualcuno indossa un costume che copre tutto il corpo per proteggersi dal sole o per ragioni religiose, non ci riguarda».

Il sindaco di Grenoble si era già fatto notare all’inizio dell’anno difendendo la battaglia delle Hijabeuses, un collettivo di donne che militano per l’utilizzo del velo integrale nelle partite ufficiali di calcio. All’origine delle pressioni al comune guidato dai Verdi e dell’idea di autorizzare il burkini, c’è un’altra associazione islamista mascherata da collettivo antirazzista, Alliance citoyenne, che negli ultimi anni aveva già fatto parlare di sé con alcune azioni nelle piscine, e, come le Hijabeuses, combatte per modificare il regolamento sull’uso dell’hijab durante le partite di calcio.

La sinistra che sostiene gli islamisti

«Il velo e il burkini non sono degli accessori di moda bensì strumenti al servizio di un’ideologia che nega l’uguaglianza dei diritti alle donne. E tutti lo sanno a sinistra. Quest’ultima si è spesso sbagliata nel dare sostegno agli islamisti. Ovunque abbiano il potere, i diritti delle donne arretrano o spariscono, ma curiosamente una certa sinistra finge di non vedere», ha denunciato sul Figaro Céline Pina, saggista ed ex consigliera comunale. «Éric Piolle spiega anche che sarà permesso andare in piscina a seno nudo nelle piscine di Grenoble. Solo che, poiché il burkini non è un semplice accessorio di moda ma il riferimento a un’adesione ideologica e a una cultura religiosa molto forte, auguriamo buona fortuna a quelle che oseranno togliersi la parte alta del costume. Prevedo diversi conflitti», commenta Pina.

Il presidente della Regione Alvernia-Rodano-Alpi, il gollista Laurent Wauquiez ha annunciato che bloccherà i finanziamenti regionali alla città di Grenoble in caso di autorizzazione del burkini nelle piscine. «Nessun centesimo finanzierà la vostra sottomissione all’islamismo», ha tuonato Wauquiez. Se la proposta di Piolle verrà votata il prossimo 16 maggio, la modifica del regolamento per autorizzare allo stesso tempo burkini e topless entrerà in vigore a partire dal primo giugno: ossia il primo giorno di apertura estiva delle piscine comunali.

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