
«Bond, James Bond», 50 anni fa nasceva il mito cinematografico dell’agente 007 [link url=https://www.tempi.it/videogallery/i-primi-splendidi-50-anni-di-bond-james-bond#.UGQylxjbDJw]Video[/link]
[internal_video vid=49462]50 anni fa l’affascinante Sean Connery si presentava a un tavolo da casinò, completo elegantissimo e sigaretta in bocca: «Sono Bond, James Bond». Era la prima apparizione cinematografica dell’agente inglese 007 con licenza di uccidere, nato dalla penna dello scrittore Ian Fleming nei primi anni 50. Il primo film, nonostante alcune critiche, fu un successo, e Connery e la bond girl Ursula Andress entrarono prepotentemente nell’immaginario collettivo. Da quel 5 ottobre 1962 l’agente 007 è una presenza costante al cinema.
SEI ATTORI PER UN AGENTE SEGRETO. Nonostante l’ultima interpretazione di Sean Connery risalga al 1971 (Agente 007 – Una cascata di diamanti), nell’immaginario collettivo il grande attore scozzese rappresenta il solo e inimitabile James Bond. Non stupisce dunque che proprio l’identificazione dell’attore con un personaggio così amato spinga Connery a dare l’addio definitivo alla serie dopo vari tentennamenti. Al suo posto arriva George Lazenby, che cerca di costruire un personaggio lontano dal primo 007, ma l’operazione non viene capita e dura solo il tempo di una pellicola. La produzione convince Connery a tornare per prendere parte alla sua sesta e ultima interpretazione, prima di presentare al pubblico Roger Moore. È difficile convincere gli spettatori che un nuovo Bond è possibile ma l’attore inglese sembra riuscirci: è infatti l’agente segreto a servizio di Sua maestà più longevo della saga, prendendo parte a ben sette film dal 1973 al 1985. Alle soglie dei sessant’anni Moore lascia il testimone a Timothy Dalton, che in passato era stato contattato in diverse occasioni ma aveva rifiutato sentendosi troppo giovane per quel ruolo. La sua esperienza dura il tempo di due film perché nel 1995 tocca a Pierce Brosnan girare Goldeneye. Con lui per 007 si apre una nuova era: i quattro film interpretati dalla star irlandese sono dei successi senza precedenti, pellicole spettacolari in cui Brosnan esprime tutte le sue qualità.
DANIEL CRAIG. Dopo venti pellicole i produttori decidono che è ora di rinnovare il personaggio e le sue storie e dar quindi vita a un reebot della serie. La caccia al nuovo e giovane James Bond si conclude con la scelta di Daniel Craig, che nel 2006 recita in Casino Royale. Il suo Bond rude, violento, iper muscoloso, metrosexual e anche un po’ inesperto riesce a catturare anche il pubblico più giovane. L’esperimento è riuscito e si ripete due anni dopo con Quantum of Solace. Dopo averlo visto di recente accanto alla regina Elisabetta nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Londra, Daniel Craig è atteso al cinema il prossimo 31 ottobre nel 23esimo film della saga, Skyfall, diretto da Sam Mendes, e che vede finalmente la luce dopo varie peripezie produttive.
DONNE, ALCOL E MOTORI. Daniel Craig guiderà una splendida Aston Martin (la DB5), come tutti i suoi predecessori, ma non potrà più gustarsi il mitico Martini agitato. I tempi e il marketing cambiano e 007, 50 anni dopo, dovrà accontentarsi di una comunissima birra Heineken. E le donne? Le Bond girl sono il cuore pulsante del film, le uniche “distrazioni” che ama concedersi Bond e a cui non riesce a resistere, specie “quando una bella donna lo sorpassa in velocità». In Skyfall le bellezze al fianco dell’agente segreto saranno Bérénice Marlohe, attrice francese semisconosciuta in Italia, e l’inglese Naomie Harris. Chissà se avranno almeno un po’ dell’appeal e della sfacciataggine sexy di Ursula Andress e Carole Bouquet.
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