Bologna brucia un Vecchione trans per gridare al fuoco!

Di Caterina Giojelli
18 Dicembre 2024
È rosa, è transfemminista, ha i capelli d’argento, si chiama Mercurio. Soprattutto, nonostante Fumettibrutti si ostini a chiamarlo “fenice”, ricorda un Mio Mini Pony strabico montato su un tacchino. La strategia di Lepore per attirare piromani di livello
“Mercurio, la fenice”, il Vecchione del Capodanno di Bologna ideato da Fumettibrutti (foto dalla pagina Instagram del sindaco Matteo Lepore)
“Mercurio, la fenice”, il Vecchione del Capodanno di Bologna ideato da Fumettibrutti (foto dalla pagina Instagram del sindaco Matteo Lepore)

Eh già, basta con la paciosità emiliana, forza tortellino cingolato. Dietro a questi occhi azzurri si nasconde uno spietato leader civile, sembra dire Matteo Lepore, il sindaco che dopo aver tenuto testa a 300 camicie nere guidando a mani nude a 30 all’ora, presenta «il Vecchione di quest’anno! Come da tradizione lo bruceremo insieme la notte del 31 dicembre in Piazza Maggiore». «Abbiamo scelto un tema di cui si parla in città e nel mondo», «attorno al quale la comunità può riflettere».

Bologna brucia il Vecchione rosa e trans di Fumettibrutti

Ora, il Vecchione di quest’anno di tradizionale non ha nulla: è rosa, è trans, ha i capelli d’argento, si chiama Mercurio. Soprattutto, nonostante il sindaco si ostini a chiamarlo “Mercurio, la fenice”, ricorda un Mio Mini Pony strabico montato sul tacchino di Barbie con i capelli della Bertè. Se l’è inventato Josephine Yole Signorelli aka Fumettibrutti, aka trans e transattivista che posa accanto al sindaco e quell’affare, «una figura mitologica a difesa delle diversità».

Leggi anche

Gli artisti, si sa, sono geneticamente più affascinanti degli artigiani, per non parlare dei fumettisti e dei fumetti brutti, e così la realizzazione del fantoccio di cartapesta imbottito di petardi che si brucia a San Silvestro in piazza Maggiore – quella del rogo del Vecchione, o della vecchia, negli anni bisestili (come il 2024), è una tradizione che si onora da oltre un secolo – è stata affidata a diversi artisti. Fino ad arrivare a Fumettibrutti. Non che la bellezza fosse la cifra delle opere che l’hanno preceduta, ma che ci azzecca la tacchina trans con Morlo, il Vecchione di Igort (2023-2024) o il Vecchio come una torre del collettivo Parasite 2.0, solo per citare gli ultimi?

Ideone da semiologi in overdose di lettura di Domani

Nulla perché quest’anno invece di dare addio all’anno passato rappresentato come lo sgraziato anziano della porta accanto (o scimmia meccanica, serpente di pietra, totem di asini) si tratterà di bruciare un’opera complessa che sembra uscita da una convenzione di semiologi in overdose da lettura di Domani. Dallo spiegone del Comune:

«Mercurio, la fenice viene da un luogo misterioso e molto lontano. Vive su un baule azzurro ancora chiuso il cui contenuto, ancora celato, ci indica che la strada per una società più consapevole, è ancora in divenire. Mercurio, la fenice ci consegna una nuova chiave per indagare al suo interno: la indossa appesa al collo, è un simbolo transfemminista. La fenice brucia solo per risorgere e così facendo, apre il baule trasformando la società in uno spazio multicolore dove ogni persona può esprimere la propria unicità, nessuno escluso».

Tutto a Capodanno e fra le stelle perché si chiamano così i follower dell’artista:

«Ho cominciato a chiamare la mia community stelle perché la parola stessa non ha un genere. Le stelle illuminano la notte ai naviganti grazie alla loro luce, mostrando la via a tutte e tutti. Quando dico “stelle, dobbiamo brillare di più”, lo dico anche in riferimento al fatto che, facendo luce insieme, siamo in grado di squarciare il buio».

Che idea, signor sindaco!

Ma che belle pensate fanno al Comune di Bologna, una complessità che sarebbe piaciuta a Giorgio Morandi. Dove stanno i vecchi Vecchioni, grossi, goffi, giganteschi da carro di Carnevale, che ci fa una fenice “tematica” che odora di comizio elettorale anche a Capodanno? Il fantoccio Mercurio sarà alto sei metri e potrà anche muovere le ali.

Matteo Lepore posa con la fenice e ride sotto la barbetta. Altro che rete antifascista, collettivi, Anpi, Cgil e le Nina’s Drag Queen lo scorso Capodanno, se tutto va bene la tacchina di Fumettibrutti ci porta qui i Proud boys, la Chiesa battista di Westboro, il movimento ungherese Nostra Patria e gli spartani alle Termopili. Per non dire degli haters, altro che 300 dimenticabilissime camicie nere. Che idea, signor sindaco: bruciare un Vecchione trans a Bologna per attirare i piromani, poter gridare “al fuoco!” ed essere preso finalmente sul serio.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.