Lettere al direttore

Bollette quadruplicate, aborto e Covid. Lettere a Tempi

Bollette della luce in vetrina a Cagliari, 30 agosto 2022
Bollette della luce in vetrina a Cagliari, 30 agosto 2022

Vorrei suggerire un mio pensiero. Avete sottolineato la carenza di strutture che dovrebbero surrogare la donna a non ricorrere all’aborto, evitando di far presente la grande carenza che c’è verso chi ricorre all’aborto: obiettori, sale ospedaliere, ecc… E poi a voi che volete i perché quando una donna vuole abortire, ma non vi basta la sua libertà? Perché la donna deve essere costretta da questa società bigotta a motivare? Ma non vi vergognate!
Luca Parmitano

E della libertà del bambino chi si occupa? E del suo diritto? O è un argomento “bigotto” anche questo?

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Purtroppo anche la nostra piccola azienda agricola ha visto letteralmente quadruplicare la bolletta elettrica. Al governo stanno aspettando che chiudiamo tutti? Almeno potrebbero accontentarsi di incassare l’Iva dello scorso anno ed esentare dall’imposta gli aumenti, tanto per cominciare, domattina non tra un mese. Siamo estremamente preoccupati.
Un carissimo saluto a tutta la redazione
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Carlo Santoni

Carlo, lei ha ragione, ne parleremo anche sul prossimo numero del mensile. Un caro saluto e in bocca al lupo.

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Caro direttore, sono rimasto deluso dall’incontro tenutosi al Meeting sulla campagna vaccinale, non perché contrario ai vaccini in sé, ma perché ridurre la lotta al Covid alla sola vaccinazione mi pare il frutto di una riduzione dell’uso della ragione.

Lo dico perché si è dimenticato completamente il ruolo che le terapie domiciliari potevano svolgere nel ridurre ospedalizzazione e mortalità. In questi due anni, su riviste serie, sono stati pubblicati diversi studi, quattro dei quali italiani, sull’efficacia dell’uso di anti-infiammatori nelle primissime fasi della malattia. Studi che hanno mostrato una riduzione delle ospedalizzazioni del 90 per cento ma che sono stati ignorati dal ministero della Salute, il quale ha basato le indicazioni terapeutiche solo su prove randomizzate controllate (in gergo RCT), tipicamente ospedaliere e di difficile realizzazione domiciliare. Questo ha impedito di considerare l’efficacia di molecole di largo uso e basso consumo (aspirina in primis).

È vero che nella medicina basata sull’evidenza gli RCT prevalgono sugli studi osservazionali, come sono appunto quelli domiciliari, ma eravamo in emergenza, alle prese con una malattia acuta e se pensiamo che i protocolli domiciliari paragonati e quello ministeriale avrebbero ridotto le ospedalizzazioni del 90 per cento ci si rende conto del danno provocato da questo pregiudizio mentale.

A Rimini ci si sarebbe potuti interrogare su quale evidenza serve a una medicina basata sull’evidenza e l’incontro avrebbe potuto abbracciare tutte le possibilità di lotta al Covid, includendo i vaccini ma anche le terapie. Uscendo così da quella sciocca contrapposizione (vaccini vs terapia) che mescolando scienza e politica ha provocato molti danni. Questa debolezza culturale del Meeting mi ha addolorato. Però, forse, Tempi può rimediare grazie alla penna di Cesana.

Filippo Rossi

Giriamo la sua lettera al Meeting. Noi abbiamo scritto qualcosa qui.

Foto Ansa

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