
La preghiera del mattino (2011-2017)
L’ha fatto di nuovo! Vaticano costretto a smentire frasi dell’intervista di Scalfari a papa Francesco
Due su due. Di nuovo l’intervista che papa Francesco ha rilasciato ad Eugenio Scalfari su Repubblica, e pubblicata domenica 13 luglio, è stata sconfessata dalla Santa Sede (una fonte vicina al Pontefice ha fatto sapere a Vatican Insider che era chiaro anche a Scalfari che si trattava di un colloquio provato, da non trasformare in intervista).
È la seconda volta che il Vaticano rettifica pesantemente Scalfari. Già per il precedente colloquio la Santa Sede era dovuta intervenire per precisare che alcune affermazioni attribuite al Santo Padre dal Fondatore di Repubblica non rispecchiavano il pensiero dell’intervistato, ma dell’intervistatore che, come lui stesso ammise, non avendo registrato la conversazione, era, più che altro, andato a memoria, nel riferirne il contenuto (il Vaticano, infatti, tolse dal suo sito il testo dell’intervista).
D’altronde il fondatore del quotidiano romano ha un po’ questo vizietto di far dire al Papa quel che vuole lui. In un’altra circostanza, il giornalista aveva scritto che Francesco nell’Evangelii Gaudium aveva abolito il peccato. Anche in quell’occasione padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano aveva dovuto smentirlo sottolineando come Scalfari «non si trova sempre a suo agio in campo biblico-teologico».
Così è accaduto anche questa volta. Repubblica, in evidente imbarazzo, parla di “precisazione”, ma quello che ha fatto ieri padre Lombardi è aver vergato una nota di precisazione abbastanza (eufemismo) dura. «Su “la Repubblica” – scrive Lombardi – di questa domenica mattina viene pubblicato con grande evidenza il resoconto, firmato da Eugenio Scalfari, di un suo nuovo colloquio con il Santo Padre Francesco. Il colloquio è cordiale e molto interessante e tocca principalmente i temi della piaga degli abusi sessuali su minori e dell’atteggiamento della Chiesa verso la mafia. Tuttavia, come già in precedenza in una circostanza analoga, bisogna far notare che ciò che Scalfari attribuisce al Papa, riferendo “fra virgolette” le sue parole, è frutto della sua memoria di esperto giornalista, ma non di trascrizione precisa di una registrazione e tantomeno di revisione da parte dell’interessato, a cui le affermazioni vengono attribuite. Non si può e non si deve quindi parlare in alcun modo di un’intervista nel senso abituale del termine, come se si riportasse una serie di domande e di risposte che rispecchiano con fedeltà e certezza il pensiero preciso dell’interlocutore. Se quindi si può ritenere che nell’insieme l’articolo riporti il senso e lo spirito del colloquio fra il Santo Padre e Scalfari, occorre ribadire con forza quanto già si era detto in occasione di una precedente “intervista” apparsa su Repubblica, cioè che le singole espressioni riferite, nella formulazione riportata, non possono essere attribuite con sicurezza al Papa. Ad esempio e in particolare, ciò vale per due affermazioni che hanno attirato molta attenzione e che invece non sono attribuibili al Papa. Cioè che fra i pedofili vi siano dei “cardinali”, e che il Papa abbia affermato con sicurezza, a proposito del celibato, “le soluzioni le troverò”. Nell’articolo pubblicato su Repubblica queste due affermazioni vengono chiaramente attribuite al Papa, ma – curiosamente – le virgolette vengono aperte prima, ma poi non vengono chiuse. Semplicemente mancano le virgolette di chiusura… Dimenticanza o esplicito riconoscimento che si sta facendo una manipolazione per i lettori ingenui?».
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8 commenti
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forse è ora di cambiare intervistatore? non so è un ipotesi..
Avete considerato la possibilità che sia una strategia mediatica? Tramite Scalfari Papa Francesco parla al grande pubblico e gli dice che la Chiesa può cambiare. Tramite le contorte smentite della sala stampa tranquillizza i suoi. E se davvero ci sono cardinali pedofili in questo momento se la stanno facendo sotto.
giovanni, poi ti meravigli che i tradizionalisti ricordino il ” si si – no no” del vangelo ( il RESTO dovresti sapere da dove viene…..).
Mi permetto – con affetto filiale – di suggerire al Santo Padre di utilizzare il regolamento del gioco del calcio [sia detto senza ironia, il giorno dopo la finale Argentina – Germania …!]: al secondo cartellino giallo scatta il rosso, cioè l’espulsione.
Tradotto: basta telefonate con Scalfari.
Chiaro, no?
errare è umano, perseverare -……è un dono per la chiesa?
Sì, d’accordo che Scalfari sia scorretto e che l’intenzione del Papa sia ovviamente di testimonianza. Aggiungo che Papa Francesco a mio avviso è un grande dono alla Chiesa e mi auguro che possa proseguire a lungo nella sua missione.
Però qualcuno potrebbe suggerire al Santo Padre di avere un filo di accortezza in più?
Comunque per i lettori rimane (magari sottotraccia) l’impressione che il Papa certe cose le vorrebbe dire ma quei cattivoni della Curia di Roma lo bloccano… Così si rischia di creare sconcerto…
Se il Papa ci mette del suo poi…
Noooo… Repubblica che storpia il discorso del Papa? Chi l’avrebbe mai detto…
Molto strano, quel giornaletto e’ pieno di notizie sempre precise e vere…