
La preghiera del mattino (2011-2017)
La colomba di papa Francesco massacrata dal gabbiano? Tutto “merito” di Fulco Pratesi
Nell’assoluta penuria di cose da raccontare, per i giornali può diventare un notizione perfino «quel breve e ultimo volo della colomba bianca nel cielo sopra San Pietro, ghermita e uccisa da un gabbiano sopra le teste dei fedeli radunati per l’Angelus domenicale». E infatti il Corriere della Sera, per la firma di Giovanna Cavalli, ha dedicato addirittura tre quarti di pagina a questo fatto che ha «commosso un po’ tutti nella sua nitida tristezza»: articolo di cronaca della Cavalli + boxino culturale di Armando Torno sull’evoluzione della simbologia uccellesca nei corso dei secoli + commento ornitologico dello specialista del mondo animale Danilo Mainardi.
Ecco di seguito, in un crescendo di tensione, i passaggi salienti del servizio.
IL FATTO
Due ragazzini dell’Azione cattolica, affacciati alla finestra accanto a Francesco, com’è tradizione hanno liberato due colombe, simbolo di pace e di purezza. Una ha svolazzato indisturbata nell’azzurro, l’altra è stata quasi subito intercettata da un piccolo stormo misto di gabbiani e cornacchie, stordita a colpi d’ala e di becco e poi finita, in pochi secondi.
Giovanna Cavalli Corriere della Sera
LA CRUDA VERITÀ
Dal punto di vista del naturalista però non c’è niente di strano. Si tratta di un’ ordinaria applicazione della legge del più forte, identica nella foresta e in città, in terra e in cielo.
Giovanna Cavalli Corriere della Sera
L’AUTOREVOLE CONFERMA/1
«Il gabbiano reale è un predatore, il nemico numero uno dei piccioni».
Fulvio Fraticelli direttore Bioparco Roma, Corriere della Sera
LA SITUAZIONE FUORI CONTROLLO
A Roma, secondo dei calcoli per forza teorici, avrebbero nidificato circa 700/800 coppie di gabbiani reali (…). A cui bisogna aggiungere qualche migliaio di cornacchie dalle penne grigie e nere che quotidianamente ingaggiano una lotta fra bande tra cupole e terrazze romane.
Giovanna Cavalli Corriere della Sera
L’AUTOREVOLE CONFERMA/2
È ormai una scena ricorrente quella di gabbiani cittadini che catturano i colombi delle piazze, a terra o in volo.
Danilo Mainardi Corriere della Sera
IDENTIKIT DEL PERICOLOSO KILLER
Sono «attrezzati» i gabbiani, hanno un comportamento intelligente, plastico e innovativo. Doti che di continuo raffinano perché non sono rigidi istinti ma espressione di cultura animale. Invece le candide ingenue colombe, anche quelle che escono dalle mani di Sua Santità, non sanno nulla di prede e predatori. Eccole dunque cadere, indifese e inconsapevoli, nelle grinfie di quei campioni di opportunismo che sono i gabbiani. Non sfuggono, le colombe, alla loro vista acutissima.
Danilo Mainardi Corriere della Sera
LA SENTENZA
La povera colomba aveva il destino segnato.
Giovanna Cavalli Corriere della Sera
LA MINACCIA
E poi attenzione, i gabbiani apprendono velocemente. Non sorprendiamoci dunque se quanto accaduto si ripeterà a ogni Angelus.
Danilo Mainardi Corriere della Sera
E ALLA FINE ARRIVA FULCO
Il primo gabbiano reale è arrivato a Roma nel 1973. «Ce l’ho portato io» rivela Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf Italia.
Giovanna Cavalli Corriere della Sera
LA MIA PICCOLA KEYSER SÖZE
«Era una femmina zoppa, trovata all’isola di Giannutri. La misi allo zoo, nella vasca delle foche. Un giorno passò un esemplare maschio e si fidanzarono».
Fulco Pratesi intervistato da Giovanna Cavalli Corriere della Sera
GRAZIE FULCO
Come due vere gang metropolitane, cornacchie e gabbiani si spartiscono la città. (…) «I gabbiani di solito si appostano vicino al mare ad aspettare tortore e quaglie che migrano dall’Africa. La colomba ci somiglia molto. Minuta, indifesa: un bersaglio perfetto».
Giovanna Cavalli Corriere della Sera
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4 commenti
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fulco pratesi è un invasato ambientalista ( che non si farebbe la doccia per non inquinare, si farebbe mangiare dai corvi dopo morto ecc. un cretino totale). tutte le belle favole finiscono per scontrarsi con la realtà. anche i ragazzi dell’ACR, che piacciono tanto al BABA, avranno qualcosa su cui riflettere nei prossimi incontri.
Premesso che della colomba non mi frega niente, non era meglio (per lei) lasciarla in gabbia?
Se non fosse stato per quel gabbiano, a quanto pare immesso artificialmente, lui o i suoi antenati, in un habitat estraneo, la colomba sarebbe tornata da sola alla sua “gabbia”: tutti i columbiformi, a quel poco che ne so, hanno l’istinto di tornare al luogo “nativo”, se lasciati liberi di muoversi. E’ il principio da cui nacque l’uso dei famosi colombi e piccioni “viaggiatori”. Ai quali, mi sa, dovremo nuovamente ricorrere noi difensori della vita e della famiglia, se approvano la legge Scalfarotto…
Una domanda (come dice Sharpless nella “Butterfly”, “non ho studiato ornitologia”): ma i gabbiani, una volta, nel loro habitat naturale, non erano uccelli piscivori? Che c’entrano le colombe? Per caso, Fulco Pratesi li ha introdotti in un ambiente estraneo, dove hanno dovuto adattarsi a mangiare quel che trovavano?