
La preghiera del mattino (2011-2017)
Se sono cristiani, i morti non ci interessano
Sul suo blog sul giornale.it, Marcello Foa ha scritto un post intitolato: “I morti non valgono, se sono cristiani”. Lo riproponiamo di seguito.
Sì i morti non valgono, se sono cristiani, nemmeno se si contano a centinaia o a migliaia. La mia non è una provocazione ma un’amara constatazione. Negli ultimi mesi c’è stata una recrudescenza degli attacchi terroristici in Medio Oriente e nel Nord Africa, documentata puntualmente da ilgiornale.it. Nell’Irak dove, ai tempi di Saddam, i cristiani vivevano in pace, oggi vengono massacrati o costretti alla fuga. Idem in Libia, in Nigeria, idem in Kenya, come vediamo in queste ore dove – se i resoconti sono veritieri – i terroristi hanno effettuato una vera e propria selezione religiosa nel campus universitario, risparmiando la vita agli islamici, uccidendo o sequestrando i cristiani. Roba da nazisti.
La notize che apprendiamo sono terrificanti al punto che parlare di sterminio non è esagerato. Eppure ho l’impressione, leggendo i siti internazionali e percependo gli umori anche alle nostre latitudini, che queste morti e queste atrocità non facciano davvero notizia. Sì, il titolo, anche grande, si pubblica, almeno in Italia, altrove nemmeno con risalto (su Le Monde i fatti in Kenya non erano nemmeno di apertura); però a mancare è il coinvolgimento emotivo, come se si trattasse di fatti a noi lontani.
Non c’è identificazione, non c’è senso di condivisione; di quei massacri la gente parla poco, ritenendoli lontani, e non è un caso che gli appelli di Papa Francesco cadano nel vuoto. Le nostre società che hanno giustificato la guerra al terrorismo in nome della difesa delle comuni radici giudaico-cristiane e dei valori della nostra società aperta, democratica, libera; ma nella realtà dei fatti quelle radici sono già recise, il che testimonia una delle schizofrenie identitarie della nostra società, nella quale la religione, la famiglia, l’appartenenza nazionale, la sovranità democratica, sono stati progressivamente svuotati di senso. L’etichetta resta: siamo tutti nominalmente italiani o svizzeri o francesi e cattolici o protestanti o ortodossi, in genere europei e occidentali ma a quell’etichetta non corrisponde più la sostanza, che è evaporata rendendo la nostra identità sempre più vaga, informe, prevalentemente linguistica; in ultima analisi anonima e passiva. Siamo una massa informe incapace di preservare la propria biodiversità culturale. E il fatto che quasi nessuno se ne preoccupi, come se si trattasse di un’ineluttabilità dei tempi, rende la constatazione ancora più amara e inquietante.
E nemmeno gli orrori dell’estremismo islamista sono sufficienti a scuoterci dal torpore, a farci prendere coscienza della nostra decadenza civile, della nostra informità morale.
Foto Ansa
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6 commenti
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Ricordate il caso mondiale di Sakineh, con tanto di mega-manifesti appesi ai palazzi di qualche piazza italiana (forse roma)? Io sono contenta che ora viva ancora, pero’ posso dire che di manifesti in giro appesi con la gigantografia di ASIA BIBI CONDANNATA PER BLASFEMIA (lei non ha condanne per omicidio) NON NE HO VISTI MANCO MEZZO? Eh? CUME’LA -diciamo noi romagnoli- una madre di cinque figli INNOCENTE è in carcere da sei anni PERCHE’ CRISTIANA -diciamola tutta-E LA SUA FACCIA NON LA VEDO TANTO IN GIRO e il suo nome nei telegionali è tabu’?
E’ vero, Sergio! Pensi che se nella strage fossero stati messi a parte i cristiani e trucidati i giovani musulmani il mondo occidentale avrebbe reagito allo stesso modo?, cioè NON REAGENDO? MAH!
(per Susanna) : il mondo occidentale ,pieno di odio verso la Chiesa e inebriato di autodistruzione ,ne avrebbe subito approfittato per scagliarsi contro di essa!
I CRISTIANI DORMIENTI DINANZI AL MARTIRIO DI MIGLIAIA DI NOSTRI FRATELLI IN CRISTO QUANTOPRIMA RICEVERANNO LORO IL CASTIGO DIVINO IL SIGNORE E’ LENTO ALL’IRA VERSO IL SUO POPOLO MA PRIMA O POI COME HA FATTO NEI TEMPI PASSATI METTERA’ IN PRATICA LA SUA GIUSTA GIUSTIZIA—-MEDITIAMO GENTE MEDITIAMO—-
in realtà la nostra informità morale, anzi, infermità morale, si chiama non comunismo (magari ci fossero dei veri comunisti alla PEPPONE !) , ma NICHILISMO, votato all’autodistruzione : distruzione della famiglia (vedi divorzio breve, teoria gender, omofobia ecc), della ragione, della speranza nel futuro (tasso di natalità sotto zero= perchè procreare? = nessuna speranza), distruzione della libertà anche di costruire, investire (una tassazione vessatoria, mille legacci legali), distruzione della possibilità di giocarsi in politica ( chi ce l’ha più la voglia, poichè il PARTITO DEI GIUDICI e dei giustizialisti ti fa fuori in 3 giorni, senza possibilità di difesa?)……
sono d’accordo.