
La preghiera del mattino (2011-2017)
Dialogare con chi tira fuori un Ak-47
Oggi sul Corriere della Sera appare un’intervista a Paul Berman, storico americano di idee liberal, con alcuni passaggi interessanti. Si parla della strage di San Bernardino (California), dove una coppia di musulmani ha ucciso 14 persone in un centro per disabili. «I nostri media liberal, di sinistra – dice Berman -, tendono a presentare i casi di terrorismo islamico negli Stati Uniti come se fossero tutt’altro. È “rabbia legata al posto di lavoro”, è un caso di follia, e così via. Ma alla fine i fatti vengono a galla».
NEGARE LA REALTA’. Oggi, spiega lo studioso, «è necessaria una risposta che riconosca il reale pericolo costituito dal movimento islamista e, allo stesso tempo, insegni al pubblico a distinguere tra musulmani estremisti e musulmani contrari all’estremismo. In teoria dovrebbe essere facile. Ma in pratica possiamo aspettarci da una parte appelli demagogici all’intolleranza e dall’altra il diniego della realtà di chi non vuol vedere ciò che sta succedendo. La situazione è pessima — per i musulmani americani e per tutti».
POVERTA’ E TERRORISMO. Illuderci che le scienze sociali possano spiegare il terrorismo, indagando le cause della povertà e dell’ineguaglianza, è un errore da evitare, spiega Berman: «Non spiegheranno mai perché qualcuno voglia farsi filmare mentre decapita persone la cui religione gli è sgradita. Alla gente piace pensare che le scienze sociali sappiano scrutare nel cuore umano. Dobbiamo invece indagare le ideologie stesse del terrorismo e dell’odio. E proporre delle alternative: è un dovere intellettuale. Certo, è anche un dovere di polizia e a volte un dovere militare».
DIALOGANDO CON L’AK-47. L’islamismo è «un’unione infernale tra il peggio dell’Europa e del Medio Oriente» perché «unisce ispirazioni totalitarie provenienti dall’Europa e una certa interpretazione dell’islam. Lo Stato Islamico affianca una “lettura” apocalittica dell’islam con una burocrazia da stato di polizia che ha poco a che fare con le tradizioni ottomane del lontano passato ma deve molto al partito Baath, basato sul modello sovietico. Il concetto islamista della cospirazione demoniaca degli ebrei invece è un’eredità nazista».
Davanti a tutto ciò è imprescindibile «incoraggiare il dialogo», ma, aggiunge Berman, «è pur vero che quando qualcuno tira fuori un Ak-47 e comincia a sparare, il momento per una conversazione fruttuosa forse è passato».
Foto Ansa
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9 commenti
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LUIGI AMICONE …se ti dichiari un buon giornalista dovresti pubblicare la verità non menzogne come stai facendo, se davvero ti ritieni un buon cristiano fallo e non fare come un serpente con lingua biforcuta.
La coscienza cristiana …..non sei un buon esempio …
Ecco, ora che sei arrivato tu, finalmente potrai illuminarci con la tua verità.
Prima però molla il bicchiere.
🙂
Ma io mi chiedo:
cosa vi aspettate da una nazione che prende le difese di Erdogan quanto Putin l’ha messo con le spalle al muro fornendo prove del coinvolgimento della sua famiglia nei traffici illeciti con l’isis?
Per credere ancora che gli USA di Obama combattessero davvero l’isis bisogna essere davvero ciechi e sordi.
Adesso gli tocca in qualche maniera, ma prima era tutta una finta, una campagna mediatica e non militare.
Non vorrei sembrare cinico, ma non tutto il male vien per nuocere, perché probabilmente adesso l’americano medio si potrà rendere conto di cosa succede a fare i giochini con l’isis, come li hanno fatti con al quaeda, sempre che l’amministrazione non sia talmente brava da riuscire a cammuffare gli attentati islamici facendoli passare per attentati comuni.
E spero che gli Americani, popolo di cui ho la massima stima anche se la loro amministrazione la manderei in un girone dantesco, votino con gli occhi aperti alle prossime elezioni, che ci siamo ormai, manca un anno scarso.
Se cambia corso in America ed in Francia allora l’Occidente potrà rialzarsi, perché se cambiano i pastori, le pecore (Bruxelles e Roma) si adegueranno.
alla sinistra americana non va giu il terrorismo islamico in casa.
eppure da quando Obama è presidente, non si è mai vista piu intolleranza e violenza negli USA.
Non si fanno mancare alcun tipo di strage.
«I nostri media liberal, di sinistra – dice Berman -, tendono a presentare i casi di terrorismo islamico negli Stati Uniti come se fossero tutt’altro»
Dice bene l’americano. Magari potrebbe passare il concetto al suo presidente, che è tre giorni che si affanna a dire che è tutta colpa delle troppe armi in circolazione. Neanche una parolina, un sussultino, uno spiffero, sul fatto che fossero terroristi e che fossero musulmani (non sia mai che si offendano).
Come dire che una bella leggina per limitare – o anche azzerare – gli acquisti legali di armi, lascerebbe i terroristi senza kalashnikov. Che illuso colossale.
.@ Sebastiano
Lo avrei scritto anche io..perchè il problema sembrano le armi, solo un problema di armi..
Ci sono i macete, le bombe a mano, le cinture esplosive, ecc. ecc La fantasia “malata” sa creare armi inimmaginabili pur di centrare l’obiettivo -raggiungere lo scopo.
Ma ci vuole la laurea per capirlo?
La clava, l’ascia di legno e pietra, una semplice pietra, un pugno e perché no, le mani per strozzare chi ti è nemico. Il confine tra bene e male passa nel cuore di ogni uomo. E’ quello che i sapienti e gli intelligenti deridono e ha un nome: peccato originale. Forse sarà bene ricordarlo pure al Papa.
Sai, Biasini, tante volte io ci penso.
Penso a Gesù, che spandeva amore, gioia e tenerezza dove passava; che raramente si infuriava (certo, infuriava; vedi la cacciata dei mercanti dal tempio, oppure la maledizione del fico che ovviamente poi seccò -anche se in questo caso il messaggio era anche un altro, secondo me).
Ma cacciando i demoni e guarendo i malati, Egli non smetteva mai di parlare di diavolo, dell’inferno, di dannazione eterna (via da me maledetti..ecc. ecc.) e delle influenze malefiche che inevitabilmente colpiscono coloro che scelgono il male, il peccato…..; se si tace su questo, quando si osserva un crocefisso si rischia di vedere soltanto un Uomo che ha sofferto ingiustamente tanto per colpa dei cattivi..
Oremus.